Falesie scelte del Peloponneso

4 location da non perdere, di E. Pesci

16 marzo 2016

L’area del Peloponneso, ubicata all’estremo sud della Grecia ha caratteristiche territoriali ben definite e tipiche della zona ellenica: lunghe zone costiere talora con pochi insediamenti urbani, e una estesa zona interna nettamente montuosa, soprattutto nella parte ubicata sotto l’Arcadia nel quadrilatero geografico compreso fra Tripoli, Sparta, Kalamáta e Megalopoli. Qui ci troviamo alle pendici e sulle dorsali del massiccio del Monte Taigeto, una delle elevazioni più note di tutta la Grecia. Le principali città del Peloponneso sono appunto Kalamáta e Sparta: la prima si presenta come un’ordinata cittadina costiera e portuale, dotata di un centro che offre ogni tipo di servizio, mentre Sparta, posta circa 60 Km ad est è ubicata in una zona più montuosa e non riserva al visitatore ormai quasi più nulla degli antichi splendori dell’epoca classica. Allo stesso modo , da un punto di vista strettamente turistico, l’offerta alberghiera è decisamente più elevata a Kalamáta e nei suoi dintorni.

- Meteo

Notoriamente, data la latitudine, il clima del sud della Grecia beneficia di temperature di rado basse e di un soleggiamento molto costante durante l’arco dell’anno. Tuttavia proprio la vicinanza della zona peloponnesiaca montuosa al mare e alle sue correnti che spirano dal Golfo Messenico può rendere gli inverni non di rado piovosi e battuti da venti gelidi. Ciò vale meno per la zona costiera ad est, ove sono ubicate le falesie di Leonidio e di Nafplio. Ovviamente molto calde le estati, ed in genere il periodo da maggio a fine settembre, anche se nelle zone di Nedousa e soprattutto di Lagada, poste già ad una discreta quota e in canyon abbastanza stretti, si può spesso beneficiare di momenti più freschi e consoni all’arrampicata. Per informazioni meteorologiche si possono consultare, con beneficio di inventario, i più noti siti meteorologici italiani, e le meteo locali (freemeteo.gr).

- Periodi ideali

Esistono delle precise differenze fra le quattro falesie proposte: per un soggiorno invernale, ad esempio nel periodo natalizio, certamente Leonidio, data anche l’ampia offerta sportiva che presenta, può essere considerata la meta preferenziale e più sicura, vista l’ubicazione quasi costiera e i molti settori strapiombanti, utili in caso di pioggia. Allo stesso modo anche Nafplio è un’area a preferibile frequentazione invernale, vento permettendo. Diverso è il discorso per le abbastanza “selvagge” falesie di Nedousa e Lagada, dove si può scalare anche in inverno, ma l’esposizione solare è tale da non garantire l’intera giornata al caldo. Pertanto se ne conclude che il periodo ideale per il Peloponneso è l’inizio della primavera, quando fra l’altro la natura costiera e alpestre inizia a manifestarsi cromaticamente con modalità esteticamente molto gradevoli. In linea di massima per visitare le quattro falesie proposte è consigliabile un soggiorno di 7/10 giorni, soprattutto se si intende arricchire l’arrampicata con qualche visita alle meraviglie archeologiche elleniche.

