Euclase: l’8C+ di Graham! - Up-Climbing

Euclase: l’8C+ di Graham!

Dopo qualche accenno qui e là, finalmente l’annuncio finale e i commenti di Dave sulla salita di una nuova kingline in Valle Bavona

 

Da tempo circolava la voce, e in occasione del video di una delle sue tante altre realizzazioni ticinesi della scorsa primavera era menzionato Euclase, nome di una linea che Dave Graham ha liberato in Valle Bavona proponendo un 8C+. Restava tuttavia un alone di mistero dato dall’assenza di foto e di un commento pubblico da parte di Graham.

Tuttavia, a distanza di due mesi dalla salita avvenuta il 20 aprile, ieri lo statunitense ha infine annunciato su Instagram questa realizzazione, che si presenta come una delle più dure nella sua carriera e in assoluto una delle più impegnative del Ticino. La ciliegina sulla torta di una trasferta svizzera in cui ha chiuso davvero un numero considerevole di linee estreme!

Nel suo post Instagram, oltre a mostrarci diverse foto di questo boulder, Dave descrive nel dettaglio tutto il processo che ha caratterizzato la salita di Euclase e per questo riportiamo di seguito la sua intera descrizione:

“Il 20 aprile ho terminato il mio ultimo progetto della stagione in Ticino, realizzando una delle linee più difficili che abbia mai salito fino ad oggi. Ho trovato la linea nel 2005 e l’ho provata occasionalmente per molte stagioni, ma non ho mai nemmeno lontanamente trovato le soluzioni necessarie per scalare tutti i passaggi, fino a quando sono tornato in Bavona lo scorso inverno e ho iniziato a dedicarmici a fondo. Il problema sembra semplice; ci sono molti appigli, la maggior parte sono abbastanza decenti, ma tutti hanno uno strano orientamento in relazione tra loro e i piedi non sono mai in una posizione utile rispetto agli appigli. Ho speso circa 10 sessioni per scalare tutti i movimenti e altre 10 per mettere a punto le mie transizioni. È un labirinto di prese e strutture, tutte perfettamente scolpite su roccia immacolata. Con 19 movimenti di mano, 21 movimenti di piede e 4 kneebar, è un gioco per collegare le posizioni del corpo. È una delle salite più tecniche che abbia mai incontrato e ha messo alla prova la mia capacità di agganciare di punta, tallone, ginocchio e il gioco di piedi come mai qualsiasi altro boulder che ho provato nella mia vita. Il top-out aggiunge all’equazione una no-fall-zone a tacche e pericolosa, completando la linea con un vero fattore mentale. Dopo aver chiuso tutti gli altri miei progetti, era l’ultimo che restava. Intorno alla mia 30a sessione sono caduto dall’ultimo movimento inaspettatamente con condizioni incredibili in mezzo a strane ondate di caldo, devastato, ho pensato di aver perso la mia opportunità per l’anno. Il masso filtra, quindi la pioggia è un vero nemico, e con una tempesta selvaggia che incombeva all’orizzonte e un taglio super profondo sul mio indice da ripetuti sforzi sul tridito nella sezione chiave, statisticamente mi sono sentito come se avessi una piccola chance di chiuderlo. Non ho mai pensato che tutta la mia esperienza di scalatore culminasse in un momento, ma il giorno in cui ho realizzato questa scalata è forse l’esempio più vicino. Avevo una finestra con il meteo e un tentativo con il mio taglio. In qualche modo, sono partito dal basso e, nonostante la mia incertezza interna, ho eseguito l’intera sequenza e ho raggiunto la vetta dell’intenso highball alla fine. Lo descriverei come il mio puro stile e, a meno che non mi sia perso qualcosa di enorme, sono convinto sulla proposta di grado, soprattutto rispetto a tutto ciò che ho scalato in passato.”

Ora non ci resta che attendere solo il video!

Albertaccia

Fonte: Instagram

Per i diritti fotografici contattare info@upclimbing.com.

Condividi: