13 Nov PIETRO VIDI TRA MELTDOWN E PEAK DISTRICT
TRAD RECORD PER PIETRO
Pietro Vidi ripete Meltdown (8c+) e tutti i classici del Peak, compresi The Groove (E9 7b) e Dynamics of Change (E9 7a).
“Ho iniziato a fare dei buoni collegamenti na top-rope dal terzo giorno, dove ho capito che avrei probabilmente dovuto saltare alcune protezioni nella prima parte e anche un cruciale nut nel secondo tratto chiave per risparmiare energia. Questo avrebbe creato un runout piuttosto lungo, ma sembrava comunque relativamente sicuro.”. Con queste parole già cariche di pericolo, Pietro Vidi introduce una delle vie trad più dure del mondo, che è riuscito a salire dopo aver ripetuto Pre-Muir Wall (35 tiri, 5.13c/d) con la fidanzata Camilla Moroni (prima donna italiana a salire El Cap). “Ho fatto i miei primi tentativi dal basso nella quarta sessione e sono riuscito a superare il primo tratto chiave, per poi cadere subito dopo, faticando a posizionare un friend correttamente e stancandomi troppo per continuare. Quel pomeriggio ho guardato un video di Ethan Pringle che strappava la protezione proprio sotto il nut che avevo deciso di non piazzare. È quasi finito a terra. Questo mi ha reso parecchio nervoso! Il giorno seguente, ho testato io stesso la protezione, rischiando quasi di rompere un nut che ero convinto fosse solido e, di conseguenza, moltiplicando ulteriormente il mio nervosismo. Fortunatamente ho scoperto che un nut più grande sarebbe entrato e la mia fiducia è tornata lentamente.”.

“Al sesto giorno, ho iniziato la via sentendomi solido, per poi scivolare subito dopo il movimento chiave e danneggiare i cavi del grilletto del friend. Sono riuscito a riparare temporaneamente il friend con del nastro adesivo e poi ho salito la via al mio tentativo successivo, con una bella battaglia contro le dita intorpidite e la fatica!”. Molte di queste skill e di questa sicurezza derivano anche da una settimana da urlo nel Peak District, culla dell’arrampicata trad. Proprio qui, Pietro ha ripetuto in fretta e furia una lunga serie di vie epiche: Dynamics of Change (E9 7a), Mishuga (E9 6c), The End of the Affair (E8 6c), Gia (E8 6c), Granddad’s Slab (E8 6c), Balance it is (E7 6c) flash e Braille Trail (E7 6c) sempre in stile flash.

Conclusi i veloci cantieri trad, inframmezzati da qualche boulder tipo Samson (8A) e Careless Talk (8A), Pietro è partito alla volta dello Yosemite, deciso a mettere le mani sui capolavori della valle. “Meltdown è, di sicuro, la via trad più difficile che abbia salito, a parte ‘Tribe’. L’arrampicata è super insicura con appoggi orribili per i piedi, estremamente tecnica ma comunque molto fisica. La prima salita di Beth, più di 15 anni fa, è stata davvero incredibile e in anticipo sui tempi!”. Così, in poche sessioni, Pietro ha aggiunto il suo nome ad una lista davvero risicata di scalatori capaci di salire Meltdown dopo la FA di Beth Rodden nel 2018: Carlo Traversi (2018), Jacopo Larcher (2022), Barbara Zangerl (2023) e Connor Herson (2024).
Fonte Pietro Vidi
Cortesia foto Daniel Gajda
Alessandro Palma

