Piotr Schab, intervista al fortissimo scalatore polacco

8c a vista e 9a+ sono solo l'inizio...

30 agosto 2018

In particolare negli ultimi due-tre anni, il nome di Piotr Schab è apparso sempre più di frequente nelle cronache verticali e visto che ora ormai conta una bella serie di 8c a vista e diversi 9a+, forse non si tratta solo di un fuoco di paglia. Seppur non venga da un paese con una lunga tradizione sportiva, Schab si sta ritagliando una bella fetta di attenzioni e sta in un certo senso anche rilanciando l’arrampicata sportiva made in Poland.

Ciao Piotr, raccontaci intanto qualcosa su di te? Da quanto tempo scali?
Ho iniziato a scalare quando avevo 7 anni e questo vuol dire ben 15 anni fa ormai. Come tanti ho iniziato grazie a mio padre e devo a lui questa passione. Mi portava con sé fin da quando ero piccolo e nel 1997, quando avevo solo un anno, comunque scalava sull’8c o almeno ne aveva fatto uno. Quando sono cresciuto devo dire che ho pensato che dovevo scalare più forte di lui e quindi ho provato ad applicarmici molto…

Cosa fai ora? Studi?
Sì studio. Sto provando a conciliare arrampicata e gli studi in Logistica Internazionale è talvolta è un po’ dura. Non so cosa farò più avanti ma per ora mi è difficile pensare all’arrampicata come a qualcosa di non prioritario.
Vieni da un paese (la Polonia) famoso soprattutto per grandi nomi di alpinisti ma ultimamente si sta affacciando una nuova generazione di forti, e fortissimi, scalatori sportivi, di cui tu fai parte.

Com’è sta cambiando la scena dell’arrampicata da te?
Il panorama dello sport climbing è abbastanza povero da noi. Abbiamo molte falesie in posti molto belli ma spesso la roccia è verticale, i tiri corti e su roccia non entusiasmante, quindi difficilmente si sviluppa l’arrampicata sportiva. Per questo generalmente preferiamo allenarci a lungo e duramente per qualche tempo per poi viaggiare e andare in posti come la Spagna o altri.

Le palestre sono ben attrezzate?
Mah, la mia non è niente di speciale. Ciò che rende il lavoro che sto facendo efficace è l’entusiasmo delle persone che ci lavorano, in particolare il mio allenatore ed il fisioterapista.

Seguiamo con interesse la tua carriera, le prime notizie interessanti risalgono infatti al 2013 ma in particolare negli ultimi due anni, sei letteralmente esploso. Cosa è successo?
Niente di speciale a dire il vero, sto solo raccogliendo i frutti di tanto allenamento ed un approccio professionale all’arrampicata. Ogni anno proviamo ad arricchire il nostro programma di preparazione con qualcosa di nuovo e questo mi dà quello che credo che serva davvero, motivazione e divertimento.

Sei molto forte a vista (diversi 8c) e al top sul lavorato (sfilza di 9a+). Come decidi i tuoi progetti?
Sono sempre stato molto affascinato dall’arrampicata a vista fin dall’inizio. Adoro questo gioco e le emozioni che dà. Certo, un top deve essere capace di leggere la roccia al primo tentativo così come studiare i movimenti e trovare le giuste sequenze anche per progetti più duri. Personalmente questo mi risulta più difficile. Fare una via al limite delle proprie capacità è molto stressante mentalmente e richiede un grande sforzo.

Quando attacchi una via a vista, pensi già di salirla così o è, diciamo, una sorta di “tentativo”?
Generalmente pianifico. Decido cosa provare, mi informo sulla via. Alle volte però devo ammettere che sono partito con l’idea “vediamo come va” e quasi inaspettatamente mi sono trovato in catena, senza grandi aspettative e talvolta anche questo approccio ripaga.

Dai, tre vie che non dimenticherai mai..
Chiński Macharadża, uno dei grandi classici dello Jura polacco, il mio primo 7c+, Requiem, primo 8a a vista e che ha dato una svolta alla mia arrampicata OS facendomi intuire le capacità e Biographie (9a+), la via che per ora mi ha richiesto il più grande sforzo mentale.

E tre vie che invece hai in agenda?
Perfecto Mundo, Chilam Balam e La Rambla. Sogni!

Quali pensi siano i tuoi punti di forza e quali le debolezze?
Più scalo, più i miei punti deboli sono evidenti! Sento di avere un ridotto uso di gambe, in particolare per tallonaggi e agganci di punta, ma anche la mobilità e la forza delle gambe è ampiamente migliorabile. Sento che invece come forza di dita, potenza e resistenza non sono messo male ma anche qui, si può migliorare!

Intervista Stefano Michelin

Alcune delle principali realizzazioni di Piotr Schab
Luglio 2018 – Rodellar, Ali Hulk Extension, 9a+
Giugno 2018 – Cuenca, Baby Boy, 8c FA OS
Giugno 2018 – Cuenca, Nuria, 8c OS
Giugno 2018 – Ceuse, Biographie 9a+
Aprile 2018 – Siurana, Estado Critico, 9a
Aprile 2018 – Santa Linya, Catxasa, 9a+
Marzo 2018 – Margalef, Los Ultimos Vampiros Hippies, 8c OS
Agosto 2017 – Flatanger, Nordic Flower, 8c OS
Agosto 2017 – Flatanger, Thor’s Hammer, 9a+
Maggio 2017 – Oliana, American Hastle, 8c OS
Maggio 2017 – Margalef, Victimas Perez, 9a
Febbraio 2017 – Margalef, L’Espiadimonis, 8c OS
Febbraio 2017 – Santa Linya, Analogica, 9
Febbraio 2017 – Santa Linya, Ciudad dos Dios, 9a
Settembre 2016 – Baltzola, Nuska, 8c OS
Maggio 2016 - Dolina Kluckzwody, Stal Mielec, 9a/+ FA
Aprile 2016 – Oliana, Papichulo, 9+
Marzo 2015 – Perles, Escalmaster, 9a

 

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