Chaos e demolizioni ad Hampi

Una situazione socio-politica molto problematica nella mecca del bouldering indiano

21 febbraio 2020
Sotto la bandiera della salvaguardia di un luogo patrimonio dell'Unesco, procede la demolizione di abitazioni ed esercizi commerciali che per anni sono stati anche il punto di appoggio dei climber.

Già da alcuni giorni seguiamo quanto sta accadendo ad Hampi, iconica area boulder in India, dove sta avendo luogo una sistematica e violenta distruzione di esercizi commerciali ed abitazioni per ordine della Corte Suprema Indiana, includendo anche strutture a quanto pare legali.
A lanciare l'allarme sono alcuni climbers che si sono mossi per schierarsi dalla parte di tutte quelle famiglie che rischiano di perdere tutto ciò che hanno, inclusa la loro fonte di sostentamento, sembra senza nessuna alternativa offerta dallo stato.

A tal proposito, su Facebook è stata creata la pagina "Climbers for Hampi" da cui provengono le informazioni e le fotografie che documentano quanto sta accadendo.

Hampi è il simbolo del boulder in India: resa celebre dal video Pilgrimage con protagonista Chris Sharma, qui troviamo colline ricorperte di massi inframezzate da campi e soprattutto da centinaia di templi e templetti.
Infatti, Hampi (il cui nome indiano è Virupapur Gaddi) è una località sacra da millenni ed è proprio su questo che si basano le motivazioni ufficiali per quanto sta accadendo.

Divenuta nel 1986 patrimonio dell'Unesco e gradualmente trasformatasi in una meta turistica oltre che arrampicatoria, ogni anno vi giungono migliaia e migliaia di persone e nei decenni sono sorti servizi quali bar, ristoranti, camere, negozi a buon prezzo ecc. (talvolta sembra abusivamente) proprio in prossimità dei templi principali.
Proprio da questo e considerato il sempre più crescente afflusso turistico deriva la decisione della corte suprema: sostanzialmente, preso atto dell'importanza storica, culturale e religiosa di quest'area, l'intento sarebbe quello di proteggerla, iniziando dalla demolizione delle strutture non autorizzate nelle zone più importanti. L’intenzione appare quindi come lecita e sacrosanta, se non fosse che c'è di mezzo la vita di molte famiglie, a quanto pare ridotte sul lastrico senza alcuna compensazione o aiuto. Inoltre, si vocifera che vi siano sotto presunti interessi occulti...

L'opera di demolizione è in atto comunque da qualche anno e nel 2011 ha portato alla distruzione del vivace bazar esistente in prossimità del tempio più iconico. Le azioni attualmente in corso riguarderebbero invece l'isola di Hampi al di là dal fiume, dove sorgono anche alcune tra le strutture più utilizzate dai climber.
Una situazione complessa e poco chiara, dove politica, cultura, società e popolazione si intrecciano, influenzando anche la comunità arrampicatoria.

Se il mondo fosse animato da ideali di giustizia e disinteresse personale, allora ad Hampi vedremmo le autorità demolire le strutture abusive per salvaguardare questo luogo sacro, fornendo nel contempo alle famiglie tutti i mezzi per ricrearsi una vita e un’attività nei dintorni. Vedremmo inoltre i climber smettere di scalare sui massi in prossimità dei templi per sceglierne altri tra i migliaia esistenti nei chilometri e chilometri quadrati di colline rocciose della zona.

Però sappiamo che è solo utopia...case, ristoranti ecc verranno demoliti; tante famiglie rimarrannno ignorate e senza aiuto e non è da escludere (come già si dice, senza però alcuna prova) che nei dintorni di questo luogo sacro in pochi anni potrebbero sorgere resort e hotel di lusso.

Non sarebbe strano, è un copione già rivisto più volte anche dalle nostre parti… e in tal contesto non sarebbe nemmeno strano vedere boulderisti in visita ad Hampi concludere la giornata arrampicatorie sgranocchiandosi un bell'hamburger in qualche nuovissimo McDonalds appena sorto nelle vicinanze…

Al di là di ipotesi fantastoriche, su Climbers for Hampi si può trovare un lungo resoconto che analizza diffusamente quanto sta accadendo e le sue cause.

Inoltre, è stata lanciata una petizione su change.org per fermare le demolizioni.


Albertaccia


Fonte: Facebook – Climbers for Hampi

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