Marco Zanone: intervista dopo la salita flash di Cookie Flake, 8b+/8c

Considerazioni "a freddo" dopo la salita "a caldo" anche di un nuovo 8c/8c+

29 ottobre 2019

Il 21 ottobre scorso, Marco Zanone aveva messo a segno un’altra bella performance, la salita flash di Cookie Flake, in Austria, di grado 8b+/8c! Prestazione da 110 e lode forse anche più di un 9a lavorato di cui il curriculum di Marco è ben fornito perché il primo in questo stile e perché, esclusi li alieni che provengono da mondo a noi sconosciuti, è una prestazione assai rara, soprattutto di recente, anche in ambito internazionale. Siamo quindi subito corsi da Marco a farci raccontare qualcosa giusto pochi giorni prima che liberasse The King of the Strange Forest, un progetto aperto di Andrea Plat a Saint Barthélemy, in Valle d’Aosta, che Marco valuta essere 8c/8c+.

Dove si trova Cookie Flake?
Cookie Flake è una via situata nella falesia di Bergstation, uno dei più bei muri di granito che valle dello Zillertal ha da offrire.

Che tipo di via è?
La scalata di questa falesia è di per sé abbastanza boulderosa e discontinua nonostante i tiri siano mediamente lunghi 30m, per cui dal mio punto di vista una scalata che si presta a delle prestazioni flash. Solitamente si ha una sezione dura, più o meno lunga, e poi un buon riposo che ti permette di studiare le prese della parte superiore della via.

Era anche nel tuo stile?
Lo stile mi si addice molto, muri a tacche non troppo strabiombanti, dove anche se sei “ghisato” marcio, magari riesci a portare la corda in catena. Cookie Flake è anch'essa una via boulderosa. Si parte con 3 spit facili poi un primo blocchetto che porta ad una spaccatura della roccia molto grossa che ti permette di recuperare appieno le energie. La parte intensa della via comincia lì. Tutta quella sezione è molto dì sensazione, oltre che da tirare, le prese sono per lo più dei pinzoni verticali, con i piedi molto spalmati.

Poi sei partito e l’hai “stampata”. Giro “di ricognizione” andato bene o progetto pianificato?
L’idea di provare Cookie Flake flash c'era, sapevo che sarei almeno potuto arrivare alla base della sezione intensa, riposare e intanto studiare la via per poi dare il tutto per tutto. Ovviamente le mie aspettative non erano molto alte, "Io ci provo, come va va". C'è da dire che questa vacanza l'ho dedicata molto a provare flash le vie che mio fratello provava prima di me. La scalata in quel settore mi si addiceva molto e quando partivo mi sentivo in qualche modo pronto, non come se stessi tentando qualcosa di impossibile.

Avevi provato altro così?
Qualche giorno prima avevo tentato la sorte su Dopamin, un 8b su un muro verticale molto tecnico, riuscendo nell'impresa, mentre il tentativo flash su Coque au Vin 8B/+ è svanito a qualche presa dalla fine della sezione dura in alto.

C’è stato un momento di particolare difficoltà durante la salita?
I primi movimenti duri li ho passati bene senza problemi, grazie alla “methode” di Andrea sapevo cosa fare alla perfezione, ma più salivo e più mi dimenticavo quale fossero i momenti da fare. Ovviamente prima di partire mi ero fatto spiegare la via alla perfezione, ma lì sul momento, un po' per la fatica un po' per la pressione non mi ricordavo cosa bene cosa fare, ma la via era ben segnata.

Un po’ di panico da prestazione anche magari?
C'è stato qualche istante in cui ho davvero creduto di cadere. Molti piedi erano spalmati e quando hai UN secondo di tempo per capire bene dove metterli, non li puoi mettere alla perfezione, li posizioni, spingi forte e speri che stiano. Fortuna, bravura, gioco di squadra, un mix di fattori senza i quali, la mia prestazione, non sarebbe stata possibile.

Prima di questa salita che livello avevi a vista o flash?
Prima di questa salita ero riuscito a salire flash alcune vie di grado 8b e sicuramente Dopamin, salita all'inizio di questo viaggio, era il tiro più duro e complesso che avessi salito in questa modalità.

Il periodo pare davvero buono per te ultimamente, sta facendo qualcosa di particolare?
Si è vero l’ultimo periodo è stato particolarmente buono, luglio e agosto ho scalato veramente tanto nella zona del brianconnes in Francia, però nel mese di settembre ho lavorato parecchio e scalato sporadicamente, tanto che avevo paura di partire per lo Zillertal e non stare attaccato. Non avevo assolutamente idea di come fosse la mia forma fisica, ma stavo bene mentalmente, mi sentivo motivato e con la mente libera per dare il massimo su i miei progetti.

Quindi nessun segreto, solo tanta arrampicata?
Sì, non sto facendo niente di particolare, scalo più che posso, mi diverto e devo dire che sembra funzionare.

I progetti per i prossimi mesi cosa prevedono?
In realtà non ho in mente grossi progetti per l’immediato futuro, vorrei dedicarmi un po' all'allenamento specifico, cosa che negli ultimi anni non ho mai più fatto, per poi trovare un progetto stimolante in terra spagnola o anche qua vicino a casa.

Intervista Stefano Michelin
Foto Martin Sobotka

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