Intervista a Marcello Bombardi dopo la straordinaria vittoria a Chamonix

Il campione torinese racconta il suo primo oro in Coppa del Mondo

19 luglio 2017

Dopo la strordinaria vittoria a Chamonix in Coppa del Mondo, l'atleta azzurro ci racconta impressioni ed emozioni di quella fantastica sera.

Non partiamo dalla fine ma dall’inizio questa volta. Con che spirito sei partito per Chamonix? A quale risultavo ambivi?

Sono arrivato a Chamonix con tutta la squadra italiana direttamente dalla Svizzera dove soli tre giorni prima avevamo disputato un’altra Coppa del mondo. In quella gara purtroppo non ero riuscito a dare il massimo in semifinale terminando in 18° posizione e quindi avevo grande voglia di rifarmi ed andare forte a Chamonix. Sapevo di essere in forma e stare bene ma non immaginavo ovviamente un risultato del genere. Ero già incredulo e contento quando mi sono aggiudicato un posto nella finale di giovedì sera.

Onestamente, quando ti ho visto al riposo tre metri sotto il top che sorridevi e chiamavi il pubblico, mi sono detto che era top, sicuro. Cosa pensavi in quel momento?

In quel momento non pensavo al top in realtà. Ero semplicemente esaltato dall’atmosfera di gara e dall’essere arrivato così in alto su una via di finale di Coppa del Mondo con ancora così tante energie. Il mio obiettivo per la finale era semplicemente scalare bene e divertirmi ed ero contento perché ci stavo riuscendo. Il riposo era buono e non potevo non incitare il pubblico prima di riconcentrarmi per l’ultima sezione della via che immaginavo sarebbe stata difficile.

Prova a descriverci cosa si sente mentre si sale una via in finale di coppa del mondo dalla prima presa all’ultima moschettonata. C’è un momento particolarmente difficile emotivamente o come cambia il tuo spirito e le tue sensazioni man mano che sali?

Appena sono uscito sul parterre di gara ero veramente esaltato. L’atmosfera che si crea nella piazza di Chamonix durante le finali è incredibile: il pubblico che grida, la musica, le luci, lo speaker… è stato difficile tenere la mente concentrata su quello che dovevo fare sui primi metri della via. Poi pian piano, scalando, sono riuscito ad isolarmi e a pensare solamente alla scalata che è l’approccio mentale migliore per me per andare bene. C’era un solo movimento nella prima parte della via che mi preoccupava un po’: un lancio ad una presa a forma di vulcano. Non sono molto preciso di solito nei lanci ed ero preoccupato di non centrare bene la presa ma alla fine si è rivelato facile. Dopo una ventina di movimenti sono arrivato al riposo in cima alla via e mi sono preso un attimo per godermi il momento… Essere sulle ultime prese di una finale di Coppa del Mondo a Chamonix non capita tutti i giorni!  Quando sono ripartito ero determinato e carico a fare catena. Ho avuto qualche difficoltà all’ultimo movimento duro, a due prese dal top, ma dopo che ho fermato la tacca sul volume avevo capito che avrei chiuso la via e mi è arrivata subito una scarica di adrenalina pazzesca!

E ora?? Voglio dire, come ci si sente dopo la prima vittoria in Coppa? Ovvio essere contenti ma vuol dire anche sentirsi magari un po’ gli occhi addosso o pensare alla prossima gara con una mente diversa. Cambierà qualcosa nel tuo modo di approcciarti alle competizioni adesso?

Beh ancora adesso faccio fatica a realizzarlo completamente… so di aver vinto la tappa di Coppa del Mondo a Chamonix ma stento ancora a rendermene conto. So che adesso le aspettative nei miei confronti saranno più alte ma ogni gara è a sé e questa vittoria non significa che diventerò tutto d’un colpo il favorito. Abbiamo la prossima prova tra poco più di una settimana a Briançon dove spesso vengono amici italiani a fare il tifo, sarà un’altra occasione per fare una bella gara. Punterò a guadagnarmi un passo alla volta la qualificazione al turno successivo, con la concentrazione e lo spirito che ho avuto finora, se riuscirò ad entrare di nuovo in finale sarò già più che contento!

Che stai bene fisicamente è palese. Hai cambiato qualcosa negli ultimi tempi o è il frutto di tutto il tuo lavoro negli anni?

Ho fatto un notevole salto di qualità dall’anno scorso e penso che sia dovuto da molteplici fattori. Come forma fisica mi sento molto bene, sono più forte e questo ovviamente rende tutto più facile. Concentrarmi molto sulle gare di boulder nella prima parte di stagione mi ha aiutato molto in questo e in più sono migliorato sui movimenti dinamici, aleatori e di coordinazione che stanno venendo fuori sempre di più anche sulle vie di difficoltà. In più quest’anno ho lavorato molto sull'economizzare il gesto durante la scalata, essere più veloce, respirare più regolarmente, diventare più elastico con lo stretching, gestire meglio le situazioni mentali più difficili… sono tutti fattori che sembrano meno influenti dello stringere le prese in sé ma poi messi tutti insieme ti possono cambiare la gara.

Intervista Stefano Michelin

Txguide 740x195

Copyright © Up-climbing.com By Versante Sud Srl
Sede legale Milano via G. Longhi, 10 - Registro Imprese di Milano P.IVA n. 12612150156 REA MI-1569599 - Cap. Sociale euro 10.000,00

Logo footer e307f2bce5042c4e7a257ec709ea497334ec09124162c27e291131063b267875