A Cresciano il top del bouldering mondiale!

Da Webb a Cotting, gli ultimi exploit su linee che hanno fatto la storia della disciplina

13 febbraio 2018
Continuano le realizzazioni di altissimo livello nella storica area ticinese
 

In queste ultime settimane Cresciano ha visto una pioggia di realizzazioni di altissimo livello. Da Christof Rauch a Giuliano Cameroni, questa celebre area ticinese è la terra promessa del momento.

Anche questi ultimi giorni hanno visto infatti ulteriori salite di altissimo livello!

Iniziando proprio dall’ultimissima news fresca fresca di giornata, apprendiamo che James Webb, in fuga da una piovosa Fontainebleau, fa una breve tappa in Ticino e subito il primo giorno riesce a chiudere Dreamtime, ora 8B+/8C, il blocco forse più significativo al mondo. Fu infatti il primo 8C mondiale, che Fred Nicole liberò nel 2001. In seguito venne sgradato a 8B+ a causa di alcune prese modificate e successivamente riportato a 8C dopo la rottura di una ulteriore presa all’inizio della versione stand. Da allora oscilla tra l’8B+ e l’8C a seconda dei salitori. Tale blocco si aggiunge ai 14 8C e ad un 8C+ che Webb vanta in carriera. Questi i commenti dell’americano:

"4 anni fa ho speso innumerevoli giorni tentando questa cosa e non sono mai stato in grado di terminarla. È stata una pesante battaglia fisica e mentale per me e mi aveva ucciso il fatto di non essere stato in grado di completarla”

Per fortuna, quel momento ora è giunto anche per Jimmy!

 

Gli scorsi giorni hanno però visto anche un’ulteriore grande risultato. Dopo la prima ripetizione di The Story of Two Worlds Low Start di Christof Rauch e la proposta di 8C invece che 8C+, ora anche il poco conosciuto Sebastian Cotting ha chiuso il capolavoro di Dave Graham, sia nella versione originale che nella versione low di Dai Koyamada. Sopra, possiamo vedere il video della realizzazione, la prima di tale difficoltà per Cotting.

Al di là dell’indubbio valore di questa realizzazione, fanno un po’ riflettere le parole di Sebastian, relative tanto per cambiare a mezzo grado in più o in meno:

"C’è sempre un modo di farlo meglio – Trovalo! E l’ho trovato. Abbastanza per salire The Story of Two Worlds, il masterpiece di Dave Graham. Tre anni e mezzo di tentativi e allenamenti specifici. È stato un viaggio pazzo. Dopo tutto i metodi che abbiamo trovato (agganci di ginocchio, tacchi-punta…), penso che la “Storia” sia più vicina ad un 8B+ che all’8C. Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato a trovare questi micrometodi cruciali.

A proposito della low start: praticamente aggiunge solo un movimento in più. Il primo movimento e mettere il ginocchio è anche più duro. Ma no, non c’è quasi nessuna differenza tra lo start normale (è solo più bello!). Ma tenete a mente: con i NUOVI metodi. Il low start era sicuramente più duro per Dai. Per non menzionare quanto insanamente difficile fosse il suo metodo per la “Storia” completa. Il mio più grande rispetto per Dai!”

 

The Story of Two Worlds fu un blocco molto significativo nel 2005, al tempo in cui sembravano esserci appunto due pesi e due misure per valutare l’8C boulder. Ai tempi fu proposto proprio come un esempio di vero 8C e, in seguito alla salita low di Koyamada, di vero 8C+. Ora, dopo le nuove sequenze scovate, sembrerebbe addirittura che entrambe le versioni possano essere gradabili come 8B+.

È inevitabile che con l’evolvere dell’arrampicata e delle gestualità si possano trovare nuovi metodi più facili, che possano cambiare quotazioni apparentemente inattaccabili. Ben venga! Se ci aggiungiamo la disciplina e la dedizione nel passare ben 80 giorni di tentativi su un blocco, come Sebastian ha fatto, è ulteriormente inevitabile che questo possa succedere.

Quello che è successo fa però riflettere su quanto relativo sia davvero il grado nel boulder, e quanto inadeguato sia alla fine nel valutare l’effettiva difficoltà di una linea. Troppe variabili, sia oggettive che soggettive, entrano in gioco. Lo si sa, lo si dice da anni e fiumi di parole sono stati spesi in passato a tal proposito, inclusi metodi rigorosi e scientifici per dare una valutazione il più possibile precisa di tali numerini.

Eppure, con il boom dell’arrampicata consumistica, mai come in questi ultimi anni il grado è diventato ulteriormente l’unica ragione di vita e motivazione per la maggior parte dei climber, che null’altro vedono in questa splendida disciplina…

Albertaccia

 

Fonte: 8a.nu

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