Luca Andreozzi nell’isola che non c’è

Un nuovo viaggio in una delle più interessanti isole italiane del boulder

04 gennaio 2019
Luca ci accompagna nella sua ultima esplorazione dell’Isola dell’Elba, presentandoci le nuove perle che vi ha scovato.

 

Non ce n’è…l’arrampicata e le esplorazioni arrampicatorie con alle spalle il blu del mar Mediterraneo hanno un fascino del tutto particolare, come se questa combinazione tra mare e “monti” generasse di per sé un mix unico e irresistibile.

Limitandosi alle destinazioni “boulderistiche” basti pensare alla sterminata Sardegna, alla Corsica (entrambe comunque paradisi per qualunque disciplina verticale), alle piccole isole del Giglio, Tinos, Kos e… all’isola d’Elba!

Da sempre quest’isola presenta falesie interessanti che permettono di coniugare famiglia ed arrampicata e da tempo si parlava anche di rilevanti possibilità boulderistiche, quasi del tutto inesplorate. Solo nel 2014, Marzio Nardi & Co fecero luce sul “mistero” che fino ad allora celava il boulder sull’isola, a fronte della vicina isola del Giglio dove questa disciplina era già conosciuta e praticata da qualche anno. Il team Rock Slave esplorò, pulì, liberò magnifiche linee sul granito dell’Elba, per poi mostrarcele nei video e nelle stupende fotografie che presentarono al tempo.

Tra i membri di quel team c’era anche Luca Andreozzi che ora, a cavallo tra 2018 e 2019, è tornato sull’isola per chiudere i conti con alcune linee rimaste insolute da allora, ma anche per continuare l’esplorazione di diversi settori ancora in attesa di sviluppo.

Proprio in questo nuovo viaggio ha visto la luce “L’isola che non c’è”, una nuova linea valutata di 8B, il primo dell’isola!

Di seguito riportiamo il report che Luca ci ha mandato di questo suo viaggio, augurandoci che possa essere di ispirazione per indurre sempre più boulderisti ad armarsi di spazzola e motivazione e visitare uno dei possibili paradisi mediterranei del boulder italiano!

 

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“Il 31 mi ritrovo a passare l’ultimo giorno dell’anno nel mio settore preferito dell’isola d’Elba, quello di Madonna del Monte, ormai stanco di spazzolare e camminare in mezzo ai rovi, ed intento a gustarmi un po’ di sana scalata prima dell’inizio dell’anno nuovo. Capisco di sentirmi molto bene quando salgo “Cuneo Violenta” 7c flash (a mio parere un po’ più facile) e “Che bello essere noi” 7c+ in pochi tentativi, entrambi i blocchi liberati da Ale Palma durante l’xp di RockSlave del 2014. Avendo ancora pelle e ore di sole a disposizione inizio a lavorare alla sit dell’ultimo, ed in poco tempo già mi ritrovavo ad impostare il lancio. Un po’ di concentrazione per gestire pelle ed energie, e libero “Che bello essere noi sit”, 8A.

Sto per tornare alla macchina quando facendo il giro del sasso mi imbatto in una linea che non avevo mai visto, ma decido di lasciarla al giorno seguente, nonché primo dell’anno.

Quando arrivo a Madonna del Monte incontro altri scalatori, e decido di approfittare della loro disponibilità quando mi accorgo che la linea in questione è molto più dura di quanto credessi e soprattutto poco sicura da provare da solo. Una volta trovata la sequenza di uscita ancora una volta mi concentro per non sprecare nemmeno uno strato di pelle, e qualche tentativo dopo eccomi a festeggiare il nuovo anno in cima a “L’Isola che non c’è”, primo 8B dell’isola.

Questo viaggio in solitaria all’Elba mi ha regalato grandi emozioni e momenti indimenticabili, ma soprattutto mi ha dato la possibilità di esplorare un po’ più a fondo l’isola, gettando le basi per pulizie future e lo sviluppo di nuovi settori molto promettenti.”

Luca Andreozzi

 

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