Al via la prima avventura olimpica dell'arrampicata

Laura Rogora e Filip Schenk a Buenos Aires

05 ottobre 2018

Una immagine vale più di mille parole, si dice, ed in effetti è vero, se si legge in maniera approfondita.

Quella che proponiamo qui presa dalla pagina facebook FASI mostra due cose: la prima è Laura Rogora e Filip Schenk che con Franco Gianelli sono in partenza per Buenos Aires in occasione delle Olimpiadi Giovanili che iniziano domani. La seconda, anche più importante, è che l’arrampicata 2.0 è ormai nata e questa è la sua prima foto.

Facciamo qualche considerazione in merito su questi due aspetti.

Il primo è più facile. Anche se c’è stata qualche perplessità in merito a sole due convocazioni per queste Olimpiadi, abbiamo più volte sostenuto che era impossibile escludere due atleti come Laura e Filip da questa turnata. Titoli mondiali, europei e nazionali come se non ci fosse un domani, sono un biglietto da visita più che sufficiente per presentarsi al Villaggio Olimpico con merio, con grande merito.

Malgrado i problemi di commissariamento della FASI, è evidente che proprio la Nazionale Giovanile è sempre molto compatta nei risultati ed in tutte le discipline e quindi, forse proprio grazie ai suoi due massimi esponenti, può venire fuori un riscatto d’immagine che serve alla Nazionale e alla Federazione o almeno questo è ciò che auspichiamo, anche se nella gara di Coppa del Mondo Lead di Kranj che si è svolta poco fa, la vittoria di Stefano Ghisolfi e gli ottimi piazzamenti vicino al podio di Marcello Bombardi e Francesco Vettorata, sono stati una vera manna dal cielo.

Ora, scorrendo la lista dei partecipanti, pur rivolgendoci agli avversari col massimo rispetto, ci sentiamo di dire che non è drammatica la situazione. Non sappiamo cosa succederà tra due anni ma quando sarà resa nota la lista dei convocati per le Olimpiadi di Tokyo 2020, sarà meglio essere seduti.

Occhi comunque aperti all’unico spagnolo presente, Mikel Linacisoro, di cui più volte abbiamo parlato, ai soliti giapponesi Keita Dohi, Mao Nakamura e Shuta Tanaka (sì, sono in tre loro), ai francesi Nolwenn Arc, Sam Avezou, Nathan Martin e Lucile Saurel (esatto, quattro) e alle due slovene Vita Lukan e Lucka Rakovec, senza ignorare il fatto che anche qualche outsider potrebbe impensierire i nostri.

Detto ciò, veniamo alla seconda considerazione, ossia cosa è cambiato (o cosa sta cambiando o cosa cambierà).

In primis, con questa foto, per la prima volta, due atleti dell’arrampicata sportiva vestono la divisa olimpica. Che piaccia o no, ci si è arrivati. Quella che pareva essere una possibilità troppo remota e troppe volte rimandata, alla fine ha visto la luce. Sono ormai lontani i tempi in cui anche in Coppa del Mondo, gli scalatori arrivavano vestiti come fossero in falesia, ora (e da anni) c’è una Nazionale riconosciuta a livello olimpico ma quello che davvero cambierà in maniera radicale è la figura dell’arrampicatore, dello scalatore, che da oggi sarà forse soppiantata dal quello dell’atleta di sport climbing.

Questa considerazione sta passando in secondo piano ma nell’ambiente se ne parla e già più volte abbiamo sollevato delle domande. Che immagine uscirà dell’arrampicata da queste Olimpiadi? La televisione che idea darà dell’arrampicata e degli arrampicatori? Come ne sarà trasformata per le generazioni future?

Un’idea di base c’è e suscita sentimenti differenti.

E’ naturale che l’impatto sulla massa, sulla gente comune che ora non conosce l’arrampicata se non marginalmente, è che sarà qualcosa da praticare nei palazzetti dello sport, lontana quindi da roccia e ambiente naturale.

Quella che è l’arrampicata su roccia però, né morirà né sarà trasformata. I due mondi non sono sovrapponibili e non si rubano spazio a vicenda. Primo perché gli scalatori che oggi, oltre alle gare, fanno cose assurde su roccia, sicuramente continueranno a farlo, mentre gli atleti da competizione continueranno a specializzarsi sempre di più e si dedicheranno a quello. Probabilmente l’arrampicatore dovrà decidere cosa essere e cosa fare della sua vita in maniera abbastanza selettiva. Anche il livello su roccia ormai ha raggiunto una difficoltà tale che per mantenerla o superarla, saranno necessari lunghi “assedi” sui tiri e solo pochi o pochissimi potranno assottigliare il tempo di permanenza sui progetti.

Il punto è che lo scalatore e lo sport climbing athlete vivranno due vite separate dove il margine di sovrapposizione sarà probabilmente via via sempre più sottile.

L’atleta olimpico godrà di visibilità maggiore “fuori” dall’ambiente arrampicata e anche se begli ultimi anni, molti nuovi sponsor hanno abbracciato il mondo del verticale, è logico pensare che per interessi, qualche occhio in più arriverà al mondo delle competizioni.

Il tutto comunque, almeno da noi, dovrà essere supportate da una nuova FASI fatta da professionisti capaci di gestire una Nazionale Olimpica e di tutto quello che ne consegue. Anche le strutture con ogni porbabilità ne usciranno trasformate. Alla classica palestra, luogo di sport e aggregazione ma anche di semplice ritrovo, si affiancheranno forse i famosi Centri Federali, nuovi o vecchi trasformati, atti ad ospitare questa Combinata di cui tanto si è discusso.

Ecco, la Combinata, che sviluppo avrà? L’idea è che resterà ciò per cui è nata l’arrampicata olimpica, una “specialità” che si basa sulle tre storiche discipline e che forse darà un’idea che la “vera” arrampicata sia questa. Sotto questo punto di vista in effetti un certo rischio di travisare la storia di questo sport ci sarà ma del resto, già oggi, se ne sentono nelle palestre così tante sulla storia dell’arrampicata che sarebbe persino meglio sorbirsi per tre ore di allenamento Young Signorino (da Patrick Edlinger che ha “inventato” l’arrampicata, a Jean Chiristophe Lafaille “chi?”, a prese spaccate, incollate, rattoppate, limate, inchiodate, siliconate, rigenerate, ecc, ecc).

Ma torniamo a respirare un po' e vediamo cosa attende i nostri atleti.

Ufficialmente le Olimpiadi Giovanili partono domani. Il 7 ottobre saliranno in pedana gli arrampicatori con le qualifiche femminili di Speed, Bouldering e Lead nello stesso giorno mentre il giorno seguente sarà la volta degli uomini. Finali femminili previste per il 9 ottobre e finali maschili il 10 ottobre. Entro mercoledì prossimo quindi sapremo già chi per la prima volta porta a casa una medaglia olimpica.

Che dire? Per ora tifiamo forte forte Laura e Filip, che se lo meritano, e poi si vedrà.

 

Stefano Michelin

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