Rivotra Mahery, la nuova via di Matteo De Zaiacomo, Marco Maggioni e Dimitri Anghileri in Madagascar

Il racconto di Matteo de Zaiacomo

23 August 2017
Matteo De Zaiacomo, Marco Maggioni e Dimitri Anghileri, giovani membri del Gruppo dei Ragni di Lecco, sono stati recentemente in Madagascar, dove sulla famosa parete del Tsaranoro Atsimo hanno aperto una nuova via: Rivotra Mahery, 700 metri fino all'8a+. Matteo ci racconta di questa splendida avventura...

Come è nata l’idea di questa spedizione?

L’idea di questo viaggio in Madagascar era chiuso nel cassetto dei sogni da diversi anni. A volte basta una fotografia per far scattare quella motivazione di voler andare a tutti i costi in un posto e la valle dello Tsaranoro era proprio uno di quelli... Qui prima poi devo andarci! É bastato togliere quel promemoria dal cassetto e appiccicarlo sul muro per ricordarmi giorno dopo giorno che basta trasformare i sogni in progetti per vivere avventure fantastiche. Dopo un giro di chiamate ho trovato due promettenti compagni per condividere questo viaggio. Dimitri Anghileri e Marco Maggioni sono due giovani membri del gruppo Ragni di Lecco, entrambi reduci del progetto Academy ed entrambi con parecchie esperienze in parete. Non ci è voluto molto perché anche loro appiccicassero al muro il progetto Madagascar e poi si sa... Il tempo vola e ormai ci rimane il ricordo di un’avventura unica!

Quale erano le vostre aspettative e il vostro progetto iniziale?

La valle dello Tsaranoro e le sue pareti non sono certo una novità per il mondo della scalata. Decine e decine di cordate sono andate fino in Madagascar per confrontarsi con le ripide e compatte placche di granito, e nel corso degli anni decine di nomi prestigiosi avevano lasciato la loro firma aprendo spettacolari vie e rendendo queste pareti un vero punto di riferimento mondiale per gli amanti del genere. Vie come "Tough Enough" sono diventate di prestigio assoluto per l’arrampicata sportiva multipitch. Con questi presupposti e consci di trovar pareti ormai sature di vie il mio progetto iniziale era quello di andare a provare a ripetere qualche famosa e bella via. È stato Dimitri a insinuare insistentemente l’idea di portar con noi trapano e spit. Non volevamo necessariamente usarlo ma dopo uno scambio di messaggi con Sean Villanueva, che mi assicurava che avremmo trovato spazio per qualcosa di nuovo, ha cominciato a farsi largo anche nella mia mente l’idea di provare far qualcosa di piú di una ripetizione. Ovviamente le parole di un fuoriclasse come Villanueva vanno prese con le pinze però qualcosa è cambiato nell’intera organizzazione. Aprire una via nuova era ovviamente un’idea piú solleticante!

Allora, raccontaci un po’ nel dettaglio...

Si é ovviamente super gasati quando per la prima volta si vedono le pareti sognate per mesi e i primi giorni passati in valle sono stati un insieme di dubbi e motivazioni altalenanti. Il pomeriggio stesso del nostro arrivo siamo saliti sotto le pareti e abbiamo individuato una possibile linea di salita. Il secondo giorno abbiamo attaccato la parete e cosí il terzo e il quarto giorno, senza mai riposare! Questa foga ci aveva reso ciechi a tutto quello che ci stava intorno e quando siamo arrivati a confrontarci con la sezione più ripida e difficile della parete e il nostro ritmo di apertura è precipitato dai 2 o 3 nuovi tiri al giorno a mezzo tiro senza nemmeno la certezza di poter poi salire in libera, il nostro morale anch’esso è precipitato!

Si è creato parecchio nervosismo, tanto che abbiamo ribatezzato quella sezione di parete come "l’angolo delle bestemmie". Sono stati i giorni di riposo a regalarci attimi di calma e riflessione, si può dire che grazie ade essi siamo entrati pienamente in linea con la filosofia malgascia, mora mora. Ed é cosí che siamo entrati in parete successivamente, con molta meno foga e con la volontá di lavorare bene indipendentemente da quanto tempo ci avremmo messo. Avevamo finito la via e avevamo a disposizione comunque tutto il tempo per provare a liberare i tiri più difficili; la roccia é peró super aggressiva per i polpastrelli e specialmente sul tiro più difficile riuscivamo a fare soltanto 2 tentativi al giorno, per poi doverne riposare un altro. Dopo due giornate di tentativi abbiamo iniziato ad aver paura che quel tiro sarebbe rimasto senza la prima salita, ma poi all’ultimo grammo di pelle e a qualche ora dal nostro rientro in Italia anche il sesto tiro aveva la sua FA!

