Roberto Iannilli: il ricordo di Diego Pezzoli

Il video della loro salita in Yosemite

23 July 2016

Proprio due anni fa, Roberto Iannilli e Diego Pezzoli salirono insieme Tangerine Trip nella magica Yosemite Valley, una via aperta nel 1973 da Charlie Porter e J.P. de St. Croix, una via maestosa e verticalissima, praticamente senza cenge dall’inizio alla fine e dove tutto penzola in modo impressionante nel vuoto una volta che si sei sopra. Oggi che un tragico incidente ha portato via Roberto e Luca D'Andrea, il ricordo di quell’esperienza assume naturalmente un significato particolare per chi l’ha vissuta così come le parole le Diego che nell’articolo che segue, ripercorre quei giorni fantastici, fatti di grandi salite ma anche di piccoli momenti di vita quotidiana che, come scritto, ora hanno ben altro sapore. Con loro anche Angelo Angelilli e lo stesso Luca D’andrea. Insieme alle commoventi parole di Diego anche il film opera di Davide Grimoldi.

Un ringraziamento a Diego Pezzoli che ha voluto condividere con noi i suoi sentimenti anche in questo momento particolarmente difficile.

TANGERINE TRIP, il ricordo
di Diego Pezzoli

"Bruuuum!
La macchina degli altri soci se ne va a tutta birra, restiamo Roberto ed io soli nel parcheggio del Lodge di Yosemite. La via è stata salita, ora possiamo rilassarci.
Ci accorgiamo aimè, solo dopo un paio d’ore, che i sacchi a pelo sono nella macchina che non rivedremo per un paio di notti.
Andiamo comunque a berci un caffè, “prima o poi ce verrà in mente qualcosa” mi dice Roberto.
Il nostro stesso carattere che definirei del “take it easy “ ci consente di non angosciarci più del dovuto.
Siamo quindi nella caffetteria vicina a Camp4 e incontriamo nuovamente Andy Kirkpatrick. Ci sediamo accanto a lui e, tra un gesto e l’altro, dato che tra noi due nessuno mastica bene l’inglese, ci fa capire di avere due sacchi a pelo in più. Ne approfittiamo senza fare ulteriori domande.
Ci abbozza così una mappa per indicarci il sito della lussuosa camera open space (in piena foresta) e ci dice in quale bear box (contenitori in metallo per difendere il cibo dalla voracità degli orsi) sono nascosti i sacchi.
La giornata trascorre in relax e verso le 22:30 decidiamo di andare a dormire. Troviamo i bear box … vuoti … dei sacchi a pelo nessuna traccia. “Guarda mejo, nun è possibile” ribadisce Robbè. Infatti, stavo guardando nel box sbagliato. Trovati i sacchi seguiamo pari pari la cartina e scorgiamo la X in terra, come indicato, e ci guardiamo attorno. Nel silenzio della notte udiamo un “chiaro fasullo verso di upupa” verso di noi, rispondiamo così allo stesso modo e lo raggiungiamo, è Andy.
Ci sdraiamo dietro l’enorme tronco e ci riversiamo nei sacchi a pelo.
Il cielo è stellato e Roberto, a bassa voce, per non svegliare Andy che sembrava dormire, mi dice quanto siamo stati fortunati e quanto, nella vita, spesso, conti il trovarsi al posto giusto al momento giusto.
“Bona notte Diego, domani ‘namo a vvedè Angelo e Luca su Mescalito”.
“Notte Robbè, domani posto su Facebook: ho dormito tra Roberto Iannilli e Andy Kirkpatrick”.
“Ecco, bravo, dormi va, che è mmejo”.
La notte faccio fatica ad addormentarmi e continuo a pensare a quanto fossi stato io il fortunato, ad essermi legato a lui e a trascorrere così, una splendida vacanza “romana”.

Ora questo legame continua, più che mai ad essere vivo ed emozionante, ed è un sentimento prezioso che conservo nel cuore come un tesoro inestimabile.

Ciao Luca, ciao Robbè! Ci Rivedremo un giorno e stenderemo nuovi piani, ne sono certo!"

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