Anche nel 2020 niente Melloblocco!

Il miracolo non avviene…

07 febbraio 2020
Un aggiornamento apparso ieri sul sito www.valtellinamobile.it/


Dopo le vicende degli scorsi anni e i relativi retroscena, probabilmente in pochi si aspettavano che quest’anno qualcosa potesse cambiare... ma si sa, la speranza è sempre l’ultima a morire.

Tuttavia, un breve articolo apparso ieri su www.valtellinamobile.it/ uccide ogni residuo di ottimismo e lascia intendere che ormai il Melloblocco non possa più resuscitare: a quanto riportato, “La Provincia di Sondrio” ha contattato l’Associazione Operatori e l’Amministrazione Comunale della Val Masino per avere informazioni sul raduno outdoor di bouldering, che per anni è stato sicuramente il più importante e frequentato al mondo.

In sintesi, sembrerebbe che nessun ente si sia fatto avanti per prendere in mano l’organizzazione di un’eventuale edizione 2020, mettendo un’altra pietra sulla tomba del Melloblocco.

In tutto questo, ricordiamo che lo scorso anno tutto fallì nonostante organizzatori e sponsor si fossero già fatti avanti, ma, dopo giorni di confronti serrati e clamore, la manifestazione non si tenne comunque per motivazioni fumose e poco chiare, dietro le quali sembravano celarsi retroscena a sfondo anche politico…

Tornando al presente, oltre all’Associazione Operatori e all’Amministrazione Comunale, al momento non è stato contattato nessun altro per avere informazioni e sarebbe interessante sentire la versione dei detentori del marchio Melloblocco.

In ogni caso, l’organizzazione di un’eventuale edizione 2020 sarebbe dovuta partire già da mesi, e quindi non c’è alcuna possibilità che quest’anno la situazione possa cambiare.

Certo fa sorridere (amaramente) la dichiarazione rilasciata ed è un’ulteriore dimostrazione di come non ci sia alcuna vera volontà di mantenere in vita il Melloblocco da parte delle organizzazioni locali: con un evento di questa portata e con questi numeri, con tutta la gente che sarebbe accorsa nella valle (e nelle sue strutture...), forse più che aspettare qualcuno che bussi alla porta con soldi e intenzioni di organizzarlo, avrebbero dovuto essere proprio le amministrazioni della Val Masino a sfondare porte e portoni per riportare nella loro valle una manifestazione del genere!

Evidentemente però gli interessi sono tutti verso l’apertura di nuove cave (come quella recentemente aperta e che nei prossimi anni rischierà di distruggere il settore La Mota) o verso lo sfruttamento dei “merenderos” che in estate invadono e deturpano la natura della Val di Mello (e che pagano i ticket del parcheggio/navette ma poco altro...).


Da arrampicatori possiamo sicuramente riconoscere come il Melloblocco degli ultimi anni si fosse trasformato in un evento consumistico in allontanamento dallo spirito dell’inizio e del sassismo stesso, con una ricca partecipazioni di climber della domenica attirati dal grande evento e dall’apparenza, per poi dimenticarsi della valle per tutto il resto dell’anno.

Questo è senza dubbio vero a parer mio ma è comunque un aspetto più generale dell’attuale mondo dell’arrampicata, che va al di là dell’esistenza o meno di questa manifestazione.

Anche in quest’ottica, l’esistenza del Melloblocco avrebbe potuto essere un’occasione per aggiustare il tiro e cercare di ri-educare ad un corretto approccio outdoor un popolo di climber che sempre più nasce nel contesto urbano e che spesso non ha alcuna consapevolezza di come avvicinarsi correttamente alla pratica su roccia.


Chissà se questa è l’ultima volta che parliamo di Melloblocco oppure no…

Sta di fatto che la natura è sovrana e velocemente sta riprendendo possesso di una gran parte di quei settori che un tempo grazie al Melloblocco rimanevano invece in ottimo stato.

Un male, o forse per qualcuno un bene per la salvaguardia della natura e della roccia?

Staremo a vedere…almeno fintanto che quei massi non diventeranno il ripiano di una qualche cucina...


Albertaccia

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melloblocco
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