Ondra, Eiter, Honnold e le tre imprese da leggenda

Tre stelle polari nel firmamento delle imprese 2017

07 dicembre 2017

Il 2017 che sta per andare a chiudersi è stato un anno pazzesco per l’arrampicata con imprese che hanno scosso nelle fondamenta il mondo del verticale. I personaggi sono stati tantissimi e la corsa alla conquista del grado ha subito una violenta, una prepotente impennata. Alex Honnold, Adam Ondra e Angela Eiter sono stati tre protagonisti assoluti con tre imprese mai fatte prima che hanno realmente introdotto un grado di difficoltà inesistente prima di loro.

A giugno Alex Honnold aveva completato la salita in free solo di FreeRider, big wall a cinque stelle su El Capitan e per la prima volta un uomo scalava una via sul monolite di Yosemite completamente privo di ogni tipo di protezione. La difficoltà estrema per un campione del genere, “solo” 7c, era compensata da una esposizione ed una concentrazione prolungata tale da rendere la salita incredibilmente pericolosa. Non si è trattato solo della difficoltà della salita ma anche di un tal pericolo potenziale contenuto solo da una padronanza assoluta della situazione per un tempo incredibilmente lungo. 3 ore e 56 minuti sono nulla in falesia ad esempio ma sono una vita intera quando in ogni secondo di questo arco temporale devi essere vigile, presente e accorto per ogni singolo secondo.

Tre mesi dopo, Adam Ondra, dopo innumerevoli mesi di lavorato, ha concluso invece il suo super-progetto a Flatanger, anzi, il suo Project Hard, come era inizialmente chiamato. Silence da presunto 9c e diventato un grado effettivo. Questa impresa della quale per mesi si è atteso il felice epilogo, ha chiuso la crescita del grado 9, un numero toccato per la prima volta da Wolgang Gullich (o Ben Moon) agli inizi anni ’90. Questa è (al momento) solo l’apice delle prestazioni del fortissimo scalatore ceco in Norvegia ma che negli anni ha contribuito a trasformare in maniera veramente significativa.

Leggermente con meno clamore rispetto al 9a+ è invece arrivato ad ottobre il primo 9b femminile ad opera della titolatissima super-campionessa austriaca Angela Eiter. A Villanueva del Rosario Angela, da anni lontana dalle competizioni, ha confermato una volta di più le sue immense doti, fisiche e mentali, chiudendo La Planta de Shiva. Se già il 9a femminile è stato finora il target di gariste ed ex-gariste, già il 9a+ è stato salito solo da attuali atlete della Coppa del Mondo e questo la dice lunga sullo stato della Eiter anche lontano dal massimo circuito (intervista).

Queste sono solo tre delle imprese incredibili compiute in questo anno dove le carte in tavola sono cambiate, è parecchio. Alcuni "muri" sono stati infranti, i limiti superati. La sensazione è che, dopo un periodo di crescita costante, ci sia stata una accelerazione improvvisa ma che "il bello" deve ancora venire. Cosa succedere nel 2018?

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