Tommy Caldwell torna in Senato a difesa dell'ambiente

Il fortissimo alpinista attivo non solo in parete

17 November 2019
Tommy Caldwell, famoso scalatore con all’attivo centinaia di salite di tutto rispetto tra cui spiccano la prima salita della Dawn Wall ed il record di velocità sul Nose, entrambe sulle pareti di El Capitan, è stato ospite del Senato americano per portare la sua testimonianza dei cambiamenti climatici in atto.

Gli uomini di montagna sono sempre stati caratterizzati da un forte spirito ambientalista e sempre di più atleti famosi in tutto il mondo prestano la loro immagine a favore di cause green.

Così è anche per il pluri riconosciuto Tommy Cladwell, uno degli scalatori più attivi a livello planetario con una attività che ha spaziato da Yosemite alla Patagonia, che qualche settimane fa si è presentato in Senato, ospite grazie all’organizzazione Protect Our Winter, per fornire il suo punto di vista sulla pericolosità dei cambiamenti climatici in atto, soprattutto alla luce dell’ultima trovata dell’amministrazione Trump che pare voglia aprire l’Arctic National Wildlife Refuge alla compagnie petrolifere per lo sfruttamento della zona.

L’Arctic National Wildlife Refuge è la più grande porzione di Stati Uniti senza la presenza di insediamenti umani, una perla di conservazionismo dove le popolazioni animali e vegetali vivono in modo completamente naturale e spontaneo.

“Di certo non ho mai aspirato ad entrare in politica ma quando la sopravvivenza delle generazioni future, dipende dalle decisioni politiche che prendiamo oggi, allora ne vale la pena” ha detto Caldwell.

Attualmente pare che grazie all’Artic Bill 1146, un atto che scongiura al momento lo sfruttamento della zona proibendo le concessioni per l’estrazione di gas e petrolio, il pericolo di vedere deturpare une delle più importanti aree verdi degli USA sia stato allontanato ma questo non esclude altri provvedimenti che saranno presi in futuro.

E non è la prima volta. Anche nel 2017, Caldwell con Sasha DiGiulian e Alex Honnold si erano presentati in Senato per sensibilizzare sulla questione che vedeva molti parchi nazionali americani in pericolo dopo che era stata emanata una revisione dei monumenti nazionali naturali con conseguente pericolo per zone famose come Indian Creek, Arch Canyon, Texas Canyon e varie altre zone d’arrampicata.

Dai kayakisti attivi per i fiumi in Europa agli alpinisti cileni nelle Ande, sono diversi i gruppi che si stanno rafforzando a livello globale per fare attivamente qualcosa e forse un lavoro di concerto potrebbe essere la chiave di volte per far sentire sempre di più le ragione di non è contro il progresso ma contro lo sfruttamento indiscriminato di ogni porzione di natura al solo fine di trarne profitto.

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