Dove sono i boulderisti italiani?

Primo tempo: falesia 1 - boulder 0

21 febbraio 2017

Silvio Reffo chiude un altro duro tiro che rasenta il 9a. La giovanissima Laura Rogora ripete e libera nuovi tiri che sempre più si avvicinano all'agognata meta (comunque già raggiunta da Laura). Nuovi nomi si affacciano di tanto tanto con risultati degni di nota, ultimo tra tutti la salita di Anchorage 8c+ di Pietro Biagini e della mitica Hyaena da parte del tredicenne Davide Carena.
Questi risultati accompagnano in sottofondo gli exploit mondiali di Stefano Ghisolfi che, con le sue ultime gesta su roccia, si è ormai imposto con uno dei top climber più seguiti. Stefano non è solo fortissimo a stringere le prese ma ha quel carattere e carisma che gli permettono di attirare i riflettori su di sè. Non è fortuito infatti l'impatto mediatico e il fervore con cui la comunità dei climbers ha seguito la sua breve battaglia su First Round First Minute, così come non è un caso se ora Stefano è a Stoccolma con una manciata di altri “very top” climbers a provare la via indoor più dura al mondo!

Beh dai, sicuramente non abbiamo da lamentarci e la bandiera italiana sventola orgogliosa nelle falesie del mondo...

E che possiamo dire nel boulder?
Mmm, qui la situazione è un po' grigietta...
Calibani, Core, Nardi… nomi che rieccheggiano nel passato, ma anche nel presente del boulder mondiale. Campioni, precursori, esploratori, innovatori…
Questo è il contesto umano da cui proveniamo. E chi ha raccolto il testimone?

Ahi ahi, un po' di imbarazzo.
Due nomi rieccheggiano tra i massi di tutto il mondo e sono quelli di Gabriele Moroni e Niccolò Ceria. Gabri, con le sue ultime salite di carattere e dal grande impegno psicologico; Niccolò con le sue esplorazioni in giro per il mondo sempre accompagnate da realizzazioni di prestigio. Due ragazzi ancora giovani all'anagrafe, ma già dei senatori nella scena del boulder italiano.
Sicuramente due personaggi che oltre ad atleti hanno saputo essere delle personalità per trasmettere il loro messaggio.

Ma oltre a loro cosa offre il futuro?
Leggiamo le notizie di questi ultimi mesi e vediamo che ormai le ragazze sono arrivate all'8c e salgono regolarmente boulder di 8b e 8b+ mentre i ragazzi volteggiano sugli 8c e 8c+, flashano 8b mentre un certo Hukkataival infrange i tabù proponendo il primo 9a della storia.

E gli italiani? Qualcuno occasionalmente si fa sentire: a novembre Piccolruaz flasha l'8b di Wrestling with an alligator mentre alcuni giovani atleti della nazionale iniziano a chiudere i loro primi 8b…
Ottimi risultati, ma prestazioni comunque isolate e occasionali.
È un po' pochino sia a fronte di ciò che fanno i loro connazionali falesisti, ma soprattutto rispetto agli ottimi risultati che spesso questi stessi ragazzi hanno ottenuto nelle competizioni giovanili internazionali.
Inoltre, al di là di sterili numerini, ancora all'orizzonte non si intravedono nuovi boulderisti italiani con il carisma e la personalità necessaria per portare una ventata di aria fresca nell'ambiente…

Forza giovani, ancora dovete crescere, certo, e allora fatelo ricordando che l'arrampicata non è solo resina e poliuretano.
Fuori la grinta e le zanne perchè sono sicuro abbiate moltissimo da darci e da dirci e vorrei solo vedervi smentire queste mie considerazioni!

Albertaccia

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