Indignazione nel lecchese

La lettera di un escursionista ai sindaci e al prefetto

11 maggio 2020
Le reazioni alla linea dura adottata dai sindaci nella provincia di Lecco

  

Già la scorsa settimana abbiamo diffusamente parlato della decisione dei sindaci di Lecco che, contrariamente alle indicazioni del governo, hanno vietato qualunque spostamento con mezzi propri o pubblici sul territorio per poter svolgere attività fisico-motorie in outdoor.

Richiamati dal prefetto di Lecco, i sindaci hanno comunque continuato per la loro strada, difendendo le loro ordinanze.

Come riporta oggi il quotidiano “Il Giorno”, nel weekend appena trascorso il sindaco di Ballabio (comune della Valsassina) ha ad esempio mobilitato Protezione Civile, Soccorso Alpino e l’Associazione Paracadutisti per pattugliare con droni i sentieri delle Grigne, alla ricerca di escursionisti, evidentemente ritenuti più pericolosi di criminali per giustificare tale spiegamento di forze (e risorse…).

Già negli scorsi giorni, un coro di proteste si è levato sui social a condannare una decisione che non è solo incostituzionale ed in contrasto con le direttive nazionali, ma anche egoistica e volta a salvaguardare il proprio orticello a discapito di altre zone, in cui inevitabilmente vanno a confluire numeri maggiori di persone.

Nessuno nega l’esigenza di prestare attenzione ed eventualmente sanzionare chi adotta comportamenti irresponsabili, ma tutto questo deve essere coordinato a livello collettivo e ampio, evitando che ogni comune faccia da città stato rischiando così di amplificare le problematiche di sovraffollamento in zone che sono invece “libere”.

In tal contesto, riportiamo di seguito la lettera che l’escursionista lecchese Paolo Buffa ha inviato ai sindaci e al prefetto di Lecco e che ben riassume le forti perplessità di chi vorrebbe tornare a frequentare gli ambienti outdoor in tutta responsabilità e sicurezza.

 

“Salve, sono uno sfortunato cittadino che abita nella provincia di Lecco. 
Sfortunato non perché consideri questo territorio svantaggiato rispetto ad altri, o perché abbia personalmente problemi di sorta ma per via delle politiche adottate da voi sindaci nell'emanare ordinanze restrittive sul territorio. Quando le direttive ministeriali permettono maggiori libertà a chiunque in Italia [riferimento: Faq fase 2 - governo: Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione.]
La vostra politica è inaccettabile per queste ragioni:

  • Province con un numero di contagiati per popolazione decisamente più alto della nostra (come Bergamo) non hanno imposto attualmente [07/05/2020] le stesse restrizioni e quindi si fidano maggiormente del comportamento individuale dei loro cittadini. Noi lecchesi siamo gente di una categoria inferiore?
  • Se impedite il raggiungimento di luoghi come montagne, lago ed altre aree dove poter praticare attività motoria all'aria aperta, anche ai non residenti che si spostano in macchina, questo vuol dire che molta più gente della regione Lombardia si addenserà nelle zone dove invece è consentito, creando possibilmente quello che si vuole evitare a livello nazionale: assembramenti. Questo comportamento è definibile come egoistico.
  • Sono praticamente due mesi che le persone come me sono attente a rispettare norme e divieti e interpretare, in moltissimi casi, come potersi comportare per mantenere un equilibrio tra salute fisica e mentale senza violare quelle stesse norme. Si aspettava con estrema speranza e gioia un allentamento delle restrizioni e quando queste avvengono sono immediatamente frustrate dalle vostre ordinanze. Questo vuol dire non capire le esigenze umane ed ha un effetto contrario alla tutela della salute pubblica, facendo sentire più imprigionati i lecchesi di tutti gli altri delle province limitrofe.

Sottostare a delle leggi restrittive non è facile ma si riesce confidando nel buonsenso di chi le emette e sforzandosi di capirne le ragioni. Quando buonsenso e ragioni non sono più percepibili e addirittura risultano in contrasto con direttive ministeriali, sottostare ad esse fa emergere solo rabbia e opposizione.
È un momento difficile e delicato per tutti ma continuare a non concedere fiducia e dimenticarsi dell'aspetto psicologico individuale, considerando le persone solo come oggetti o al meglio bambini stupidi da comandare a bacchetta è offensivo e foriero di sola avversione nei vostri confronti.
I controlli sono sacrosanti e doverosi ma ci vuole da parte delle istituzioni tutte la buona volontà per non creare ulteriore sofferenza gratuita.

Paolo Buffa"

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coronavirus , lecco
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