Stefano Ghisolfi: "vedo il titolo come un obiettivo possibile ora"

Intervista al climber campione in Cina in Coppa del Mondo

09 ottobre 2017
Tre vittorie (finora) nella sua carriera agonistica e per la prima volta a top nella finale. Stefano Ghisolfi ha dominato la gara di Wujiang e ha portato ancora una volta il tricolore in cima al podio di Coppa del Mondo Lead.

Siamo riusciti ad intercettare fugacemente Stefano che seppur dall’altro capo del mondo, ci ha raccontato qualcosa su questa incredibile vittoria e su come sta vivendo questa grande stagione in netta rimonta.

Complimenti Stefano! Commento classico “la Cina ti porta fortuna” ma questa non c’entra dopo la gara che hai fatto, dominando fasi preliminari e finali. Sapevi di essere così in palla a questo giro?

Dopo la gara di Edimburgo sapevo che ero in forma ma non sapevo quanto. Poi dopo le qualifiche e la semi mi sono un po' reso conto di stare bene, soprattutto perché la vie di semifinale era veramente dura e aveva molti filtri anche nella parte bassa. Quando sono partito in finale mi sentivo davvero ok, non ho sentito la fatica e sono arrivato al top, non ho sbagliato ed è stato tutto perfetto.

C’è qualcosa che davvero ti favorisce nelle gare cinesi? La struttura o la tracciatura ad esempio…

Il fatto che in Cina riesca a esprimere il meglio penso sia più legato al periodo. Le gare qui sono sempre a ottobre ed è il momento in cui rispetto agli altri sono più in forma. In realtà non so se sono io che sto meglio o sono gli altri che sentono l'avvicinarsi del fine stagione e io reggo meglio questo aspetto…

Come vivono l'arrampicata in Cina? Dalle foto che girano sembra sia un evento considerato davvero importante o no?

Non si riesce mai a capire quanto il pubblico cinese capisca veramente…reagiscono poco e parlano poco, forse è più una questione culturale. E’ la quarta volta che faccio la gara a Wujiang e ogni anno vedo sempre più gente. La Cina sta investendo molto nell'arrampicata e presto nasceranno 100 nuove palestre, sembra proprio che vogliano arrivare preparati alle Olimpiadi. Per la Nazionale hanno ora l'ex coach sloveno e anche un ex velocista russo per la Speed..stanno investendo veramente tanto.

Primo top in finale. Dal video abbiamo visto che eri veramente contento. Hai acquisito una consapevolezza ancora maggiore? Ti ha cambiato in qualche maniera anche questo miglioramento personale?

Questa gara non in particolare ma quest'anno è cambiato il mio modo di affrontare tutta la competizione: fino a qualche anno, e un po' meno l'anno scorso, la “mia gara” la facevo in semifinale, vedevo la finale come un traguardo ed ero già contento del risultato. L'anno scorso, e soprattutto quest'anno, la gara la sto facendo in finale dove non mi accontento più solo di esserci e basta. Forse questo cambia anche il modo di scalare, più determinato e deciso, e consapevole di poter arrivare al top anche in una finale di Coppa del Mondo.

Di quali gradi parliamo in Coppa del Mondo?

Le qualifiche possono variare dall'8a+ all'8b+ penso, la semifinale e la finale dall'8b+ all'8c+ al massimo. Questa in Cina è veramente difficile da gradare…non ho sentito la fatica e quando sono arrivato al top non ero stanco!

Cosa ti aspetti quindi per la restante parte di stagione?

Sono partito con l'obiettivo del podio (l'anno scorso ero quarto a pochi punti dal terzo) ma poi le prime gare non sono andate benissimo. Dopo la tappa di Briancon ho cominciato a rimontare la classifica, prima ero al quinto posto, poi al quarto, dopo Edimburgo ero secondo, ma a troppi punti di distanza per sperare in una vittoria. Dopo la gara in Cina si è riaperta la possibilità di vincere, sarebbe una rimonta difficilissima, ho quasi 100 punti in meno e mancano solo 2 gare. Ma non smetterò di crederci fino all'ultima gara. Per il titolo dovrei vincere le prossime due gare e forse non basterebbe neanche ma ora lo vedo come un obiettivo reale e possibile.

Intervista Stefano Michelin

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