I RAGAZZI DELLO ZOO DI ERTO - Up-Climbing

I RAGAZZI DELLO ZOO DI ERTO

Storia di una culla della scalata strapiombante 

Sul finire degli anni Settanta, la falesia di Erto era un roccione a strapiombo senza spit; alla base di quella pietra levigata, a strati generalmente orizzontali, dal 1963 rimaneva il ghiaione detritico della frana del Vajont, testimonianza silenziosa e immutabile del disastro. 

Panoramica della falesia di Erto, con sopra il paese di Casso. È evidente il ghiaione detritico alla base della formazione rocciosa, appartenente alla frana del Vajont (9 ottobre 1963). Foto: Archivio Neri

Mauro Corona, scultore e alpinista, all’epoca non era ancora il famoso scrittore di oggi, ma nel suo animo di artista viveva la curiosità, una ricerca di cose nuove che oggi definiremmo visionaria: leggeva molti libri e riviste di alpinismo, e in quella croda ertana cominciò a chiodare dal basso (con chiodi classici artigianali e cunei di legno) le linee più logiche: Molina, Pensionati, Pipistrelli, La Passera. 

Mauro Corona nel 1984. Foto: M. Kelemina

Icio Dall’Omo, diciottenne, arrivava dal Cadore in autostop, con le tasche vuote ma pieno di passione; scalava spesso scalzo, aprendo vie come Pip Crash e Mani di Clown; andava ben oltre il 6c, ma al tempo nessuno lo sapeva… 

Io giungevo da Belluno in motorino, studente liceale con scarsi mezzi. Con chiodi e martello non avevo certo la dimestichezza di Mauro e Icio: li ho aiutati a piantare i primi spit “a mano”, ma con l’arrivo del primo trapano acquistato da Corona ho preferito lasciarli fare, mentre l’attrezzatura dall’alto si andava affermando. Mauro in particolare si dimostrò un precursore, perché piazzava gli spit a distanza sicura, consapevole che la distanza delle protezioni in alpinismo differiva dall’arrampicata sportiva, o meglio da quel nuovo gioco che riempiva le nostre giornate e i nostri sogni (…)

Sandro Neri 

Il testo completo è disponibile all’interno di UP CLIMBING #19 • FRIULI.

In copertina Silvia Cassol su Giurassica 8b+, foto: Marco Salogni.

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