Un sogno lungo 50 anni, presentazione a Torino

Appuntamento alla libreria La Montagna

11 ottobre 2018
Giovedì 11 ottobre è in programma a Torino la presentazione del libro Un sogno lungo 50 anni, storie dell’arrampicata finalese 1968-2018.

L’evento si svolgerà alle ore 18 presso la Libreria La Montagna in via Paolo Sacchi, 28 bis Torino.

L’autore Alessandro Grillo racconta:

Questo libro è come un viaggio di un vecchio treno di provincia, di quelli a vapore, che si fermavano ad ogni stazione di tutti i paesini, tra sbuffi e stridii di freni. Qui racconto la mia personale esperienza, pioneristica e quasi esplorativa, coinvolgendo gli amici che mi hanno accompagnato e che per la massima parte non ci sono più, poiché fermamente convinto che sia una cosa molto importante e nobile mantenere in vita i ricordi. Il 1968 è una data particolare ed importante per Finale ligure e per i tanti piccoli paesi che lo compongono, perché siamo quasi riusciti a nascondere gli ombrelloni e le spiagge sotto una marea di roccia e di sentieri nei boschi. Da quel momento iniziò una entusiasmante storia, che non solo ha sviluppato la nostra sagacia di lucertola, ma ha fatto conoscere questi luoghi in tutto il mondo. E trainato da questo vecchio, ma potentissimo treno, si è immensamente sviluppato ciò che va sotto l’orribile nome di: “Outdoor”, con tutto quello che si porta dietro.

Alessandro Grillo

Nato a Genova il 10 dicembre del 1940 e residente a Orco-Feglino, Alessandro inizia la sua attività arrampicatoria a 13 anni, divorato da una vera passione. Il terreno di arrampicata è il più vario, dagli argini del torrente Chiaravagna, di Sestri Ponente, ove è nato, alle rocce calcaree del Monte Gazzo, allora non ancora distrutto dalle cave. In assenza di compagni di cordata svolge un’attività prettamente solitaria, scoprendo via via le rocce della Baiarda, del Pennone e gli altri pochi sassi attorno a Genova. Conosce le Alpi Marittime, salendo le principali vette per le vie normali. A 16 anni il Corno Stella e la domenica dopo il Cervino. Segue un periodo di scalate classiche sulle Alpi e in Dolomiti, ove spicca la solitaria allo spigolo Delago alle Torri del Vajolet. Nel 1968 viene a conoscenza delle rocce del Finalese, che esplora, scala e valorizza assieme a Gianni Calcagno, il grande alpinista genovese scomparso nel 1998 sulle montagne dell’Alaska, suo amico e maestro. Con Gianni sono molte le scalate in Marittime, con nuove vie, sul Monte Bianco e in Dolomiti. Nel 1979 l’incontro a Nizza con Patrick Berhault. Nasce una profonda e fraterna amicizia che si protrarrà sino alla fatale caduta del 28 aprile 2004. Patrick gli fa conoscere il nuovo mondo dell’arrampicata e i sacri luoghi delle più famose falesie francesi, ma il terreno di gioco diviene soprattutto la roccia del finale e del sud della Francia. Assieme vanno all’Alpamayo e all’Aconcagua. Alessandro ha scalato montagne in molte parti del Mondo: Himalaya, Ande ed Africa. Particolare attenzione ha rivolto e tuttora rivolge alle amatissime Alpi Marittime, ove ha realizzato molte prime ascensioni, alcune delle quali sono in seguito divenute arrampicate classiche. Attualmente, anche se avanti con gli anni, è impegnatissimo nello sviluppo dell’arrampicata in Sardegna ove ha aperto e apre tuttora moltissimi itinerari. Sono oltre 500 le vie chiodate in 56 anni di attività. Ha fatto conoscere le rocce del Finale in Italia e all’estero, pubblicando una delle prime guide alpinistiche, scrivendo numerosi articoli su giornali e riviste specializzate. Ha girato filmati per la RAI. Il film “L’arrampicata che viene dal mare” ha ottenuto nel 1995 il premio Folco Quilici. Numerose sono le multi visioni sul Finalese, le conferenze e gli audiovisivi sul tema dell’arrampicata. Ha viaggiato per oltre venti anni nei deserti dell’Algeria, Niger, Libia, Tchad e Mali. Ha portato aiuti umanitari, sanitari, strumenti e medicinali in Missioni ed Ospedali del Benin e della Costa D’Avorio.

Più informazioni su Un sogno lungo 50 anni  qui.

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