Grande successo per la manifestazione a difesa delle Alpi Apuane

La manifestazione organizzata dal gruppo Tutela Ambiente Montano vede sfilare quasi duemila persone per il centro di Massa

05 gennaio 2020
Una vera e propria festa di piazza: così è stata la manifestazione di ieri, sabato 4 gennaio, a Massa.

Grande partecipazione, con numeri lusinghieri: quasi duemila persone in un corteo colorato e vivace. Già dal momento del raduno, alle ore 16, si era capito che la partecipazione sarebbe stata alta e soprattutto sentita.

Molte associazioni avevano infatti dato la propria adesione a questa manifestazione indetta dal Gruppo Tutela Ambiente Montano del CAI di Massa e i partecipanti hanno continuato ad affluire anche durante il corteo. Una manifestazione ricca di stimoli e di realtà differenti: quello che ci ha colpito è stata l’ampia varietà delle presenze, da associazioni ambientaliste a comitati di cittadini, da sezioni del CAI e gruppi speleo a centri sociali; da studenti e famiglie a pensionati.

Il tutto, come ha rilevato Nicola Cavazzuti, tra i promotori della manifestazione, all’insegna della protesta pacifica e della non-violenza, in un clima assolutamente inclusivo (sono state accolte adesioni provenienti dai gruppi più disparati) ma che ha voluto giustamente rifuggire da strumentalizzazioni politiche e partitiche.

Una festa civile, terminata con una serie di interventi significativi dal palco allestito, a fine corteo, nei pressi del Mercato Coperto.
 
Uno dei motivi principali della protesta è il progetto di riapertura di vecchie cave, dismesse ormai da decenni, a sfregio tra l’altro delle normative esistenti – che vietano l’attività estrattiva al di sopra dei 1200 mt di quota. Tra le altre, una cava minaccerebbe l’esistenza stessa del bivacco Aronte, storico punto di riferimento per gli alpinisti e gli escursionisti che frequentano le Apuane – alcuni striscioni sono stati eloquenti: L’Aronte non si tocca!

Ma i temi sono in realtà più ampi: ci si deve interrogare sul significato di bene comune (le nostre montagne, il nostro ambiente) e sulla sua tutela; sui problemi legati all’inquinamento delle falde acquifere per via dei residui dell’attività estrattiva; su un modello intero di sviluppo del territorio che possa sganciarsi da logiche che paiono superate e del tutto non in linea con quelle che sono le priorità attuali.
 
Come sottolineato in diversi interventi, la manifestazione di oggi – anticipata da un blitz dei climber alla parete presso la cava di Monte Campaccio, il 22 dicembre – è stato un inizio in un percorso che mira a coinvolgere e sensibilizzare al massimo i residenti, le persone che hanno cuore temi di tutela ambientale e del territorio, ma anche chi semplicemente frequenta le Apuane.

Un bell’inizio, a cui siamo sicuri seguiranno iniziative altrettanto sentite e coinvolgenti.

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