COVID e outdoor

L’attività sportiva all’aperto nel mirino dei nuovi lockdown

17 October 2020
Continua l’accanimento contro le attività sportive outdoor nelle situazioni d’emergenza legate al COVID.

L’attività sportiva all’aperto, anche se rigorosamente individuale, era stata a lungo nel mirino del lockdown di marzo e aprile. Il divieto di fare sport da soli era tanto restrittivo e generalizzato, quanto ingiustificabile: è difficile immaginare un’attività meno innocua dal punto di vista del contagio. Anzi, fare sport fa bene alla salute tanto del corpo che della psiche ed è per questo fondamentale in una situazione come quella attuale, in cui non solo occorre mantenersi sani e in forze, ma anche salvaguardare il proprio equilibrio psicologico di fronte alle incertezze e alle paure causate dall’epidemia.

Durante l’estate 2020 l’outdoor ha avuto grande successo. Dopo i mesi di reclusione forzata la gente ha cercato sfogo e sicurezza nella natura, dove il “distanziamento sociale” è automatico.

Purtroppo il valore di queste attività non è stato compreso dalle istituzioni. Lo sport –anche se individuale e outdoor- è ritenuto “non essenziale” e facilmente sacrificabile.

Un cattivo esempio viene proprio dalla Valle d’Aosta, la regione che ha dato voce alle prime proteste contro il divieto di praticare attività sportiva individuale durante la difficile primavera 2020 (vedere articolo).

A partire da ieri un’ordinanza regionale ha istituito una “zona rossa” in tre comuni della valle, come è stato fatto puntualmente anche in altre piccole aree del territorio italiano per frenare singoli focolai del virus. Ma il testo dell’ordinanza (scaricabile qui), che tra l’altro non ha una data di fine validità, vieta esplicitamente qualsiasi attività sportiva anche individuale e all’aperto. Sono consentite solo le “passeggiate in prossimità della propria abitazione” esclusivamente per “motivi di salute”. Le persone sono di nuovo confinate in casa per arrestare il contagio, esattamente come avvenuto durante la primavera passata. Ancora una volta l’importanza dello sport e dell’aria aperta per la salute fisica e mentale dei cittadini, così come la sua irrilevanza dal punto di vista della trasmissione del virus, sono state completamente ignorate.

Marco Romelli

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