- Logistica e accessi generali

Dall’Italia i voli diretti sono tutti su Atene e in estate alcuni anche su Kalamáta, ma di poco interesse per chi va in zona per scalare e non per fare vacanze al mare. Un’alternativa decisamente macchinosa è la nave da Brindisi con traghetto dell’automobile e lungo tragitto con essa verso il Peloponneso. L’aeroporto di Atene El Venizelos dista circa mezz’ora di autostrada dalla città. E’ ovviamente necessario noleggiare, dall’Italia o in loco una vettura, meglio se diesel, per muoversi verso e nel Peloponneso. Si tenga presente che il fuso orario è diverso con una differenza di circa un’ora in più, e che il volo da Milano (Malpensa o Orio al Serio) dura circa due ore. Dall’aeroporto di Atene si segue senza possibilità di errore la A6 (poi diventa A8 dopo Elefsina e A7 dopo Corinto) che costeggia la città verso nord e la si segue in direzione Corinto (circa 120 Km dall’aeroporto) e da qui si prosegue lungamente ma in genere con pochissimo traffico e scorrevolmente sino a Tripoli (82 Km) e ancora verso sud sino a Kalamáta (altri 85 Km). In totale da Atene circa 2 ore e mezza di viaggio. Scegliendo Kalamáta come meta si scelgono ovviamente Nedousa e Lagada come mete di arrampicata. Se invece si scelgono Leonidio e/o Nafplio, giunti a Corinto si procede verso Argo per la strada provinciale numero 7 (9 Km dopo Corinto) e da Argo (47 Km da Corinto) si raggiunge quasi subito Nafplio, sul bordo destro dell’omonimo golfo oppure si procede verso sud, lungo la costa, raggiungendo in circa un’ora e venti Leonidio. Si tenga presente che in alcune zone il rifornimento di carburante non è sempre a portata di mano, e dunque ci si regoli di conseguenza.

- Vitto e alloggio

Non si può fare un discorso generale, dal punto di vista delle possibilità di alloggio, nell’area del Peloponneso. Certamente meno turistica di altre aree greche, questa zona offre forme di ospitalità assai diversificate. Nella zona di Nafplio non vi è alcun problema per un soggiorno presso dei discreti alberghi locali che propongono tariffe economiche (mediamente una camera doppia con servizi e prime colazioni abbondanti 20/25 euro a persona). A Leonidio il discorso è diverso, poiché la presenza già abbastaza forte di arrampicatori ha aumentato l’offerta locale di appartamenti e di B&B, come pure la presenza di un ostello e di un camping, ma è consigliabile prenotare dall’Italia, soprattutto in primavera, navigando in rete e cercando la soluzione più consona.

Più complesso il discorso per le aree di Nedousa e Lagada: nei dintorni delle due falesie non ci sono soluzioni di alloggio interessanti e l’unica cittadina utile a questo proposito rimane Kalamáta (non Sparta che è decisamente più scomoda, anche se sulla carta le distanze sono uguali). A Kalamáta e dintorni si trovano sul web diverse proposte di appartamenti in affitto con prezzi variabili ma in genere accettabili. Differente il discorso per quanto riguarda il vitto: a Nafplio, centro turistico costiero di prima fascia, sono innumerevoli le soluzioni, meno care se ci si allontana un po’ dal centro, che ha prezzi italiani. A Leonidio esistono delle interessanti trattorie- taverne ove si mangia con poca spesa. A Kalamáta e dintorni si trova di tutto ma consigliamo vivamente le tipiche Taverne Greche dove in genere con 15 euro si hanno dei menù locali molto soddisfacenti, che faranno la gioia dei vegetariani, anche se, come noto, i greci hanno molti piatti di carne.

- Informazioni tecniche

Le falesie della zona del Peloponneso presentano, mediamente, delle buone o ottime situazioni logistiche, fatta qualche eccezione per alcuni settori di Leonidio. Alcune delle falesie presentate, come quelle di Nafplio o del settore Tzerani di Nedusa hanno un accesso pedestre quasi nullo dall’auto. In genere le chiodature sono a spit-fix da 10 mm, quasi sempre inox e, nel complesso, piuttosto recenti. Molto comode e sicure le soste di calata, attrezzate molto spesso con doppio anello retrattile a molla, che evita qualsiasi pericolo in calata. Abbastanza difforme lo stile di chiodatura, a seconda dei chiodatori. Si va da chiodature normali, se non corte, a tratti o vie su canne con sezioni molto lunghe e obbligate, e in alcuni casi pericolose: prestare attenzione e munirsi di un paio di maglie rapide. La roccia è in genere un magnifico calcare compatto che alterna, spesso in settori adiacenti, placche tecniche a prevalenti strapiombi a canne, talora molto lunghe. Diversi i settori ove non piove sui tiri. In questo articolo, che ha lo scopo di invogliare il pubblico italiano a una maggior frequentazione delle aree di arrampicata greche, presentiamo in dettaglio tecnico solo alcuni settori delle falesie trattate, rimandando sempre alla bellissima e recentissima topo-guida di Aris Theodoropoulos, “Greece Sport Climbing: the best of”, Atene 2014 Terrain Edition ( acquistabile in rete) e ai siti specifici, fra cui climbgreece.com. Altre informazioni, abbastanza recenti sono reperibili, sempre in rete, su Planetmountain, in particolare su Leonidio, Nafplio e Kypparissi. In caso di necessità i numeri di emergenza sono il 112 e il 166 per le ambulanze.

