Covid19, vaccini e sport: il caso di Aosta

Palaindoor riconvertito in centro vaccini

04 febbraio 2021
Una delle strutture sportive più importanti della regione, ospitante anche l’unica grande struttura d’arrampicata, chiusa dal 5 febbraio per fungere da centro per la campagna vaccinale anti-covid.

 

Tra le innumerevoli questioni che l’emergenza Covid19 ci lascia, trova spazio sicuramente anche una riflessione sul (limitatissimo) ruolo sociale, oltre che economico, che lo sport (arrampicata inclusa) ha dimostrato di avere nella consapevolezza dei nostri governanti e anche della popolazione in toto.

È ormai ben evidente come lo sport sia stato uno dei settori più colpiti da questa emergenza, con danni probabilmente ancora incalcolabili e che non si limitano solo alla sfera economica ma anche a quella sociale. Eppure, di questo fatto la maggior parte dell’opinione pubblica non sembra rendersene più di tanto conto. Anzi, in questi mesi la cronaca ci ha mostrato come gli sportivi siano stati spesso considerati dei presunti untori, dei capri espiatori da colpire e condannare pubblicamente. Guarda caso, palestre e centri sportivi (che hanno speso migliaia di euro per adeguarsi alle norme anticovid) continuano a rimanere chiusi e intere fasce di popolazione, specialmente i minori, da un anno hanno visto la loro attività fisica cessare pressoché completamente.

Peccato che praticare sport sia uno dei fattori chiavi per migliorare la salute, per rafforzare il sistema immunitario e, nel caso dei bambini, promuovere l’adeguato sviluppo psicofisico della persona, tutti fattori che andrebbero casomai rafforzati in una situazione di emergenza sanitaria in cui la prevenzione dovrebbe giocare un ruolo primario.

Evidentemente però l’opinione pubblica ritiene che, per superare il covid, sia più importante restare chiusi in casa a fumare le sigarette che si possono continuare a comprare nelle tabaccherie (aperte) piuttosto che fare un po’ di sana attività fisica…

In questo contesto generale, colpisce ulteriormente ciò che sta succedendo in Valle d’Aosta, di cui parliamo non solo per il singolo episodio in sé, ma anche perché rappresentativo di una considerazione dello sport ormai diffusa ovunque nel nostro paese.

In una regione in cui la principale attività economica, il turismo, è proprio basata sulla pratica di discipline sportive/outdoor, e dove quindi ci si aspetta una sensibilità maggiore sull’importanza di queste attività, arriva invece un ulteriore schiaffo per lo sport. il Palaindoor di Aosta, una delle strutture sportive più grandi e importanti della Valle, sede di diverse federazioni del Coni e dell’unica grande palestra d’arrampicata, verrà chiuso da domani a tempo indeterminato per essere riconvertito in centro per le vaccinazioni anti-Covid.

Tale centro era già a rischio chiusura a causa della necessità di mettere a norma l’impianto ma finora il progetto era quello di procedere a lotti alla ristrutturazione con chiusure parziali, evitando così di bloccare completamente il palazzetto e permettere alle federazioni di continuare le loro attività o avere il tempo di trovare altre sedi temporanee. 

Improvvisamente però ecco il nuovo progetto: sospendere definitivamente le attività sportive per trasformare il Palaindoor in base operativa per la campagna vaccinale di massa, di cui oltretutto ancora non si conoscono tempi e modalità.

Questa decisione ha chiaramente sollevato un coro di proteste, volte a scongiurare il rischio della distruzione completa delle società sportive che si appoggiano al Palaindoor oltre che l’impossibilità di moltissimi giovani utenti di riprendere le loro attività sportive. Una petizione è anche stata lanciata su change.org e una manifestazione è stata annunciata, per trovare una soluzione alternativa che non colpisca ancora questo settore, e soprattutto bambini e ragazzi, per i quali, ripetiamolo, lo sport è fondamentale per la salute e lo sviluppo della persona.

Per approfondire questo episodio specifico, riportiamo alcuni link che rimandano a siti di informazione locale.

1.      “Tegola” sullo sport valdostano, il Palaindoor sarà la base per la campagna di vaccinazione Covid

2.      Palaindoor, petizione online per evitare la chiusura. Sit-in venerdì in piazza Chanoux

3.      Palaindoor, il grido d’allarme dello sport valdostano: “Una condizione terribile per il nostro mondo”

4.      Vaccini, parte petizione contro utilizzo Palaindoor Aosta

 

Al di là delle particolarità del caso, le vicende del Palaindoor sono significative perché si contestualizzano nel quadro generale descritto sopra, sottolineando una volta di più quanto, mai quanto ora, la consapevolezza dell’importanza sociale dello sport sia in grande crisi.

 

Albertaccia

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