Lizard: Leaf Evo

Test della nuova scarpa pensata per la comodità e il trasporto ma che si rivela molto utile anche in falesia e fra i blocchi

21 dicembre 2017
Leaf è leggera, comprimibile, confortevole, estremamente facile da calzare e scalzare. Sarà però utile quando si va a scalare?

"Leaf è anche la scarpa ideale per gli arrampicatori. La sua tomaia morbida e confortevole permette una calzata veloce e coccola i tuoi piedi quando togli le scarpe da arrampicata".

Questo è quanto scritto nella descrizione tecnica del prodotto sul catalogo Lizard, ed incuriositi abbiamo chiesto di testarle. Le abbiamo usate sia in falesia che nelle aree boulder, cercando di mettere a nudo pregi e difetti di questo prodotto.

Iniziamo con una descrizione generale.
La Leaf Evo di Lizard è una scarpa molto leggera, la sensazione è quasi quella di avere ai piedi un sandalo. Nonostante sia completamente chiusa, la tomaia morbida e leggera e la stringatura elastica lasciano molta libertà al piede.
La suola, nella versione più spessa, da una buona protezione al piede e ha una scolpitura minima ma profonda che la rende molto flessibile.

Non è quindi una scarpa da avvicinamento, anche se su sentieri facili è perfettamente calzabile. Ma se vorremmo dargli una collocazione precisa in arrampicata, la base della parete o dei massi è senza dubbio la più corretta, dove infatti è necessaria una scarpa facile da calzare e scalzare più volte anche in pochi minuti, comoda, che faccia respirare il piede. In questi ambienti possiamo dire di averla grandemente apprezzata.

Leaf è una scarpa di piccole dimensioni perché comprimibile, e molto leggera. Non è un problema quindi, se si decide che l'avvicinamento è troppo tecnico, infilarla in una tasca dello zaino e trasportarla fino alla falesia, dove possiamo toglierci le scarpe più impegnative e preparaci per l'attività con Lizard ai piedi.

Passare dalla scarpetta a Leaf è facile e veloce, idem viceversa, sia tenendole nella versione scarpa, quindi con il tallone chiuso, a maggior ragione lasciandola a ciabatta, con la sottile fascia posteriore ripiegata all'interno.

Una piacevole scoperta è stata la possibilità di usarle come sovrascarpetta, per percorrere quei pochi metri dal punto in cui ci prepariamo per la scalata fino alla roccia: è qui infatti che spesso sporchiamo le suole per scalare di terra, erba o fango, costringendoci poi a numeri circensi per pulirle, o falsando i primi passi su roccia. L'elasticità della tomaia e delle stringhe permette il facile inserimento del piede con la scarpetta calzata.

Piccoli spostamenti sui i sassi e su brevi e ripide pendenze sono possibili a patto che si fissi la soletta removibile, perché scivola facilmente insieme al piede sul tessuto sottostante, scalzando la scarpa. un paio di punti di colla e risolverete il problema.

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