- Le falesie

Diamo qui di seguito una descrizione generale delle quattro falesie proposte, comprendente l’accesso, una selezione di vie ed eventuali commenti sulle medesime.

1- Nedousa

L’area d’arrampicata di Nedousa è ubicata circa 25 Km a nord est di Kalamáta, nella parte nord occidentale del Monte Taigeto: dal punto di vista paesaggistico il grande canyon che si percorre in auto per scendere alla falesia è molto bello e selvaggio, con infinite possibilità per nuovi settori. L’altitudine è intorno ai 600 m, e le pareti si raggiungono in pochissimo tempo dalla macchina. La roccia è spesso nuova, e l’impressione è quella di un’area ancora legata ad una frequentazione tutt’ora scarsa e non internazionale. Ci sono due settori base, il primo chiamato Riza a destra della strada che proviene da Kalamáta, il secondo detto Tzerani, è posto subito a sinistra del parcheggio lungo la stessa strada. Da Kalamáta si segue per 17 Km la strada per Sparta sino a quando si incontrano le indicazioni per la zona di arrampicata di Nedousa, sulla sinistra, in discesa nel canyon. Dopo circa 3 Km si arriva al settore Riza, ben visibile a destra per l’abbinamento di una grande placca grigia e un settore a canne a destra. Si parcheggia poco prima di un traliccio con nometto di sassi e una traccia che scende nella valletta a destra. La si segue risalendo in 5 minuti alla falesia in indi al settore destro. Esposizione SW, e dunque sole da mezzogiorno circa in poi. Molto freddo la mattina prima delle 10.

- Riza: itinerari

Da sinistra a destra (placca principale) 1 Status epliecticus, 6a+, placca con fessurina fisica. 2 Status epilecticus extencions, 6c+/7a, prolunga della 1, con boulder di dita (35 m da terra). 3 Gandaras, 6b+/c, placca tecnica, difficile. 4 Davelis, 6b/+, placca di movimento e uscita un po’ più fisica. 5 Rimjob, 6c, tiro molto bello su placca di dita. 7 Yagoulas, 6a, lungo tiro per placchette diedro. 8 Freaky Sequence, 7a+/b, splendida placca iper tecnica con singolo in aderenza, da fare. 9 The Grid, 6a, bella placca con singolo che si aggira a destra. 10 Princess Aurora, 5c+, placca. 11 Feta Ladorigani, 5b, bella e facile placca. 12 Koufos Schinosyntrofos, 5a, passaggino finale in placca di dita. 13 Koufos exstension, 6b+, sopra la precedente, strapiombino e bella placca, 50 m da terra. 14 Miss Peach, 5b, placchetta per principianti. 15 Valto Podi Sou kai Pata, 5b, altra placchetta sui piedi. 16 Valtopodi extension, 6b, muro di dita sopra il precedente.

Nel settore di destra si trovano altre 20 vie, su muri strapiombanti e canne ,alcune consigliabili, altre meno. Rimandando alla topo-guida, sconsigliamo, per la chiodatura pericolosa la via Alta Gusto, 7b+, mentre interessanti e classiche risultano la bella canna di Schweinsteiger, 6c+, e l’adiacente Vintage, 7a+, cosi come la più facile e breve Kyanopogonas, 6b+. Sulla destra si trovano dei tiri di livello superiore, con alcuni tiri nuovi (con nome scritto alla base), rispetto alla citata guida. Nota: tutto il settore di Riza ma in particolare la zona delle placche ha una base consona alla presenza di bambini sebbene sia sempre consigliabile l’uso del casco. Sempre nel settore delle placche ci sono alcuni tiri che si prestano ad un’introduzione all’arrampicata.

