Simo Tentori libera il primo 8C della Valle!

La first ascent di Megalondonte

20 aprile 2021
Uno dei grandi progetti in Val Masino si concretizza nel blocco più duro di tutta la Valtellina!

 

In questi giorni caratterizzati dalle brutte notizie provenienti dalla Val di Mello (per lo scempio che il progetto Ersaf sta qui causando), è invece positivo poter parlare di un grande exploit arrampicatorio, che porta alla nascita del primo boulder da 8C in Val Masino!

Nella valle storica del boulder italiano, una delle location più note al mondo grazie anche alle tante edizioni del Melloblocco, è il Ragno di Lecco Simone Tentori a scrivere un’altra importante pagina di boulder con la first ascent di Megalondonte, per il quale propone l’8C.

Un meraviglioso progetto proposto proprio nell’ambito di un Melloblocco e rimasto irrisolto per oltre dieci anni. Fu Adam Ondra a tentarlo, liberando le due linee che, con le loro sezioni più dure, formano questa kingline.

Simone ha dedicato gli ultimi mesi a questo sogno, di cui ha riportato la news della realizzazione sul suo profilo Instagram.

Di seguito il racconto completo che ha scritto per UP Climbing, in cui ci porta ancora più a fondo nel suo viaggio personale su questa linea eccezionale!

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Già da ottobre si intuiva che la consueta stagione del Ticino sarebbe potuta saltare a causa delle varie restrizioni, quindi insieme al mio gruppo di amici abbiamo deciso di passare un inverno diverso dal solito e ci siamo diretti in Val Masino. Alla fine abbiamo passato praticamente tutti i weekend su (fino ad oggi) godendoci il granito sia sui blocchi che sui tiri.

Avendo così tante giornate da dedicare in questo posto ho deciso che sarebbe stato interessante trovare un progetto davvero duro, che mi impegnasse per un bel po' di tempo, per mettere alla prova l’aspetto mentale e la mia capacità di gestire un blocco per un periodo prolungato. Infatti fino a quel momento mi piaceva scalare in giornata, provare blocchi flash o comunque fare dei lavorati in meno di una decina di sessioni.

La scelta è caduta subito su Megalodonte, un vecchio progetto che collega la parte dura di Crazy Snake 8B direttamente in Snake’s Bite 8A+, due linee entrambe liberate da Adam Ondra più di 10 anni fa.

Il primo è una prua strapiombante a 60 gradi con una decina di movimenti fisici di compressione con un tallonaggio di difficile impostazione come crux proprio in partenza. Il secondo parte da ¾ del precedente e prevede una sbandierata molto fisica su una compressione stretta, seguita da un traverso verso destra su piatti a prendere una tacca. Crazy snake è davvero una king line, la prua è pazzesca e super estetica, mentre Snake’s bite è anch’esso molto bello ma presenta una sequenza di movimenti davvero disperati e fisici.

All’inizio di novembre sono riuscito a risolvere in poche sessioni entrambe le linee e quindi è stata una naturale conseguenza iniziare a lavorare la connessione tra i due. La battaglia era iniziata: settimane di tentativi che poi sono diventate mesi, spesso con pause prolungate dovute alla forte nevicata di Natale (che ha reso inaccessibile il blocco fino a febbraio) e a un taglio profondo nel polpastrello del medio sinistro a causa di un rilancio sul cristallo sbagliato.

Il giro buono è arrivato in modo piuttosto inaspettato, durante una sessione in cui avevo previsto di ripassare solo i movimenti e di godermi le sensazioni di scalare su una linea così incredibile e dura come quella. Mi sono scaldato, ho sistemato i pad, ho spazzolato le prese e con la mente completamente libera al primo giro di giornata sono partito dalle prese di partenza e mi sono trovato in cima al sasso. Non ho dovuto pensare a nulla, i movimenti che avevo metabolizzato venivano eseguiti in automatico senza sbavature, le prensioni delle prese erano tutte perfette e mi sentivo senza peso. Ancora incredulo mi sono arenato sulla placca in uscita a realizzare cosa era successo e poi l’urlo liberatorio.

È stata una esperienza incredibile che mi ha insegnato davvero tanto e mi ha fatto crescere, inoltre ha permesso di rafforzare i rapporti con molti amici che hanno condiviso questo processo con me e forse questa è una delle cose che apprezzo di più di questo sport, il supporto reciproco, perché da soli non si può essere sempre al 100% fisicamente e mentalmente, ma in gruppo tutto questo diventa più facile.

Simone Tentori

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Grazie per il contributo Simo, e complimenti per questo grandissimo risultato!

Albertaccia

Fonte: Instagram

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