Fulmini e Saette al Gran sasso - Up-Climbing

Fulmini e Saette al Gran sasso

 
  
Dal 10 al 12 febbraio scorso Lorenzo Angelozzi, Andrea Di Donato e Andrea Di Pascasio hanno portato a termine la prima salita invernale alla via Fulmini e saette, un difficile itinerario che si sviluppa per 700 metri sulla parete nord-ovest dell’anticima della vetta orientale del Gran sasso.
 
La linea è stata aperta da massimo Marcheggiani e Lorenzo Brunelli nel 1987 e raggiunge difficoltà di VII°: (ED). Conta pochissime ripetizioni, le caratteristiche che la rendono temuta sono il lunghissimo e complesso avvicinamento, la difficoltà, la scarsa proteggibilità e il complicato rientro. Essa, infatti, sale sul bordo sinistro dell’anticima N, nel pieno centro del paretone.
 
In inverno la cengia che conduce all’attacco si rivela molto complessa ed esposta. Essa prevede diverse discese in corda doppia, traversi su neve spesso instabile e tratti di misto. Le placche che caratterizzano i tiri più complessi si ricoprono di ghiaccio o  neve inconsistente rendendo i passaggi pericolosi.
 
 
 
 
Report di Lorenzo Angelozzi
 
Il giorno 09/02/2011 siamo impegnati al Corno Piccolo del Gran Sasso D’Italia. La sera ci ritroviamo tutti insieme a Teramo e controllando il meteo decidiamo di tentare il giorno seguente  la storica prima invernale della via Fulmini e Saette.
 
Prepariamo il materiale e il cibo per 2 notti. La mattina iniziamo con calma l’avvicinamento alla Cengia dei Fiori che, come previsto, si rivela complessa e pericolosa. La superiamo comunque con facilità e nel pomeriggio siamo all’attacco della via. Saliamo il primo tiro (VII) e decidiamo di bivaccare alla prima sosta.
 
Passiamo la notte completamente appesi agli imbraghi visto che non avevamo una cengia su cui posarci. Durante la notte ci solleviamo spesso sulla corda per far scorrere un po’ di sangue alle gambe. La mattina ripartiamo e saliamo i successivi 9 tiri. Incontriamo tutti i tipi di terreno e tutte le difficoltà (roccia, ghiaccio, misto, pendii di neve…).
 
Il tracciato della via si rivela molto complicato da ritrovare visto che le poche e storiche protezioni di riferimento sono sommerse da neve e ghiaccio. In serata raggiungiamo il grottino in cui avevamo deciso di fermarci per il secondo bivacco e ci godiamo la cena e un “comoda” nottata.
 
La mattina seguente ci aspetta un ultimo tiro duro e poi un centinaio di metri di cresta finale che ci conducono alla vetta dell’anticima N (ore 10:00)(la prima metà della via è stata salita da capocordata da Lorenzo Angelozzi mentre la seconda metà da Andrea Di Donato).
 
Ci tuffiamo nella neve della ferrata Ricci per la discesa e passando per il rifugio C. Franchetti torniamo alla macchina. Non abbiamo tempo nemmeno per una birra perché a ora di pranzo dovevo essere assolutamente a lavoro!
 
La salita, dato lo spirito e lo stile, è stata dedicata al grande alpinista Tiziano Cantalamessa.
 
 
Componenti:
Lorenzo Angelozzi 20 anni
Vive a Teramo, operatore del Soccorso Alpino. Ha partecipato nell’estate 2010 ad una spedizione nella Charakusa Valley in Karakorum, Pakistan. Insieme al compagno ha effettuato la prima salita di una cima inviolata, il tentativo di una nuova via in stile Big Wall sul K7 West e la prima salita della parete Ovest del Farol Ovest per la nuova via “Telegraph Road”.(rientrata tra le migliori 50 ascensioni elette dalla giuria del Piolet D’Or).
Ha salito numerosissime vie sul Monte Bianco tra cui La Cresta dell’Innominata (17 anni) e il Pilone Centrale del Freney(18 anni).
Nelle montagne di casa (Gran Sasso) ha ripetuto più di 100 itinerari fino all’ EX sia di interesse invernale che estivo. Ha effettuato parecchie prime ripetizioni e aperto nuove linee.
Partecipa alla chiodatura e alla manutenzione di alcune falesie d’Abruzzo (Free-climbing, Dry Tooling). Organizza periodicamente eventi per la promozione dell’arrampicata e dell’alpinismo come raduni, gare e proiezioni.
 
Andrea Di Donato 29 anni
A.Guida Alpina dal 2009 e Accompagnatore di Media Montagna dal 2006. Quando non è a scalare in giro per il mondo, vive a Teramo, ma ha le sue origini nel borgo di Castelli situato alle pendici dei monti Prena e Camicia dove nasce la sua forte passione per la natura e l’ambiente montano. Ama le attività di montagna a 360 gradi con una predilezione particolare per l’alpinismo invernale, le grandi pareti e viaggi in posti sempre nuovi. Le sue ultime avventure hanno toccato le pareti del Cerro Torre, dello Tsuro Ri e dei più bei pilastri del Monte Bianco (Integrale di Peuterey, Nord delle Jorasses). È l’autore della Prima Invernale Solitaria alla Nord del Monte Camicia.
 
Andrea Di Pascasio 29 anni
Originario di Roma, si trasferisce a Teramo per frequentare gli studi Universitari. Già grande amante dell’ambiente montano, si avvicina all’arrampicata nel 2004, specializzandosi in tutte le discipline; alterna, infatti, ottime prestazioni in falesia a grandi salite sulle Alpi. É un profondo conoscitore dell’intero Appennino Centrale nel quale ha affrontato numerosissimi itinerari alpinistici, sci-alpinistici ed escursionistici. Ora è laureato in Medicina Veterinaria, collabora col Parco Nazionale per progetti di salvaguardia della fauna e continua la sua attività alpinistica effettuando grandi ripetizioni e nuove linee.

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