Locals only: le perle del Cuneese

I 10 migliori blocchi per Ale Palma

13 novembre 2020
Uno dei boulderisti più forti della Provincia Granda e d’Italia ci descrive quelle che ritiene essere le gemme assolute del boulder cuneese.

 

Secondo puntata di Locals Only, questa nuova rubrica che proponiamo qui su UP-Climbing e che ci vuole portare di volta in volta a scoprire le realtà arrampicatorie d’Italia grazie ai suggerimenti di fortissimi locals.

La scorsa puntata siamo andati in Toscana, in compagnia di Luca Andreozzi che ci ha dato la sua top ten dei tiri migliori (per tutti i gradi!) della regione. Oggi, invece, ci spostiamo a Cuneo per scoprire le perle boulderistiche di questa notevole zona, e lo facciamo in compagnia di Alessandro Palma!

Ale non ha bisogno di molte presentazioni, essendo ormai da qualche anno un nome noto del boulder italiano: cuneese, classe 1994, fin da ragazzino ha iniziato a scalare a tutta, lavorando anche per qualche tempo in una delle palestre della zona. La sua dedizione l’ha portato a vincere un campionato italiano boulder giovanile, una tappa di Coppa Italia, a classificarsi terzo nella classifica generale di Coppa Italia e quinto nel Campionato Italiano boulder 2019. Entrato nella nazionale, ha potuto confrontarsi a livello internazionale, classificandosi nei primi 25 dei mondiali di Parigi. Oltre alle gare si dedica da sempre e con ardore all’arrampicata su roccia e in carriera può vantare boulder fino all’8B e 8A flash, first ascent in tutta Italia fino all’8A+, un centinaio di blocchi sopra l’8A, salite da 8B in falesia e multipitch.

Insieme a Alessandro Penna e Andrea Tallone, Palma è attualmente uno dei boulderisti top della zona di Cuneo, un’area che presenta davvero una miniera di massi e che da anni sono stati valorizzati per il boulder. Qui possiamo trovare anche diverse linee di riferimento opera di Christian Core.

Del bouldering cuneese abbiamo già parlato sul nostro sito a Settembre, grazie ad un esteso articolo di Andrea Tallone, che trovate a questo link e al quale rimandiamo per tutte le informazioni sulla storia, aree e risorse web del boulder cuneese.

Andiamo quindi direttamente al sodo e lasciamo che sia Alessandro Palma a darci la sua top ten dei blocchi più belli di questa grande realtà del boulder italiano!

 

 

1.    “La Fessura” – 5°, Pian della casa - masso della Fessura. Il blocco per antonomasia, la linea. Ambiente alpino, scalata facile ma decisamente non banale, roccia di qualità. Ah, un altezza decorosa che regala già un po' di pepe alla salita.

2.    “Raul” – 8B, Valle Ellero - Masso di Petra. Tacche, piatti, pinze, tallone, punta, aggancio, appoggio, uscita scary. C'è tutto. Duro, chiede condizione, non ha nessuna variante strana. È una linea pura aperta da Mr. Core e non può certo mancare nella lista dei sogni di ogni boulderista cuneese.

3.    “Jazz Club” – 7C, Valle Ellero - la Casa. In breve, lo stile di Marzio Nardi condensato in un blocco e stampato sulla roccia della valle. Precisione di piedi e impostazione del corpo sono la chiave per riuscire su questa linea da cinque stelle. Un blocco iconico che ti riporta all'epoca dove i top climbers danzavano sugli appigli.

4.    “Angeli e Grida” – 7A+   Ciciu del Villar - Rocca Marmaiassa. L'essenza stessa del bouldering in quest'area. La roccia dolorosa rende questo spigolo una vera spina nel fianco, i movimenti non sono facili e le prese vanno interpretate. L'uscita expo aggiunge un po' di piccantezza alla linea. In breve, chi vuole apprendere la scalata ai Ciciu del Villar, deve passare di qua. 

5.    “Radiologia” – 6B, Valle Ellero - la Casa. Caratterizzato da bei movimenti ampi su tacconi generosi, regala a chi lo scala un'esperienza intensa al profumo di anni andati. Ancora adesso è un piacere vederlo salire da Giova Massari o da Gian Tesio, pionieri del sassimo cuneese. Rientra già in quelli che la gente chiama blocchi alti e, nonostante il grado, la scalata è esigente. Per il massimo del sapore, consiglio una salita senza l’uso di crash pad alla base… Ma solo dopo averlo già salito in sicurezza!

6.    “Johnny Dawes Superstar” – 7C, Monte Bracco - Masso dell’uomo ragno. Il lancio per antonomasia. Da una vasca grossa come un’acquasantiera si spinge forte e si va a cercare una fessura molto buona, fulcro di una sbandierata impressionante. La cosa più bella del blocco è senza dubbio l’ambiente che si crea sotto, dove i climbers di tutti i livelli si sfidano all’ultima sbandierata. 

7.    “The Undercling” – 8A, Frise - La lavagna. Il masterpiece fisico della provincia di Cuneo. Movimenti di compressione su roccia di qualità, metodo complicato e difficile fino in cima. Richiede una buona rigidità corporea e una gran forza fisica. La super sit, che snatura un po’ il blocco ma lo rende decisamente difficile, aspetta ancora una salita. Se si esce a destra è Intifada, un passaggio appena più facile che merita tanto quanto quello appena citato. 

8.    “Il Santo Graal” – 6C, Ciciu del Villar - Masso della luna. Un ribaltamento difficile su prese disegnate, decisamente esigente per il suo grado. Con partenza sit diventa 7A+ e collegandosi al 7a di fianco diventa Riflessi dal passato, un blocco simbolo per l’alto livello. La chiave per riuscire su questo passaggio è la fiducia nel tallone, punta verso il basso e spingere!

9.    “Bergamo Expo” – 6B, Monte Bracco, Sasso dell’Uomo Ragno. Grado molto molto stretto, merita decisamente di più, 6c almeno. A Cuneo però siamo un po’ merda e quindi questo è. Arrivi sotto al sasso, la linea cattura la tua attenzione e guardi sulla guida. Il grado è facile, parti, arrivi in cima, te la fai sotto, scendi e capisci che è stata una pessima idea venire qua. In realtà la parte sotto è una scala a pioli, la difficoltà sta tutta nel ribaltarsi. Quella è l’unica vera sassata, sul resto ti divertirai un sacco!

10.  “For Whom The Bells Toll” – 7B, Valle Gesso - Settore Jagermeister. L’ultima linea nata prima del secondo lockdown. Pulita qualche anno fa da Paolo Bertolotto, liberata quest’anno da Federico Sibona dopo un pomeriggio di pulizia. La linea colpisce e la scalata si articola passando da un lato all’altro di questo spigolo. Stile vario e completo, l’uscita richiede un po’ di tranquillità. Il blocco giusto per quelli a cui piace scalare su roba tricky, astenersi climbers ignoranti! Possibile la variante di sinistra con un coraggioso movimento dinamico alla piatta finale.

  

Grazie moltissimo Ale e con tutti voi ci ritroveremo presto per sentire i suggerimenti di altri grandi locals dell’arrampicata italiana!

Albertaccia

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