Episodio 2 - The Classics: alla scoperta dei boulder che hanno fatto la storia

La serie video promossa da Mammut non poteva che portarci come seconda tappa a Bleau, per salire C’était demain insieme a Schubert e Stoehr

22 giugno 2017

Un viaggio nella storia del boulder prima o poi non può che passare da qui, dalla Foresta più celebre dell’arrampicata, lì dove il boulder è nato ancora prima del 1900.

Tutto è storia a Fontainebleau, dal celebre Angle Allain (del 1934, che vediamo anche nel video), a La Marie Rose (1946), dall’Abattoir a C’était Demain, tutti passaggi che hanno inaugurato un nuovo livello in questa disciplina. Proprio quest’ultimo è il blocco che Mammut, attraverso le gesta e le parole di due illustri atleti del suo team, i campioni mondiali Anna Stoehr e Jakob Schubert, celebra in questa seconda puntata di “The Classics”.

Siamo in una delle aree più conosciute della Foresta, a Cuvier Rempart, giusto una manciata di chilometri a nord di Fontainebleau, ed è qui che l’icona stessa di Font, il mitico Jacky Godoffe, ha liberato C’était demain, il primo 8a della storia!
È difficile parlare di un solo blocco in una foresta che si estende per decine di chilometri e dove sono decine di migliaia i boulder presenti. Lo sanno molto bene i boulderisti veramente appassionati di questa disciplina, che non appena arrivano qui trovano difficile focalizzarsi su un singolo problema quando c’è così tanto da scalare intorno, spesso seguendo i bellissimi circuiti dove ogni passaggio riserva grandi soddisfazioni e sorprese. Anche perchè, appunto, la storia trasuda da ogni angolo.

È difficile anche per Schubert e la Stoehr, tanto che tra un tentativo e l’altro, li vediamo salire altre perle nelle vicinanze di C’etait Demain…

Ma torniamo a quest’ultimo. Alla fine del 1984 Godoffe riesce a salire questo ostico passaggio che etichetta con il nome dell’omonimo libro di fantascienza di Bellamy, a simboleggiare una transizione tra il passato e un futuro che in effetti non tarda a manifestarsi. Infatti, da lì in poi inizia il periodo d’oro della foresta, dove, oltre a Godoffe, celebri “bleausard” come Marc Le Mènestrel, Alain Ghersen, Jean-Baptiste Tribout, Olivier Carrièr e Jean-Pierre Bouvier danno sfogo alla loro creatività e abilità per creare molte delle pietre miliare del boulder a Bleau, spesso in aperta competizione l’uno con l’altro.

In tutto ciò, C’ètait demain ha resistito alla carica negli anni senza mai essere sgradato e tuttora conta non molte ripetizioni. Ha impegnato notevolmente climber del calibro di Adam Ondra e, come vediamo in questo video, Jakob Schubert e Anna Stoehr, quest’ultima temporaneamente sconfitta dal blocco. La sua durezza va di pari passo alla suo essere meravigliosamente essenziale: un singolo movimento iniziale duro dai primi appigli molto alti a prendere un rovescio con la mano sinistra, per poi uscire su una sezione più facile. L’essenza del boulder scolpita nella sua roccia più magica.

Ma non temete! Se ancora non avete il livello per tentare questo blocco, un’infinità di altri vi attendono qui e non preoccupatevi che la cosa più difficile sarà solo scegliere. Anzi, molti di voi non dovranno nemmeno farlo, perchè capiranno che ogni scelta che porti anche solo per mezza giornata sotto un unico passaggio è un insulto alla passione per il bouldering. Presto abbandonerete crash pad e paratori e armati solo di uno zerbino, scarpette, poca magnesite e uno spazzolino, inizierete a vagare di sasso in sasso, perdendovi in una fusiona completa con la roccia e la magia di questa foresta.

Albertaccia

 

Fonte: Mammut

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