Un dolomitista in Canada - ep. 1 - Up-Climbing

Un dolomitista in Canada – ep. 1

Santi Padrós, appassionato dolomitista, racconta il suo recente viaggio in Canada.

La guida alpina e alpinista di origini spagnole, già nota per le sue numerose prime ascensioni e traversate sulle amate Dolomiti, ha trascorso ben due mesi nei paradisi del ghiaccio d’oltreoceano.

Il resoconto delle sue esperienze alpinistiche canadesi è piuttosto ricco: per questo lo pubblichiamo a puntate!

Di seguito una prima introduzione all’ambiente fisico e umano del Canada secondo Santi.

Raccontare un’esperienza di oltre due mesi in Canada arrampicando su ghiaccio non è facile!

Ho scelto Canmore come campo base, probabilmente la posizione più centrale per le diverse zone; Kananaskis, Ghost, Field, Ice Fields, Standley Headwall, Storm Valley, ecc.

Ho preso in affitto una camera in un appartamento che ho condiviso con altre persone, si risparmia un po’ rispetto agli ostelli e si ha un po’ più d’intimità, comunque per un corto periodo gli ostelli possono andare molto bene.

Direi che Canmore è un posto tranquillo, anche se veramente no l’ho girato tanto. I canadesi sono persone molto educate, forse un po’ timide e riservate, comunque quella dei locals ice climbers è una bella comunità che condivide le informazioni. Diverse pagine Fb offrono aggiornamenti di condizioni, “cercasi compagni” e altre informazioni interessanti.

Forse quello che mi ha sorpreso di più delle Rockys è l’ambiente, i canali con queste vallate nella parte alta (li chiamano Bowls), che fanno veramente impressione. Il terreno valanghivo, con una neve piuttosto fredda, si comporta diversamente che da noi, bisogna stare molto attenti negli avvicinamenti e a quello che c’è sopra alle linee scelte! Nella zona offrono corsi neve/valanghe dedicati specialmente ai ghiacciatori.

Il freddo è l’altro fattore ambientale da gestire: le temperature possono andare sotto i -30ºC. Essendo la mia prima esperienza a queste cifre, ho realizzato che sotto i -25ºC la cosa diventa proprio severa e pericolosa.

Un paio di sci d’alpinismo mi hanno accompagnato questo viaggio, servono a perlustrare gli avvicinamenti o a godersi una giornata di polvere in quelle giornate più fredde.

Quando è arrivata l’ondata di freddo polare di dicembre, la maggior parte delle candele sospese che si stavano formando si sono crepate o sono esplose in meno di 24 ore. È stato impressionante vedere quelle masse di ghiaccio per terra in così poco tempo, infatti uno di quei giorni abbiamo vissuto proprio un crollo in Johnson Canyon mentre facevamo i nostri giretti!

Ah dimenticavo! Questi canadesi hanno l’abitudine di ridurre il nome delle vie o le espressioni alle sole lettere maiuscole! Per esempio “Curtain Call” è CC, “The Really Big Drip” RBD, o “French Reality” FR, o “LOL” Lots of Laughts. Tutto è da capire piano piano.

Infine le persone: quando viaggi da solo incontri altre persone e questo è stato il regalo più grande e bello di questa esperienza. Senza di loro non avrei scalato nessuna cascata, non avrei riso ogni giorno, voi siete divenuti la mia famiglia: Jaume (il mio fratello), Valerie, Isobel, Juan, Max, Stas, Peter, Janet, Jonas, Jonatan: GRAZIE.

 

MR. Resoconto e immagini di Santi Padrós.

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