Leap of faith, 8a+/b

Nuova via in libera sulla "big wall" svizzera del Poncione d’Alnasca

18 November 2020
Matteo Della Bordella e Alessandro Zeni hanno liberato "Leap of faith", sull’incredibile parete sud del del Poncione d’Alnasca, vera e propria “big wall” svizzera.

«Ha l’aspetto massiccio di una piramide egiziana, la punta aguzza e slanciata come una freccia. La Sud del Poncione d’Alnasca ha stregato generazioni di alpinisti ed arrampicatori, da Comici a Bonatti, da Pedrini a Quirici, tuttavia al di fuori della realtà locale, sono solo una nicchia gli appassionati che la conoscono» racconta Matteo Della Bordella.

"Leap of faith" è stata aperta in vari tentativi tra il 2015 e il 2016 dallo stesso Della Bordella con David Bacci e Luca Auguadri, ticinese di Chiasso. È stato proprio Auguadri il primo a individuare la possibilità di aprire una via in libera sul lato sinistro dell’Alnasca, dove prima si trovavano solo vie d’artificiale.

«Lo stile di apertura è quello che abbiamo negli anni fatto nostro: scaliamo in libera il più possibile cercando di proteggerci con friends e nuts, quindi mettiamo gli spit laddove non ci si può proteggere in altri modi».

Dopo l’apertura, per “chiudere il cerchio”, mancava la libera completa. «Liberare “Leap of faith” è un progetto esaltante, motivante e pieno di ostacoli, dovuti alle condizioni della parete e ad un’arrampicata estremamente esigente, ma allo stesso tempo aleatoria. Ci sono un paio di lanci, più unici che rari, dove l’ultima cosa che vorresti fare è proprio dover staccare entrambe le mani e saltare nel vuoto sperando di raggiungere la presa successiva».

Dopo vari tentativi, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre di quest’anno, Matteo Della Bordella e Alessandro Zeni riescono finalmente ad avere la meglio su quei lanci e completare la libera.

«Quando azzecco il lancio chiave del decimo tiro (quello che dà il nome alla via) una scarica di adrenalina pervade il mio corpo e ancora adesso se ci penso mi sudano le mani. È un peccato che una caduta in un tratto più facile del terzo tiro, macchi la mia performance, ma non c’è il tempo per me di ripetere questo traverso. Non fa niente, forse questa volta anch’io più che la performance, cercavo l’esperienza: il nostro cerchio finalmente si è chiuso» conclude Matteo.

 

Val Verzasca, Alpi Lepontine (Svizzera)
Poncione d’Alnasca 2301 m, parete sud
Leap of faith
Luca Auguadri, Matteo Della Bordella, David Bacci, 2015-2016. Liberata da M. Della Bordella e A. Zeni il 31/10–1/11 2020
15 L, 8a+/b (7b obbl.)

 

Materiale. Classico da roccia, una serie completa di friends (dai micro al n. 3 BD) e di nuts. Le soste sono attrezzate a spit, alcuni tiri sono protetti a spit, altri sono prevalentemente o completamente da proteggere.

Accesso. Da Locarno (Ticino, CH) salire in Val Verzasca fino alla frazione Motta. Superato il villaggio si trova una fontana sulla sinistra con uno spiazzo dove è possibile lasciare l’auto. Dal parcheggio tornare indietro per ca. 100 metri verso Motta, superare il torrente che passa sotto la strada, un garage sulla sinistra e successivamente una strada semi-cementata che sale in un prato. Seguire questa strada per un centinaio di metri. Superati un paio di tornanti, prima di un parcheggio privato, prendere un sentiero che si stacca a sinistra e si addentra nel bosco. Seguirlo fino ad attraversare il torrente, superare un cancello metallico e, circa una decina di metri dopo il cancello, prima di una cascina, deviare a destra sulla traccia che porta all’alpe Rozzera (1320 m) con ripidi tornanti. Superato l’alpeggio salire verso destra per prati e tracce di sentiero, quindi proseguire nella valle su ripidi prati seguendo il sentiero si fa progressivamente più visibile. Prima di una cascina isolata si trova l’indicazione per una fonte d’acqua. Da qui, procedendo verso sinistra, in una decina di minuti si arriva al Bivacco Scorpion (1707 m, 2 h 30’ da Motta). Dal bivacco tornare indietro per un centinaio di metri e dirigersi a un risalto roccioso, attrezzato in alcuni punti con corde fisse e bolli rossi. Alla fine delle corde, prima della cima del promontorio roccioso, il sentiero taglia a sinistra a mezza costa (versante nord-ovest) in direzione della parete della Föpia. Raggiungere la base della Föpia e fiancheggiarla per tutta la sua lunghezza fino al canale che separa quest’ultima dall’Alnasca (1 h dal bivacco, 3h 30’ totali).

Relazione. L1: 7a; L2: 7a; L3: 7c; L4: 6b; L5: 6a; L6: 6b; trasferimento su cengia (possibile bivacco); L7: 8a+; L8: 7a; L9: 6b; L10: 8a+/b; L11: 6b; L12: 6c; L13: 6b; L14: 7a; L15: 7a+.

Discesa. In doppia lungo la via eccetto l’ultima calata (vedere foto, attrezzata fuori via su friend e nut) oppure a piedi come per le altre vie del settore.

Informazioni fornite da Matteo della Bordella. Foto Tommaso Lamantia/Karpos. Il racconto completo di Matteo della Bordella si trova su www.karpos-outdoor.com.

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