Inverno 2019/20: caldo, poca neve e poche vittime in valanga

On line il rapporto stagionale dell’Istituto SLF di Davos

08 April 2020
L’inverno 2019/20 è stato caldo, con poca neve e poche vittime in valanga. Questo in estrema sintesi è quanto indicato dal rapporto stagionale dell’Istituto SLF di Davos.

Il rapporto, consultabile on line a questo link, evidenzia alcuni aspetti tipici dell’ultima stagione invernale: un inizio molto promettente, con tanta neve in gran parte delle Alpi e periodi con forte pericolo valanghe legato alle precipitazioni intense; un mese di gennaio con siccità da record e basso pericolo valanghe (un fatto decisamente inusuale in pieno inverno); episodi di bufera e pioggia fino ad alta quota in febbraio, specialmente nelle regioni alpine occidentali e settentrionali, con conseguente destabilizzazione del manto nevoso; infine un “colpo di coda” dell’inverno agli inizi di marzo: il giorno 11 si è registrata la massima attività valanghiva dell’inverno con un’alta percentuale di valanghe bagnate.

I mesi invernali da novembre a marzo sono stati caratterizzati da temperature da record e precipitazioni prevalentemente superiori alla media tipica del periodo. Degne di nota sono state le ripetute piogge fino al di sopra del limite del bosco, che hanno impedito una crescita più consistente del manto nevoso al di sotto dei 2000 m, e le nevicate molto scarse in gennaio e febbraio nel versante sud delle Alpi e in Engadina.

La situazione valanghiva nell’inverno 2019/20 è stata più favorevole rispetto alla media. Questo ha contribuito, tra le altre cose, a un bilancio degli incidenti decisamente positivo: in Svizzera il numero di vittime delle valanghe è nettamente inferiore rispetto a quanto registrato negli ultimi anni. Tra i motivi di questo di questo basso numero di vittime ci possono essere, oltre alle condizioni favorevoli (pericolo basso in gennaio, temperature miti e ripetute piogge che hanno causato a medio termine una stabilizzazione del manto nevoso): lo scarso interesse a frequentare la montagna nei periodi più pericolosi, caratterizzati quest’inverno da bufere e pioggia; un solo incidente che ha coinvolto più di una persona; infine... anche un po’ di fortuna, dato che ci sono state comunque 122 persone travolte, pari a circa un terzo in meno rispetto alla media pluriennale (i dati relativi agli incidenti riguardano la Svizzera).

Fonte: SLF.

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