Un dolomitista in Canada – ep. 2 - Up-Climbing

Un dolomitista in Canada – ep. 2

Santi Padrós, appassionato dolomitista, racconta il suo recente viaggio in Canada.

La guida alpina e alpinista di origini spagnole, già nota per le sue numerose prime ascensioni e traversate sulle amate Dolomiti, ha trascorso ben due mesi nei paradisi del ghiaccio d’oltreoceano.

Il resoconto delle sue esperienze alpinistiche canadesi è piuttosto ricco: per questo lo pubblichiamo “a puntate”! Di seguito Santi presenta le cascate canadesi divise in classiche, “particolari” e zone sicure.

Le classiche

Le classiche sono cascatone che si formano ogni anno, che hanno una quantità di ghiaccio demenziale, e che evolvono durante la stagione. Alcune sono scalabili già a metà ottobre, altre rimangono in piedi fino fine aprile! Vi rendete conto? Oltre sei mesi di ghiaccio.

Raramente troverete una cordata dietro di voi. Una bella abitudine è lasciare scritto sul vetro posteriore della macchina il nome della via che si intende scalare, così si evitano situazioni del tipo: «Ah pensavamo non ci fosse nessuno…».

Eventuali altri climbers canadesi non vi sorpasseranno mai, ma vi chiederanno di arrampicare su un altro lato della colata, se c’è spazio sufficiente. Infatti i canadesi non amano la tendenza ad “ammassarci” tipica di noi ghiacciatori europei.

Le classiche di solito hanno tanto ghiaccio e il grado può cambiare anche di un numero intero durante la stagione. Cascate come “Nemesis” o “Hydrophobia” sono gradate WI5-6.

Non ci sono tantissime cascate lunghe come “Polar Circus” 700 m (400 m effettivi su ghiaccio). La maggior parte delle colate sono tra 60 m e 150 m. Però preparatevi ad avvicinamenti consistenti, alcuni da fare necessariamente con gli sci, altri insidiosi attraverso i boschi seguendo piccole bandiere colorate, non sempre visibili…

Ho scalato “Polar Circus”, “Weeping Pillar”, “Ice Nine”, “Murchison”, “Nemesis”, “Hydrophobia”, “Witheman”, “Carlsberg”, “SuperBock”. Altre come “Pilsner”, “Virtual Reality”, “Rainbow Serpent”, “Fairfuly Simetry” o “Sorcerer” sono rimaste per l’anno prossimo. Perché si, ci tornerò!

Le cascate particolari

Nella periferia delle Rockies ci sono altre cascate interessanti, magari con clima un po’ meno freddo quando le Rockies son battute dalle correnti polari.

Noi abbiamo fatto “un salto” (7 ore di macchina) ad arrampicare nella zona di Enderby Cliff nella regione di Okanagan. Avevamo ricevuto una foto di “Mytologic”, 140 m, WI6, ancora non salita in questa stagione. La colata non si forma ogni anno, la sua formazione è veramente stranissima sia per il colore marrone/dorato che per la sua struttura. Ho dovuto veramente impegnarmi per scalare questa delicata linea, 4 tiri e oltre le 7 ore di arrampicata difficile, su una via che mi e sembrata più sul WI6+! Ho arrampicato con Valerie e Jaume, che con un bel sorriso sono saliti da secondi per tutta la via, facendomi un gran regalo.

Le zone sicure

Nei giorni di brutto tempo, in quelli più freddi o con pericolo valanghe alto, occorre ripiegare nelle zone sicure. Si tratta di monotiri con avvicinamenti nel bosco, lontani dai pendii pericolosi per le valanghe, di solito con vie di misto e ghiaccio di pochi metri. Nelle zone più a sud-est, tipo Ghost o Kananaskis, si sopporta meglio il freddo e i rischi sono minori.

Queste le più classiche: Johnson Canyon, Haffner Creek, Bear spirit, Grotto Canyon, Junkyards, Evan Thomas Creek…

 

MR. Informazioni e immagini di Santi Padrós.

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