Pilastri Busin Stange

Tre nuove vie nella falesia ossolana

01 June 2020
Paolo Stoppini presenta tre nuove vie aperte sui Pilastri Busin Stange, nell’area del Pizzo Stange (Alpe Devero, Val d'Ossola).

Facente parte della stessa bastionata rocciosa ma posti un’ottantina di metri a sinistra (sud/est) della falesia Busin Stange, i pilastri offrono un’arrampicata divertente, con alternanza di placche e modesti strapiombi su roccia molto lavorata.

L’esposizione delle tre vie è meridionale e la quota base parete 1900 m ca.

Attenzione: al fine di rispettare la fase di nidificazione dell’aquila è stato posto temporaneamente il divieto di arrampicata nell’area Busin Stange a Codelago (informazioni qui).

 

Materiale: classico da roccia con corda singola da 70/80 m e 10 rinvii. La via è attrezzata a fix inox 10 mm. Soste con catena e anello di calata.

Accesso: la base del pilastro roccioso dove corrono le vie è ben visibile dall’abitato di Crampiolo ed è raggiungibile seguendo le indicazioni per la falesia Busin Stange. Raggiunto il settore basso a sinistra della falesia, costeggiare la bastionata scendendo fino a superare la colonia di pini uncinati che ricopre la parete.

 

Via Senza Nome (tracciato azzurro sulla foto)
Paolo Stoppini, autunno 2019
180 m, 6L, 6a+ (5c obbl.), S2, II

 

Relazione:

L1: placca tecnica interrotta da due piccoli tetti, 6a;

L2: placca lavorata, muretto verticale e piccolo strapiombo ben manigliato, 6a;

L3: corto tiro con partenza su placca appoggiata seguita da muretto verticale, 5a;

L4: traverso verso sinistra su placca poi risalto tecnico, 6a+;

L5: placca verticale incisa da piccole lame-fessura e interrotta da terrazzini, 6a+;

L6: sequenza di risalti molto lavorati e placca finale, con uscita e sosta sul terrazzo sommitale. 6a+.

Discesa: in doppia lungo la via (corda da 70 m).

 

Lindelda (in rosso sulla foto)
Paolo Stoppini, 2018
150 m, 5L, 6b+ (6a obbl.), S2, II

 

Relazione:

L1: placca tecnica seguita da strapiombino e di nuovo placca, 5c;

L2: placca lavorata che porta a una nervatura verticale ben manigliata, quindi traverso verso sinistra sotto a uno strapiombo con bel ristabilimento che immette sulla delicata placca finale. 6b (1 passo di 6b+ o A0 in placca);

L3: muretto iniziale poi placca interrotta da un piccolo strapiombo, 6a;

L4: placca tecnica, 6a+. Nota: non fermarsi alla prima sosta (salendo sulla cengia a destra) ma continuare altri 15 m.

L5: primo tratto verticale poi traverso verso destra e uscita verticale in leggero strapiombo su ottime prese, 6b.

Discesa: in doppia lungo la via (corda da 70 m), saltando la sosta 4 e utilizzando la sosta delle calate del soccorso alpino, posta esattamente sulla verticale della prima doppia.

 

Veia di Bruchita (in verde sulla foto)
Paolo Stoppini, primavera 2019
150 m, 5L, 6a+ (5a obbl.), S2, II

 

Relazione:

L1: placca tecnica seguita da strapiombino ben manigliato da sinistra verso destra, 5b;

L2: placca lavorata interrotta da qualche piccolo risalto, 5a;

L3: muretto iniziale ben appigliato poi placca, 5b;

L4: diedrino con uscita su lama seguita da traverso tecnico, prima verso sinistra poi verso destra, 6a+;

L5: placca verticale con buchi interrotta da un piccolo strapiombo con buone prese, alla cengia breve spostamento verso sinistra e uscita su strapiombo finale un po’ fisico ma con prese ottime, 6a+.

Discesa: in doppia lungo la via (corda da 70 m).

 

Relazioni e immagini fornite da Paolo Stoppini.

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