Apuane: nuove cave sotto il rifugio Forte dei Marmi

intrervista ad Andrea Ribolini commissione TAM del CAI

20 marzo 2019
Apuane per chi scala significa Camaiorese, Candalla, Pizzo d'Uccello, insomma paradisi dell'arrampicata in un angolo montuoso di una delle regioni più famose d’Italia: la Toscana. 

Ma chi va un po' più a fondo, scopre anche le tante contraddizioni, come il divieto di scalata nel solco di Equi, alla base della nord del Pizzo d'Uccello, dove non si può arrampicare perchè nidifica l'aquila reale, mentre a pochissima distanza le cave sono autorizzate a far brillare mine e al via vai continuo di camion.

Altra grande contraddizione la scopriamo nell’anomalia del parco, nato sulla spinta della popolazione locale per tutelare le montagne dalle operazioni dei cavatori la cui attività fuori controllo stava crescendo in modo preoccupante, si trova oggi ancora a confrontarsi con la loro crescita come numero e dimensione. Se infatti il percorsi iniziale andava verso la graduale dismissione, riconversione e ripristino delle cave, nel 2015 assistiamo ad una inversione di rotta:
il piano paesaggistico approvato dalla Regione Toscana prevede un ampliamento dei principali bacini estrattivi, l’apertura di nuove cave e la riapertura di cave ferme anche da 20 o 30 anni.

alcune nuove cave sono previste in aree ambientali critiche, come ad esempio quella del Rifugio Forte dei Marmi nel comune di Stazzema, proprio alle pendici del Procinto, in una zona che fino ad ora era rimasta incontaminata.
Di questo in particolare parliamo con Andrea Ribolini, della commissione TAM (Tutela Ambiente Montano) del CAI.

QUI L’INTERVISTA INTEGRALE DI CLIMBINGRADIO

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