- Tzerani: itinerari

Il settore Tzerani è posto circa 1 Km, sulla sinistra della strada, dopo quello di Riza. Affiancato da altri tre settori strapiombanti, sulla destra, presenta un accesso nullo e una quarantina di tiri molto interessanti, alcuni da non mancare assolutamente. Evidentemente più frequentato del precedente, è esposto a sud est ma riceve il sole non presto e fino alle 16. I tiri presentano meno canne e più strapiombo classico su tacche e buchi. L’attrezzatura è in genere ottima. Sulla destra si trova un piccolo settore di placche di livello 6, con alcuni bei tiri tecnici ove si trovano però anche qualche arbusto e qualche appiglio mobile (casco consigliato). La base è comodissima e ideale per la presenza di bambini. Nel complesso davvero una bella falesia. La si identifica subito, dalla strada, per un evidente spigolone che la borda sulla destra e per il sentiero che sale a raggiungerla dall’asfalto. Fra i tiri più interessanti citiamo, nel settore delle placche di destra, Koutsavitis, 6a, placchetta a buchi. Arvanitis, a sinistra della precedente, 6b+, bel tiro di movimento in placca con un singolo. Nel settore a sinistra dello spigolo la splendida e classica Los Colonettarios, 7c+, magnifico viaggio su canne verticali e strapiombanti, da non mancare per chi ha il grado. Proto Aima, 6c, muro verticale e uscita molto atletica su grandi prese. Magaras, 6a+, muro fessurato con allungo atletico in uscita. Ed infine Moutzourodefetera, 6c, tiro molto bello su pilastro tecnico e strapiombo. Non mancano alcuni tiri di livello superiore e di notevole impressione.

2- Lagada

Lagada è sicuramente una delle aree di arrampicata sportiva più affascinanti di tutta la Grecia. Ubicata nel cuore della catena del Taigeto in un canyon estremamente pittoresco, non lontano da Sparta, quest’area di falesie è di fatto in montagna e forse una delle poche falesie greche ove si scala bene in estate. Presenta, attualmente, tre settori che offrono arrampicate su magnifici muri verticali a buchi e strapiombi bombati. In particolare il settore Aloni, che si raggiunge in due minuti dalla macchina, è davvero magnifico con lunghezze di 25/30 metri tecniche e fisiche al contempo, con buone chiodature, base comodissima per bambini (un bel prato) e ambiente magnifico. Fra gli itinerari più consigliabili ricordiamo almeno Kremasmenos Tranos, 6b+, bella placca di movimento, la Mamba Negra, 7b+, muro con passo singolo e strapiombo più facile, chiodatura non corta. Apse-Svise, 6b+, muro di continuità. Ma tutti i tiri di questo settore valgono il viaggio. Gradi dal 5b al 7c+. Esposizione sud est e ombra nel pomeriggio. Accesso da Sparta, si segue la strada in direzione Trypi, e 6 Km dopo questo paese si incontra l’area di arrampicata (raggiungibile anche da Nedousa in circa 40 minuti di auto). Per gli altri due settori, ubicati vicino al precedente (Petsanes, 30 tiri di tutti i gradi; Splithari, sotto la strada esposizione NW, 20 tiri verticali e strapiombanti dal 5a all’8a), rimandiamo alla topo-guida. 

