Goodbye Innsbrooklyn - Up-Climbing

Goodbye Innsbrooklyn

Martin Sieberer e Simon Messner hanno aperto Goodbye Innsbrooklyn sull’imponente nord dello Schrammacher, alla testata della Valsertal (Tirolo).

Una via inusuale, un vero triathlon alpinistico completo di tutto: scialpinismo, neve e misto, roccia. Forse l’unico elemento mancante è il vero e proprio ghiaccio…

Di seguito il racconto di Simon Messner.

Alla fine di marzo Martin Sieberer abbiamo realizzato una prima ascensione molto logica e molto alpinistica sulla parte destra della parete nord dello Schrammacher, nella Valsertal tirolese.

Ci sono voluti quattro tentativi distribuiti su cinque anni. Abbiamo dovuto rinunciare a un primo tentativo in pieno inverno 2017 perché le ripide placche di granito non ci sembravano superabili con piccone e ramponi. In tarda primavera siamo tornati – questa volta con le scarpette da arrampicata – ma la parete era inondata dall’acqua dello scioglimento della neve e la continua caduta sassi ci ha costretto a ritirarci di nuovo. Pensando di tornare con temperature più fredde, abbiamo nascosto nuts, cordini, rinvii e chiodi per un altro tentativo. Ma quando l’anno successivo siamo saliti lungo la Valsertal fino alla parete, il materiale depositato era sparito – dato che i nuts non sanno camminare, presumo che il materiale sia stato (purtroppo!) rubato…

In ogni caso questo tentativo si è concluso al 3° tiro perché non abbiamo osato salire oltre con solo quattro chiodi da roccia, tre nuts e pochissimo materiale. Il rischio di non poterci calare per mancanza di materiale era troppo grande. Quindi ci siamo ritirati, di nuovo…

Alla fine di marzo 2022 in Tirolo e nelle Alpi non c’erano quasi precipitazioni degne di nota da un mese intero: è stato il marzo più secco da quando sono iniziate le misurazioni. Una catastrofe (!) per gli agricoltori, lo scioglimento dei ghiacciai polari e il nostro clima, una benedizione per me e Martin. La parete sembrava asciutta e le temperature fresche di marzo erano ideali perché tenevano congelati i numerosi massi di granito mobili e talvolta grandi come automobili in parete (o almeno così ci siamo detti).

La nostra strategia era la seguente: sci per l’avvicinamento, ramponi leggeri e attrezzi da ghiaccio per la salita in parete, scarpette da arrampicata per la parte bassa e un paio di scarponi da montagna, ramponi e attrezzi da ghiaccio nello zaino per le emergenze. Un piumino per sicurezza, 800 ml di liquido e due barrette a testa.

Alle tre e mezza del mattino del 24 marzo 2022 Martin è venuto a prendermi a Innsbruck. Quasi un’ora dopo stavamo già salendo con gli sci, nel cono di luce delle frontali, in direzione di Schrammacher e Sagwand. Lì, ai piedi della parete, abbiamo depositato gli sci e cambiato assetto con scarponi, ramponi e piccozze. Siamo saliti per una larga rampa di neve che porta direttamente ai piedi di un suggestivo sistema di fessure e diedri che svettano ripidi nel cielo. Che linea!

Dato che conoscevo la zona meglio di Martin, sono partito per primo. Nel secondo tiro sono arrivato di nuovo al punto in cui bisogna scavalcare una scaglia (VII). Un posto delicato, perché queste le scaglie cave non solo si usano per progredire, ma anche per assicurarsi con un piccolo friend. Ero già in sosta e guardavo Martin raggiungermi. Aveva appena tolto il friend dalla fessura, cercava di salire più in alto e… in quel momento l’intera scaglia si è staccata! Per fortuna Martin e il nostro pesante zaino erano assicurati dall’alto.

Eravamo sconvolti perché sapevamo che i tiri successivi sarebbero stati probabilmente altrettanto fragili e che il terreno sarebbe stato ancora più ripido. Dovevamo essere estremamente attenti!

Il tiro successivo è il chiave: dopo una sequenza di placca bisogna superare una pancia seguendo una fessura poco profonda (VIII-). L’ultima protezione (e poco solida!) è molto lontana. Martin ha rischiato ed è riuscito a scalare questo difficile passaggio senza cadere! Wow… i segni erano buoni per noi.

Seguendo sempre il caratteristico sistema di fessure e diedri abbiamo fatto rapidi progressi. Ci è piaciuto arrampicare con le scarpette e a mani nude, almeno il primo di cordata. Sebbene non ci sentissimo più le dita delle mani e dei piedi a causa del freddo, l’arrampicata era comunque molto più sicura che con piccozza e ramponi, che il secondo scalatore portava nello zaino.

Dopo il 7° tiro la parete ha iniziato ad appiattirsi notevolmente e – difficile da credere – siamo usciti al sole pomeridiano. Così per un po’ è finito il tremito di freddo alle soste, che soddisfazione!

Siamo saliti in linea retta su lastre di granito e massi. A tratti abbiamo usato il nostro martello da roccia come una specie di picca di emergenza. Per la maggior parte, tuttavia, siamo riusciti a scalare su roccia. Verso le 16 siamo finalmente arrivati sulla cresta sommitale. Ce l’abbiamo fatta, finalmente! Cinque anni interi dopo il nostro primo tentativo e pochi giorni prima di lasciare Innsbruck e trasfermi in Alto Adige con la mia ragazza. Non riesco a pensare a un regalo d’addio più bello del completamento di questo progetto a lungo termine: un percorso da sogno nelle immediate vicinanze di Innsbruck, cosa chiedere di più? Grazie Martin!

 

Valsertal, Alpi della Zillertal, Alpi dei Tauri occidentali (Austria)
Schrammacher 3410 m, parete nord
Goodbye Innsbrooklyn
Martin Sieberer, Simon Messner, 24 marzo 2022
400 m di rampa nevosa + 450 m di arrampicata, VIII- (eventualmente M8)

 

Materiale. Classico da roccia e misto (picche e ramponi) con due corde da 50 m, serie di friends (fino al 3 BD, 4 opzionale), cordini vari, nuts. Scarpette da roccia per i passaggi chiave, materiale da scialpinismo per il percorso d’accesso.

Accesso. Punto di partenza è la locanda Touristenrast a Vals (1345 m, Tirolo, Austria). Accesso alla parete in sci lungo la Valsertal in 2,30 h con percorso evidente (1000 m D+ ca.).

Relazione. Vedere le immagini qui sopra.

Osservazioni

  • Una ripetizione di questo percorso richiede all’alpinista capacità complete: gli sci per l’avvicinamento, l’arrampicata in alta montagna e l’uso di piccozze e ramponi devono assolutamente essere padroneggiati.
  • Una buona strategia è un prerequisito per poter salire la via in giornata.
  • Tutte le lunghezze di corda sono state superate in libera dal primo di cordata.
  • Dopo il distacco della scaglia sul secondo tiro, il passaggio (ex VII) potrebbe essere più difficile (stimato 7a).

Discesa. In doppia lungo la via (portare ulteriori chiodi, nuts e cordini per completare e rinforzare le soste).

 

MR. Informazioni e immagini fornite da Simon Messner.

Condividi: