[CROWFINDING] CLIMBING IRAN: la storia di Nasin

Emancipazione in rosa in Medio Oriente

22 giugno 2018
Riceviamo segnalazione e volentieri pubblichiamo la storia di Nasim, una delle pochissime scalatrici iraniane che praticano anche outdoor, sfidando leggi talvolta anche non scritte in un paese dove le differenze di libertà tra sessi è qualcosa di ancora molto marcato. La regista e giornalista Francesca Borghetti ha avviato un crowdfunding per sostenere le spese che porteranno alla realizzazione di un documentario esclusivo.


Da CLIMBING IRAN (crowfinding www.eppela.com/it/projects/18576-climbing-iran):

“Nasim ha mani molto forti e unghie dipinte di smalto rosa shocking. Nasim é un’alpinista e free-climber capace di aprire “nuove vie” su roccia sulle montagne dell’Iran, il suo Paese. Seguendo il richiamo degli spazi aperti e delle immense, magnifiche, montagne persiane, ha deciso di esplorare territori nuovi, andando oltre quelle barriere imposte e introiettate che consentono alle donne di praticare solo su pareti “indoor” nelle palestre, solo in determinati orari, tra donne e col capo coperto dal velo.

Come donna è la pioniera dell’arrampicata sportiva all’aperto, dove un manipolo di giovani donne oggi la seguono. Ma nel free climbing è fondamentale la presenza di un compagno di cordata, ed è difficile per Nasim trovare la persona giusta con cui assumersi nuove sfide al suo livello ed aprire “nuove vie” in Iran. La montagna da scalare infatti non è solo fisica, è fatta anche di barriere culturali: gli uomini più esperti non sono facilmente disponibili, se sono religiosi o sposati non vanno ad arrampicare con una donna, le ragazze, al momento, non sono esperte quanto lei.

Quando riesce ad ottenere il Visto, viaggia, partecipando a festival di free climbing in Turchia, Oman e talvolta in Europa, dove può cimentarsi sulle Alpi patria dell’alpinismo e del climbing. È così che accumula l’esperienza che l’ha resa una fuoriclasse a tal punto da fare del free climbing outdoor, unica in Iran, la sua professione. In Iran sul Monte Behistun, un enorme promontorio che si erge nel deserto, antico luogo sacro e oggi patrimonio dell’Unesco, Nasim vuole realizzare la sua nuova impresa e dare il nome ad una “nuova via” in un percorso di autodeterminazione e riconoscimento che lotta con la necessità vitale di rimanere nell’ombra.

In Europa, dove centinaia di brand si competono il mercato, si apre la possibilità per Nasim di aprire una nuova via proprio sulle Alpi ed entrare a pieno titolo nel gotha dell’alpinismo. In questa epopea, la montagna è l’ambiente in cui si compie l’azione cruciale, è il luogo in cui la vera fatica, la sfida fatale, diventa luogo di libertà. Una dimensione che riposiziona l’uomo di fronte ai suoi limiti e relativizza la sua smania di controllo, l’onnipotenza delle sue ideologie.”

La raccolta fondi chiuderà tra soli 6 giorni ma è ancora possibile fare qualcosa per sostenere questa iniziativa che mira non solo a realizzare questo film ma soprattutto a far conoscere la situazione delle donne in Iran:

“Ho sviluppato per un anno e mezzo il progetto fino ad arrivare ad una sceneggiatura piuttosto dettagliata, ho realizzato una prima intervista con il supporto dei miei amici Marta Belforte e Marco (loro è la casa dove ho effettuato l’intervista a Nasim) e soprattutto grazie all’aiuto di un caro amico e grande professionista Igor Mendolia che ha girato e montato il teaser, arrivato finalista al PerSo 2017 (sezione miglior film da realizzare). Successivamente ho effettuato un viaggio di sopralluogo in Iran con Federico Zatti, per il quale viaggio ho seguito i preziosi consigli di Antonello Sacchetti, Mario Casari, Bianca Maria Filippini e dei tanti nuovi amici iraniani di Roma, quali Sara Azadi, Moa, Setaré Alidost e Neda Tao. Figura chiave del viaggio di sopralluogo è stata Hamid Habibzadeh, free climber .

Poi Franca Marroncelli, mi ha messo sulla pista della guida trentina Gianni Treppin grazie alla quale sto sviluppando il lato italiano di questa storia, trovata inoltre una bella la sinergia con il Trento Film Festival.

Grazie al sostegno di amici e amiche tra i quali Filippo Macelloni, Sabrina d'Orsi , Silvia Di Rienzo, Roberta Quinzi, Caterina Falomo, Alessandro Corsi e Parisa Nazari., ho deciso di pensare ad una campagna di crowdfunding che permetta al documentario di continuare a costruirsi.

Il vostro sostegno sarà prezioso per contribuire alle riprese in Iran ed in particolare sarà investito per la settimana di riprese speciali, quelle che avranno bisogno di un allargamento della troupe anche con elementi tecnici che possano garantire le riprese sul monte Besotun: 10.000 euro.”

Solo pochi giorni fa, per la prima volta le donne iraniane sono state accettate allo stadio in occasione dei Mondiali, fatto incredibile per questo paese che per certi aspetti fa valere leggi che definire medievali è riduttivo. Iniziative come quelle di Francesca quindi possono davvero far cambiare le cose in un paese dove ci sono davvero discriminazioni forti. Quando talvolta si polemizza sulle libertà in Italia forse dovremmo anche buttare un occhio a cosa succede da altre parti pe avere un metro di giudizio un attimo più equilibrato.

Il 23 giugno, Francesca sarà ospite della palestra Zero Gravity Climbing di Avezzano (AQ) per promuovere l'iniziativa: https://www.facebook.com/pg/ZeroGravityClimbing/about/?ref=page_internal

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