COVID e sport outdoor – cosa dice il CAI

Chiarimenti del Club alpino italiano sulla frequentazione della montagna dopo il Dpcm 3 novembre

08 November 2020
Cosa dice il CAI a proposito dello sport outdoor e delle nuove restrizioni anti-COVID?

Un articolo pubblicato sul sito del Club alpino italiano chiarisce la questione della frequentazione della montagna in seguito al Dpcm 3 novembre, specialmente nelle “zone rosse”. A proposito di queste ultime nell’articolo si afferma: «L’attività sportiva (nella quale rientra il trekking, come chiarito dalla circolare del Viminale del 16 ottobre scorso) è consentita “esclusivamente all’aperto e in forma individuale”, solo all’interno del proprio Comune di residenza» (vedere qui l’articolo completo con i dettagli anche per le altre zone).

A differenza dell'attività sportiva, l'attività motoria è vincolata alle vicinanze della propria abitazione di residenza ed è soggetta all’obbligo di mascherina. La differenza tra attività sportiva e motoria non è chiara? Forse, in ogni caso però lo sport richiede competenza e attrezzatura specifica, a differenza della semplice “passeggiata” che si fa su strada per “prendere aria”…

Notare che l’indicazione generica del CAI potrebbe essere smentita da provvedimenti specifici di singole Regioni o Comuni. In questo momento infatti limitazioni e divieti a livello locale si moltiplicano con grande arbitrarietà. Un esempio viene dai sindaci lecchesi che prima vietano esplicitamente le "passeggiate in montagna", poi fanno marcia indietro e includono il trekking tra le attività consentite (un approfondimento qui - il testo del provvedimento aggiornato, con l'inclusione dell'attività di trekking, a questo link). 

Tra le zone rosse la Valle d’Aosta è stata la prima ad affermare esplicitamente in un’ordinanza che l’attività sportiva è consentita in tutto il territorio del comune di residenza, ma con un limite di quota (2200 metri). Sono permessi anche gli allenamenti delle guide alpine. Si tratta di una relativa apertura, che testimonia una certa sensibilità ai bisogni della gente in questo momento difficile. Ma di fatto, alla luce di quanto affermato dal Dpcm e dal CAI, si traduce paradossalmente in una limitazione in più: quella di restare in media montagna per “evitare incidenti”.

In ogni caso , anche durante questo secondo confinamento, gli sportivi residenti nei grandi centri urbani inclusi nelle “zone rosse” sono penalizzati. L’attività sportiva non è considerata una “necessità”, quindi non è consentito spostarsi per accedere agli ambienti naturali. Chi vive in città non può allenarsi nè beneficiare della funzione anti-stress dell'outdoor, che sarebbe di grande aiuto in questo momento di crisi.

 

Banner c

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875