Davvero le ruspe in Val di Mello!

A due anni dal putiferio, l’Ersaf procede come se nulla fosse…

16 aprile 2021
Partiti i lavori in una delle Valli più belle d’Italia, nonché Riserva Naturale…e le prime immagini già fanno ribrezzo

 

Sono passati due anni da quella tempesta che scoppiò con forza e che provocò un’ondata incredibile di indignazione, eppure il peggior timore di tanti amanti della natura, dell’arrampicata e della montagna sta diventando una tristissima realtà!

La Val di Mello ha visto arrivare le ruspe dell’Ersaf che, nascosta dietro il baluardo delle pari opportunità, in realtà scrive l’ennesima e bruttissima storia all’italiana fatta di limitato buon senso/consapevolezza del bene comune.

Facciamo un passo indietro: cosa è successo due anni fa?

Nel marzo 2019 si venne a sapere improvvisamente di un progetto dell’Ersaf di imminente approvazione (e da centinaia di migliaia di euro) volto a creare un percorso per disabili in Val di Mello, sul lato orografico sinistro del fiume.

Immediatamente la mobilitazione fu massiccia da parte di molte associazioni, ambientalisti, guide alpine, testate giornalistiche del settore, amanti dell’outdoor e della montagna, e anche molti disabili. Tutti concordi nell’opporsi a un progetto assurdo, volto a deturpare splendidi angoli ancora incontaminati di una valle che, ricordiamolo, è già solcata da una strada carreggiata percorribile per un tratto in macchina e per l’altro con un fuoristrada (e che facilmente avrebbe potuto essere adattata per essere perfettamente percorribile ai disabili).

Il polverone fu enorme: una petizione per opporsi al progetto raccolse in poco tempo decine di migliaia di firme, una manifestazione fu organizzata in Val di Mello e l’Ersaf si trovò sotto i riflettori e un implacabile coro di proteste. A fronte di tale mobilitazione, si avviò il dialogo e tutto sembrò concludersi con un progetto volto a salvaguardare il lato sinistro orografico del fiume (uno degli angoli più belli della valle) con la realizzazione di semplici opere di manutenzione ordinaria e non invasiva dell'antico sentiero lì presente.

Non si seppe più nulla e poi…il Covid.

Forse approfittando delle restrizioni e del fatto che chi avrebbe potuto osservare strani movimenti era invece costretto tra quattro mura ecco che questa manutenzione ordinaria dei sentieri viene svolta con le ruspe!!!

La notizia e le immagini di cosa sta succedendo sono riportate in un articolo pubblicato tre giorni fa su Sondrio Today, e solo a guardarle sono un pugno nello stomaco. Ruspe nei prati, cicatrici scavate nella terra, una ferita e una vergogna inaccettabile.

A proposito dei lavori previsti così si riporta sull’articolo di Sondrio Today:

“I primi lavori, iniziati il 17 marzo scorso, prevedono la realizzazione di scogliere con le stesse pietre di fiume per superare un paio di punti stretti a fianco del torrente. Il costo del primo lotto di intervento è di 48mila euro, per un totale di 400mila euro messi a budget per il completamento del progetto. Gli altri interventi riguarderanno: la manutenzione della sentieristica di collegamento da San Martino alla Val di Mello sia in sponda sinistra e destra orografica del torrente Mello, la sistemazione dell’area parcheggio in località "Gatto Rosso". Inoltre verrà livellato il fondo del sentiero mediante sterri e riporti oltre che verrà ricostruito il ponte carrabile crollato lo scorso inverno sotto il peso della neve e verrà rifatto il legno delle passerelle già esistenti tra Cascina Piana e Rasica. (…)”

Quindi interventi che ordinari non sembrano proprio e che andranno ad interessare anche il sentiero nella prima parte della valle, tanto per intenderci quello che sale da San Martino e che attraversa anche diversi settori boulder…

 Sempre dall’articolo riportiamo quanto Ersaf ha scritto nella presentazione del progetto:

“I valori che ispirano l’azione quotidiana e la gestione della Riserva Naturale si fondano sull’impegno civile e su una forte passione in difesa dell’ambiente eco-sostenibile, nella consapevolezza che la fruibilità della natura e dell’ambiente va estesa a tutti, offrendo a ciascuno il massimo livello di fruibilità nel rispetto dell’ecosistema (…)”.

In che modo le ruspe siano lo strumento migliore per la difesa dell'ambiente eco-sostenibile e il rispetto dell'ecosistema resta un concetto poco chiaro...

E ancora leggiamo:

“La proposta fin dall’inizio ha previsto sul sentiero semplici lavori di manutenzione ordinaria, nessun intervento pesante e tantomeno strade di cemento o utilizzo di esplosivi”

Se basta evitare la cementificazione e le esplosioni per poter parlare di manutenzione ordinaria, allora prepariamoci a dire addio a una valle che è stata uno dei gioielli e dei luoghi magici delle nostre Alpi.

Alberto Milani

 PS: nei prossimi giorni cercheremo di raccogliere ulteriori informazioni e di chiarire meglio la situazione. Vi terremo aggiornati.

 

Fonte: Sondrio Today

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