Alla scoperta di Rio Tinello

Ne “Il Paese dei BaLOCCHI” su Climbing Radio esploriamo un’altra area emiliana e la sua magnifica arenaria

21 giugno 2017
Davide Sora è l’ospite di questa nuova puntata de “il Paese dei BaLOCCHI”: ripercorriamo insieme la storia, la roccia e gli aneddoti relativi ai blocchi di Rio Tinello per conoscere meglio un’area da sempre nota ma spesso dimenticata.

Per chi ha vissuto fin dagli inizi la rinascita del boulder in Italia, Rio Tinello non è sicuramente un nome nuovo. Da anni se ne parla e in molti ne lodano la qualità, anche se altre aree dell’Emilia, come Ceriola o i Lagoni, spesso hanno attratto maggiormente l’attenzione su di sè.
Eppure, quest’area situata in Val Tidone, in provincia di Piacenza, ci offre almeno una sessantina di massi praticabili (recensiti su riotinello.blogspot.it dove è possibile scaricare la guida in pdf) su un’arenaria davvero eccezionale:

“Non vorrei allargarmi troppo ma nei massi migliori è simile a quella di Fontainebleau. E' un po' un paragone azzardato però diciamo che ci sono due tipologie di roccia. Una con una grana molto fine e veramente bella e l'altra un po' più granulosa che è più simile a quella di Ceriola...” così Davide Sora la descrive ai microfoni di Climbing Radio.

La storia di Rio Tinello è abbastanza recente e ha visto diversi protagonisti:

“La storia di Rio Tinello nasce poco tempo fa nel 2003-2004 (…) lo scopritore Davide Sampaolo, un ragazzo di Fidenza, che grazie a suo fratello che scorrazzando in mountain bike aveva visto qualche masso interessante (...) ha colto subito il suggerimento e ha iniziato a pulire (...) Noi siamo arrivati nel 2004 ed eravamo io e Lorenzo Lazzarini, un altro cremonese (...)e ci siamo buttati subito nella pulizia(...) già allora c'era un gruppo di ragazzi piacentini che girava attorno a questa cosa (…) i ragazzi che ora hanno la palestra del Macaco, nelle figure di Gabriele Chiappini quello che si dà attualmente più da fare soprattutto nella manutenzione dei blocchi, Giovanni Baffi e Paolo Antoniotti che sono altri due soggetti affezionati al posto “

Come sempre, quando è la passione per l’arrampicata a muoverci, la voglia di coinvolgere le persone e renderle partecipi delle proprio scoperte ha attratto quei climber che, oltre ad essere forti, hanno sempre vissuto il boulder nella sua dimensione creativa ed esplorativa, Michele Caminati in primis, seguito da Marco Bortoletto, Luca Bazzani e da ultimo Niccolò Ceria.
Una garanzia sul valore di questi blocchi, paradiso per chi ha un livello tra il 6c e il 7b, mentre “(…) per difficoltà più elevate(…) ci vuole spirito della ricerca (…) è un approccio diverso” rispetto al semplice andar a ripetere blocchi duri e famosi. Una caratteristica questa che probabilmente è la causa per cui il Tinello ha attratto solo quei top climber che da sempre hanno fatto proprio il lato più esplorativo del bouldering al di là del grado.

Nonostante sia nato qualche anno dopo la riscoperta del boulder in Italia, Rio Tinello incarna perfettamente le motivazioni che hanno portato molti climber a contribuire a questa rinascita, come espressione di una dimensione più rilassata, giocosa e gioiosa rispetto all’allora stagnante mondo della falesia:

“ (…) all'inizio scalavo un sacco in falesia (...) ma ad un certo punto in falesia è cambiato l'atteggiamento, è diventato proprio più quasi andare in una palestra, vie sovraffollate, gente che se la prendeva troppo, situazioni di invidia percepibile, situazioni che mi hanno allontanato dall'ambiente della falesia(…) il mio passaggio al boulder è stato anche questo(…)” a cui si aggiunge, al di là della dimensione sportiva, un approccio all’arrampicata dove “ (…) la piacevolezza dell'ambiente in cui si è, la bellezza del posto sono cose irrinunciabili e fondamentali (…)”

Dalla logistica alla storia, Davide ci porta poi anche a rivivere alcune divertenti vicende umane che sono andate in scena tra questi massi. Ad esempio il famoso blocco de “Il Re Leone” il 6c di Michele Caminati che ha richiesto sette anni per essere ripetuto con tanto di cena-premio in palio…

Ma, come sempre, lasciamo proprio che sia Davide a raccontarci di questo ed altro con la sua voce, nel podcast de “Il Paese dei BaLOCCHI” che potete ascoltare sul sito www.climbingradio.com.

Buon ascolto e a presto!

Alberto “Albertaccia” Milani

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