3- Nafplio

L’area di arrampicata di Nafplio è una delle più classiche di tutta la Grecia, sia per la comodità di accesso dalla omonima cittadina, sia per la presenza di molte vie facili. Nafplio è posta sul bordo orientale del piccolo golfo che borda a sud l’Argolide, circa 60 Km a sud di Corinto. E’ una classica meta turistica elegante sia estiva che, soprattutto, nei fine settimana primaverili e invernali. Il luogo si presenta come una sorta di penisola protesa verso il mare con l’elegante centro abitato e il porto, alla sua base, e con un’altura ove si trova un fortilizio. Le falesie sono appunto ubicate sopra la strada, chiusa al traffico, che borda la piccola penisola verso sud est. Nel complesso si tratta di una meta di arrampicata gradevole e comoda, con strutture molto ben esposte al sole e ideali anche in giornate nuvolose o ventose. Accessi: giunti in centro al paese proveniendo da Argo si perviene alla grande piazza con parco giochi sulla sinistra. Qui si gira a sinistra verso l’altura del forte e si prende in salita per la spiaggia di Arvanitia. Dall’evidente piazzale di parcheggio si procede verso sinistra fino a lasciare l’auto nei pressi della stanga che chiude la stradina. Questo è l’accesso per il settore di Neraki che qui presentiamo integralmente. Per gli altri settori (Panagitsa, Apsida, Oktopussi, Tagaki, Orestis) dal parcheggio si segue la stradina sul mare verso destra (vedi topo-guida: 40 tiri, di cui molti facili di livello 5 e 6, ben attrezzati, esposizione sud est, in genere su muri verticali appigliati). Per Neraki: si segue a piedi la stradina dopo la stanga per circa 15 minuti, costeggiando il mare. Secondo i climbers locali è un’avvicinamento fra i più gradevoli di tutta la nazione. La falesia di Neraki è composta da un bellissimo muro verticale e strapiombante alto circa 50 metri costellato di buchi di varie dimensioni, e presentante un calcare lavorato a buchi e gocce, con circa 30 vie, che offrono un’arrampicata piuttosto fisica ma completa e non di rado atletica. La chiodatura è eccellente a fix e qualche raro spit artigianale. E’ di sicuro una falesia che riempie bene due o tre giorni di scalata, con gradi dal 5c all’8a. Poco sotto la parete si trova una bella spiaggia dove, data l’esposizione al sole si fa spesso il bagno. La falesia è piuttosto frequentata da locali e non. 

-Neraki: itinerari (da sn. a dx.)

1 Grouvalos, 7a, muro giallo all’estrema sinistra. 2 Ponas Ore?, 7a+/b, tiro tecnico di dita con un singolo obliquo e uscita più fisica. 3 Me Stelneis, 6c, lunghezza un po’ circense su muro strapiombante su cui si devono concatenare alcuni grossi buconi e finale più tecnico. Bella. 4 Tsunami, 7a, molto bello, simile al precedente ma più continuo e un po’ morfologico. 5 Thailand, 8a, bellissimo muro di resistenza su roccia ocra. 6 Mister Snape, 6b, partenza con due strani spit poco rassicuranti poi obliquo a sinistra su buone prese lontane. 7 Mister Snape Extension, 6c+, splendido diedro tecnico sopra la precedente, 36 metri da terra, 6c+/7a in monotiro. La calata è fuori asse della via. 8 Kolokotronis, 6a+, facile su grandi prese. 9 Super Kolokotronis, 7b+, muro verticale con entrata di dita su tacche, ristabilimento e tre blocchi successivi su biditi svasati, molto bello, 32 metri da terra. 10 Rossida, 7b, 30 metri, lungo tiro discontinuo con difficile boulder centrale su piccole prese ed eventuale lancio. Uscita molto strapiombante su grandi buchi. Molto bello. 11 Pontiki, 6b+, bel tiro su buone prese con singolo di movimento in alto. 12 Arouris, 7c, spigolo strapiombante sopra la precedente: entrata su cannetta, poi continuità e durissimo movimento singolo di dita. 13 Anoixi, 6a, la più facile del settore, per scaldarsi. 14 Kathrectis, 8a?, splendido muro tecnico di dita su roccia ondulata. In loco diversi cordoni di allungo. 15 Chimp, 6a+, attacco diretto della seguente. 16 Ape, 6a+, divertente lunghezza su buchi. 17 Tarzan, 7c, prosegue la precedente fino in cima alla struttura, su strapiombo fessurato. 18 Orangutan, 6b, tiro molto bello che si diparte dalla 16 verso destra, consigliabile e continuo. 19 Rosso, 6c, bel tiro tecnico con sezione centrale d’equilibrio su prese piatte. 20 Espresso, 7a, entrata diretta alla precedente, con passaggio molto fisico. 21 Kastoras, 6b, placchetta fessurata con singolo in entrata. 22 Dirty Dog, 6a, bel pilastrino a gocce e buchi. 23 Laura, 5c, simile alla precedente. 24 Super Laura, 6b, 33 metri da terra. Molto divertente, supera una placca con vago diedro sopra la precedente. 25 Glyka, 5c, sale in un vago canale su ottima roccia e passaggino in uscita. A destra di questa ci sono altri tre brevi tiri, 5b, 5c, 6a su ottima roccia.

