Niky. Kimera. Il Bouldering!

Un’eccezionale salita, un eccezionale racconto

14 dicembre 2021
A fine ottobre, Niky Ceria ha concluso il suo lungo processo su Kimera, il mitico 8C di Christian Core al Rifugio Barbara, realizzando la seconda ripetizione dopo quella di Elias Iagnemma in agosto.

 
Ecco. Basterebbero queste poche informazioni a liquidare la questione se ci uniformassimo al modo di comunicare moderno. Fatti. Risultati. Qualche dettaglio numerico, numero di tentativi, giorni, sessioni. E poi un video, fosse esso uncut o editato.

Stop. Ormai questo è ciò che l’arrampicata presenta, e il bouldering attuale ne è la rappresentazione all’ennesima potenza. Una banalizzazione di contenuti che molto spesso, nel più ampio contesto della nostra vita quotidiana, sono la conseguenza di strategie comunicative “social” ridotte all’osso per raggiungere le masse, mentre dall’altro sono l’emblema della povertà di contenuti che l’arrampicata stessa sembra ora offrire, incapace di andare al di là della sola prestazione.

Ma cosa sarebbe l’arrampicata senza "racconto"? Cosa sarebbe poi il bouldering?

Un massetto di pochi metri magari a un minuto della macchina. Prese da strizzare allo stremo. Tentativi e sessioni. Sì oggi la condizione c’è. E se non c’è la creo con il ventolino. Bella lì, mettiamo il pezzo che mi esalta e pompiamolo al massimo sulle casse che mi devo gasare. GoPro pronta. Via. Bella, è andata. Ho fatto l’8B, l’8C, l’8C+. Mettiamo su Instagram con il video uncut. Nome del blocco, spunta verde, numero di sessioni, qualche commento che a confronto il calciatore medio sembra Dante e via andare. Pioggia di emoticon, bella frate, popolarità che dura qualche ora e poi sotto al prossimo.

Oppure ci sono giovani mosche bianche come Niky Ceria (o Alessandro Zeni), che con le loro parole sanno farci capire cosa significa davvero realizzare una linea estrema su pochi metri di roccia, quali emozioni possono dare, quale è il processo innanzitutto individuale che vi sta dietro, sublimando un grande risultato sportivo in un’esperienza che è innanzitutto umana e personale. Un’esperienza in cui oltretutto ciascuno di noi può identificarsi, rivivendo ciò che l’arrampicata può darci, qualunque sia il nostro livello.

Sì. Niky ha ripetuto Kimera al Barbara, oltre un mese fa. Ma appunto lasciamo che siano le sue stesse parole a raccontarci come è andata. A questo link, trovate infatti l’ispirante racconto con cui ci descrive questo suo viaggio, tra alti e bassi, pensieri ed emozioni, dubbi e soluzioni. Un racconto che ci porta in profondità nel Bouldering, e nella sua eccezionale bellezza!

Albertaccia

Fonte: Facebook/Instagram

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