Andrea De Giacometti: intervista

"Solamente tanta motivazione, passione e dedizione"

05 settembre 2016

L'incontro abbastanza recente con l'arrampicata e la dedizione totale ad essa fino a ripetere in pochi anni alcune delle vie di Maurizio "Manolo" Zanolla. Andrea De Giacometti sta ben figurando nel panorama verticale con alcune salite di pregio di cui l'ultima proprio a firma dell'amico-maestro Manolo, la prima ripetizione di Pinne Gialle in Tognazza. Mentre già altro è stato fatto e vari progetti sono definiti, abbiamo fatto ad Andrea qualche domanda per conoscerlo meglio.

Raccontaci qualcosa della tua storia come scalatore. Parliamo di te da qualche tempo eppure hai conosciuto l’arrampicata in tempi abbastanza recenti??

Beh, diciamo di si. Ho iniziato ad avvicinarmi a questo mondo all'eta' di circa 18 anni partecipando ad un corso di alpinismo su roccia del Cai di Feltre. Dopo il suo termine ho continuato a scalare facendo per lo piu' vie in montagna con un mio amico della zona, poca falesia... Ho iniziato poi ad inserirmi sempre piu' nell'ambiente frequentando una palestra indoor di boulder, dove ho conosciuto molta gente con la quale andavo sempre piu' frequentemente ad allenarmi su roccia.

Qual è stato l’ingrediente segreto per crescere così in fretta??

Non credo ci sia un vero e proprio ingrediente segreto ma solamente tanta motivazione, passione e dedizione. Mi sento pero' di dare un consiglio a chi sta iniziando a praticare questo sport: scalate e basta, lasciate perdere gli allenamenti a secco di trave, pan gullich ecc...Cercate di sentire e capire il vostro corpo quando si muove, ragionate con i piedi... permettete al vostro corpo di assimilare ogni movimento che fate, automatizzatevi; quando vi migliorerete non dimenticatevi pero' di come arrampicavate prima, vi servira' per migliorare ancora di piu'. Infine, prediligete la placca, anche per chi ha molta forza di braccia e si sente forte sugli strapiombi...essa e' l'unica in grado di "insegnarvi" a scalare, e le cose che apprendete sono essenziali e "trasportabili" anche su inclinazioni piu' aggressive.

Qualcosa di te in generale: cosa fai nella vita e di dove sei?

Sono nato a Feltre, in provincia di Belluno, dove tutt'ora vivo assieme alla mia compagna Laura. Ho una ditta individuale, la Xvertical, che si occupa di lavori in fune, tree climbing e corsi di formazione per i suddetti lavori. E' un impiego piuttosto faticoso, che a fine giornata lascia poche energie da dedicare ad allenamento e arrampicata, ma mi piace un sacco. E' una passione dello stare all'aria aperta e a contatto con la natura.

Quanto tempo dedichi all’allenamento ed in che modo??

Mi sono sempre allenato su pelestrine fai da te di amici, in scantinati, soffitte e capannoni. Durante l'inverno scorso ho seguito pero' un allenamento della durata di 3 mesi realizzato ad hoc in base alle mie caratteristiche, che il mio amico Moreno mi ha regalato. Da quest'anno scalo molto in placca, mi sta facendo migliorare a vista d'occhio; avevo (e ho tutt'ora) una carenza della tecnica perche', come spiegato prima, anche io ho iniziato subito ad arrampicare in strapiombo, data la mia buona forza di braccia...ma qualcuno mi ha fatto capire che dovevo tornare indietro, "regredire" per poter imparare a scalare.

Hai avuto un maestro d’eccezione con il quale continui ad andare in giro. Come hai conosciuto Manolo e come ti trovi a scalare con lui?

Io e Manolo ci siamo conosciuti durante una serata alla Birreria di Pedavena, qui vicino. Da quando ho iniziato ad arrampicare e' sempre stata una persona che mi sarebbe piaciuto incontrare e conoscere. Abbiamo una buona intesa, mi diverto molto ad andare a scalare con lui, o piu' semplicemente passarci del tempo assieme. Mi sta insegnando molto, e gli devo molto.

Manolo vuol dite vie di equilibrio e di dita di ferro. E’ il tuo stile in effetti o ti trovi meglio su altri terreni?

Diciamo che ora sto iniziando ad apprezzare molto questo stile. All'inizio quasi lo rifiutavo, perche' mi sembrava molto piu' difficile degli strapiombi, ma mi regala molte soddisfazioni e insegnamenti preziosi.

Qualche exploit?? Quali sono le vie che ricordi con più affetto??

Sicuramente Pinne Gialle e' stata la via che mi ha lasciato un segno piu' profondo di altre. Ricordo con affetto Laura che mi faceva sicura durante la ripetizione di La suerte, mentre si stava congelando dal freddo, e la quale mi ha sostenuto dall'altro capo della corda in quasi tutte le vie dure che ho salito...

Sappiamo delle tue realizzazioni in falesia. Hai altri interessi su altri terreni?

Si', mi piace moltissimo fare vie alpinistiche in montagna. Lo reputo un ambiente severo, il quale ti puo' regalare emozioni che in falesia non proveresti mai. Per quanto riguarda lo sci alpinismo, anche qui ho avuto un maestro di tutto rispetto: Diego Dalla Rosa, il quale ha arrampicato molto con Manolo condividendo giovinezza e avventure di tutti i tipi. Mi interesso poi molto all'arboricoltura, altra grande passione strettamente legata al lavoro che faccio e di essenziale conoscimento per saper come operare.

Intervista Stefano Michelin

 

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