4- Leonidio

Leonidio è considerato, da circa 3 anni, come il principale centro di arrampicata sportiva di tutta la Grecia, eccezion fatta per la celebre isola di Kalymnos, mecca degli arrampicatori di mezzo mondo. Il paese, che è abitato da circa 7000 abitanti, è posto sulla costa orientale del Peloponneso, 80 Km sotto Nafplio, ed è a poca distanza dal mare. Il luogo gode di un clima molto buono in inverno e l’abitato è circondato da un enorme numero di strutture rocciose che sembrano fatte apposta per lo sviluppo dell’arrampicata sportiva; già nel 1987 vennero tracciate le prime vie, ma solo nel 2008 nacque la prima falesia vera e propria, quella di Elona. Da qui, con la collaborazione del Club Alpino di Atene (AOS) e con fondi europei è iniziata una chiodatura sistematica che ha portato a tutt’oggi ad avere quasi 45 settori di scalata, ove sono rappresentate sia le strutture strapiombanti (la maggior parte), sia i muri verticali e le placche. Il luogo è in effetti per ora frequentato prevalentemente da arrampicatori tedeschi, soprattutto berlinesi, che lo hanno realmente egemonizzato. Per ora pochi gli italiani, nonostante qualche circolazione di informazioni sul web. Diamo qui solo informazioni generali rimandando, vista l’ampiezza del luogo, integralmente sia alla citata guida, sia al sito climbing-leonidio.com. Si devono svolgere alcune considerazioni di massima: certamente Leonidio offre, oggi, tutto quello che un arrampicatore sportivo cerca in una “campagna” di scalata di più giorni, e pertanto, soprattutto in inverno, lo si può consigliare come meta a sé per un tour specifico. I paesaggi sono molto belli e le falesie anche. Tuttavia è necessario seguire con attenzione quanto scritto nella topo-guida greca, perché non tutti i settori sono davvero belli e in alcuni è forte il rischio di caduta di roccia, così come in altri le chiodature lasciano un po’ a desiderare. Alcune strutture, come, le più recenti (ad esempio il settore Mythos), (informazioni disponibili in rete) e quelle attrezzate dal fratelli Remy sono di sicuro di gran livello. Allo stesso modo attenzione nella frequentazione delle falesie con bambini. Leonidio presenta diverse esposizioni con prevalenza del sud ma non mancano settori come Hada esposti a NE. Fra le strutture più alla moda citiamo, appunto, Hada, Twin Caves, su cui ci sono però giudizi discordanti, la bellissima Hot Rock che presenta un’arrampicata tecnica su placca, la già citata Elona, il severo settore El Perpati. E’ anche presente un tiro di 9a, Capricorn, attrezzato da James Pearson e liberato nel 2014 da K. Fischhuber. In genere gli avvicinamenti vanno dai 5 ai 20 minuti. Sempre consigliato il casco in tutte le falesie. E’ altamente probabile che in pochi anni, Leonidio, in virtù di quello che può offrire, diventi uno dei centri mediterranei di riferimento per l’arrampicata sportiva. Poco a sud di Leonidio si trova, per concludere queste informazioni tecniche sul Peloponneso, anche la nuova area di arrampicata di Kyparissi, minuscolo e pittoresco villaggio sul mare posto al termine di una lunga stradina che lo raggiunge da sud ovest: qui sono stati attrezzati di recente 150 tiri di corda, in forte strapiombo su canne e difficoltà dal livello 7 in su. Anche per questa zona si prevede uno sviluppo esponenziale, tenendo però presente che, rispetto alle altre presentate qui, la logistica è più complessa. 

 

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