Paese che vai, gradi che trovi: Pietro Radassao e le considerazioni sulla difficoltà

Tra vie nuove e altre con grado rivisto, alcuni pensieri del forte scalatore molisano

14 novembre 2019

Poco tempo fa, ci siamo imbattiti in alcune considerazioni di Pietro Radassao sulle sue ultime realizzazioni a Frosolone e sul grado dato alle sue vie. Avevamo notato che per un certo periodo annunciava nuove FA ma senza molte altre info oltre al nome. Un periodo di riflessione abbiamo pensato. In realtà, questo era vero ma solo in parte. Parlando con Pietro è emerso molto di più sul grado delle vie che ha liberato a Frosolone ma anche sul grado in generale che gli scalatori inseguono. Con che criterio ha dato il grado alle ultime salite? Perché ha rivisto qualcosa fatto in passato? Perché salire 8c in Molise e non cercare le prestazioni da “9” nelle location più conosciute? Quello che segue è un lungo articolo che Pietro ha scritto con alcune considerazioni che forse molti pensano ma meno persone dicono e che speriamo possa magari smuovere qualcosa nella coscienza dei climbers dove siamo tutti amici da una parte ma dove magari, in certi casi, un pizzico di severità personale in più non sarebbe male.

Ovviamente le considerazioni di Pietro non si rivolgono indiscriminatamente a tutto il mondo dell’arrampicata, ci mancherebbe, la sua correttezza morale e pari a quella sportiva, ma sicuramente il tema della caccia al grado che fa notizia è un tema ancora accesso in taluni casi e chi cerca la bellezza al di là del numero è di sicuro una minoranza. Poi, come sempre, l’arrampicata è libertà ognuno la interpreta come meglio crede.


IL GRADO: SOLO UN NUMERO O QUALCOSA DI PIU'?
di Pietro Radassao

"Ossessione, ambizione, sogni... Come possono essere racchiuse in un numero seguito da una lettera? Perché nel mondo dell'arrampicata viene attribuita tutta questa importanza al grado?? Non basterebbe dire ho salito la "via x" piuttosto che il "grado x"? C'è davvero bisogno di valutare la difficoltà di un itinerario (boulder, via, multipich che sia) con una cifra che poi acquisterà più importanza della salita stessa? Negli ultimi mesi mi sono posto più volte queste domande ed inizialmente ero riluttante all'idea di dover per forza proporre un numero dopo una prima salita. Infatti man mano che liberavo nuovi progetti, sui i vari amati mezzi di comunicazione ho riportato solo il nome delle vie salite, senza specificarne la famigerata "cifra alfa numerica talvolta seguita dal simbolo matematico di addizione" (grado in scala francese).

Questa scelta innanzitutto è spiegata perché soffro dell'incertezza di quel numero, data dall'impossibilità di valutare la difficoltà di una via con parametri oggettivi. Ogni essere umano ha diverse caratteristiche fisiche morfologiche (altezza, peso, apertura arti ecc) e altrettante diverse capacità fisiche (forza muscolare, di dita, resistenza, ecc) che possono adattarsi meglio o peggio alla via, in più la via non si trova tutto l'anno nelle medesime condizioni per via del clima (umidità, temperatura, ecc) e poi le sequenze utilizzate non saranno mai le stesse per tutti i climbers.

Tenendo in considerazione ciò, come fare allora a valutare correttamente il grado di una via? Io personalmente confronto la via appena salita con altre della stessa falesia che hanno un grado confermato (varie ripetizioni concordi sul numeretto) ed uno stile più simile possibile (es: placca, resistenza in strapiombo, boulder poi facile ecc) e da questo confronto cerco di esprimere il grado in completa sincerità: di certo non mi piacerebbe che una mia via venisse sgradata, ma nemmeno sono il tipo di persona che dà un grado apposta più basso di quel che pensa giusto solo per far "prendere schiaffi" a chi proverà la via (cosa che molti fanno). ONESTÀ, tanto si sbaglia sempre e comunque...

Durante il periodo in cui non ho dato i gradi alle vie ho notato principalmente 2 cose (oltre ovviamente a domande incessanti sul numero):
1) tendenza a denigrare le salite senza grado (con esempi di ragionamento tipo:"ha salito tanti progetti uno di fila a all'altro, il grado non l’ha dato perché molte saranno facili...sono vie che nessuno ha mai provato...se erano duri, dava il grado" ecc)
2)totale disinteresse da parte di riviste e siti del settore, oltre che di utente medio interessato all'arrampicata (se anche ci fosse scritto un grado basso al posto del niente, almeno questi ultimi avrebbero reagito di più alle notizie delle libere)
Insomma, se non dai gradi alle vie, gli estranei credono tu abbia fatto vie facili o non se ne interessano proprio, perché secondo il ragionamento medio se fossero state "dure" avresti scritto in bella vista quel numeretto.

Poi, il mio brevissimo periodo dove ho seguito la filosofia no-grade è terminato e ho tirato fuori i santi gradi delle vie salite precedentemente. O meglio, proposte di gradi...e da quel momento cosa è cambiato? Nulla, tutto uguale a prima, poiché il famigerato 9 non compariva tra le righe e oggi se una via non è almeno 9a non conta nulla (Pianeta namek 8c+, De la Terre a la Lune 8c/+, Iron Man 8c/+, ianeta di Re Kaioh 8c, L’Età della Pietra 8b, L’Ultimo Vizio 8b, Schiaffi in Faccia 8a+, Pussy dall’Indocina 8a+, I 10 Comandamenti 8a).

Sarà perché il livello si è alzato tantissimo e giustamente si inizia a parlare di "prestazioni" solo da quel punto in poi, fatto sta che si è scelto un numero per stabilire cosa fa notizia e cosa no. E le vie? E la loro storia? Tutto in secondo piano, innanzitutto quel numero poi il resto da contorno. Io oltre a non aver salito nulla di menzionabile, nel comunicare i gradi, quell'unica via che proposi intorno a quel numero tempo fa, me la sono anche sgradata da solo (Iron Moon), perché avevo esagerato con il grado, o almeno a Frosolone era troppo.

"A Frosolone i gradi sono diversi?" mi domandò qualcuno e la risposta è certamente sì. Ogni falesia ha una propria storia ed è un piccolo mondo a sé, alcuni severi e poco amati dalla massa, altri più morbidi e adatti ai turisti e altri anche sconosciuti. Insomma salire un grado alto significa far parlare di sé, essere considerato come "Climber che ha fatto il grado x" e se chiedi a 100 scalatori quale sia il loro sogno, almeno la metà ti risponderà "fare il grado x" (di solito al posto di x trovi 8a, 9a, 9b o 9c a seconda del climber). Pochi risponderanno con "fare la via x"; proprio per i motivi sopracitati, una via vale l'altra…

Quanti opterebbero per provare un 8c+ hard ma bellissimo, rispetto a un 9a soft (più facile dell'altra magari) ma meno bello? Pochi, solo per via di una lettera. Già, una lettera che racchiude sogni, ambizioni e paure di tutti noi. Amen"

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