Come è andata l’apertura della via?

Bisogna innanzi tutto precisare che questa via non é stata aperta con un trapano qualunque; avevamo niente di meno che il trapano di Matteo Della Bordella! Quando l’ha consegnato a me e Dimitri ha anche aggiunto "non usatelo troppo" e per chi conosce Teo e la sua etica in apertura sa anche cosa vuol dire ingaggio. Teo é un pó la stella polare all’interno del gruppo Ragni e non puoi certo calarti dall’alto e mettere una fila di spit... Specialmente se con il suo trapano!

L’idea era dunque quella di provare ad aprire una via dal basso affrontando tutte le difficoltá che si possono incontrare su una parete liscia e senza fessure. Per me era la prima volta, non avevo mai aperto con il trapano all’imbrago, mi ero sempre confrontato con pareti che permettevano di salire esclusivamente con protezioni veloci, e in fin dei conti aver tre serie di friend o un trapano attaccati al porta-materiale la sensazione é la stessa: ora con tutto questo peso mi si sfila l’imbragatura! Abbiamo deciso di attaccare la parete dello Tsaranoro Atsimo dove nella sua sezione più bella passano le bellissime vie di Larcher e Villanueva e la ormai celebre Mora Mora appena ripetuta da Sasha ed Edu. La stessa sezione verticale aveva uno spazio libero tutto per noi ma a differenza delle altre la logica per andare a prenderla era un pochino più complicata, ed é forse la ragione per cui nessuno era ancora andato a metterci il naso. Siamo partiti 50 metri a sinistra di dove poi si é sviluppata l’intera via evitando una sezione di roccia e ciuffi non molto estetica. Abbiamo superato un panciuto avancorpo appoggiato spostandoci verso destra e trovandoci dunque ai piedi dello stesso muso verticale dove correvano anche le altre vie. Il tratto verticale é dove ovviamente abbiamo avuto più difficoltá sia in fase di apertura sia in fase di libera. Nonostante tutte le vie convergano in un unico punto, siamo riusciti a mantenere indipendente anche l’uscita! Il team non era mai stato rodato su quel genere di terreno, ci siamo dovuti conoscere tiro dopo tiro e per assurdo dopo due giorni ci sembrava di non aver fatto altro che aprire vie tutti e tre da anni. Eravamo veloci nelle manovre di corda e a turno ci davamo il cambio in apertura. La regola era: chi apre il tiro ha diritto a liberarlo per primo!

 

Come è stata la vita da campo in Madagascar?

Si é trattato di un viaggio molto tranquillo dal punto di vista logistico, non una spedizione vera e propria che invece fa fronte a fattori come l’isolamento, la vita al campo base e tante situazioni che in questo caso non son neanche lontanamente prese in considerazione. Il Madagascar é un paese bellissimo e i malgasci sono persone fantastiche! Per quel poco tempo di permanenza ad Antananarivo abbiamo scoperto varie storie e leggende affascinanti legate alla cultura malgascia. Ci siamo trovati a confrontarci con realtá ancora autentiche nella valle dello Tsaranoro dove turismo e il terreno fertile permettono agli abitanti una vita onesta di duro lavoro. Esistono vari campeggi ai piedi della parete e Tsarasoa Camp é quello più particolare. Per tutte le tasche e con un rapporto diretto e oserei dire familiare con chi ci lavora. Si distingue per onorevoli iniziative legate all’ambiente: per esempio l’acqua servita ai pasti é quella dei torrenti, filtrata e resa potabile, il cibo servito é il prodotto della terra e l’elettricitá é alimentata da pannelli solari. Un campeggio ecosostenibile che regala un soggiorno rilassato ed esclusivo! L’arrampicata sulle ripide placche nere é il massimo per gli amanti del genere. Ed é quindi meta da non continuare a rimandare. Il mio consiglio spassionato é, per chi avesse voglia di scalare su queste pareti, iniziare giá da oggi a guardare i biglietti, comprarli a buon prezzo per l’estate prossima e togliersi il pensiero. Arrivare 2 mesi prima delle ferie cercando i biglietti é improponibile, i prezzi sfiorano i 2000 euro.

ph credit Matteo De Zaiacomo, Marco Maggioni e Dimitri Anghileri (Gruppo Ragni di Lecco)

Rivotra Mahery, Tsaranoro Atsimo
Marco Maggioni
Dimitri Anghileri
Matteo De Zaiacomo
16 tiri, 700 m,  8a+  (7a obbl). 1 p.a. A0

Eva Toschi

 

 

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