Jacopo Larcher e Barbara Zangerl, salita trad di Gondo Crack, 8c

Alla falesia del Cippo, un ritorno alle protezioni veloci

07 aprile 2017

Archiviata in fretta la fortunata trasferta spagnola, Jacopo Larcher e Barbara Zangerl hanno rirpeso in mano in fretta nuts e friends e sono corsi alla famosa falesia del Cippo dove hanno salito Gondo Crack usando le protezioni in fessura anziché gli spit.

“E' stata chiodata più di 15 anni fa dalle leggende ossolane Alessandro Manini e Maurizio Pellizzon, e da quel momento è sempre stata un progetto aperto. Come suggerisce il nome, la linea segue appunto un'ovvia fessura, che si può proteggere anche con protezioni "tradizionali" (friends, dadi, ecc...). Salita in questo modo è probabilmente un po' meno sicura, ma per noi aveva più senso scalarla così. L'abbiamo valutata 8c (o 5.14b R). La via è ovviamente ancora spittata, quindi ognuno è libero di scegliere in che modo salirla.”

Larcher si era già misurato con lunghezze di simile grado in questo stile, come quando ad esempio nel 2015 aveva salito Lapoterapia alla falesia di Osso e naturalmente la straordinaria ripetizione di Rhapsody, 8c/+ nel maggio 2016, mentre “una menzione speciale va a Babsi, che con questa salita firma la sua via trad più dura (per il momento)” senza scordare altre salite al cardiopalma di Barbara come la prima femminile di Prinzip Hoffnung a Vorarlberg nel 2014 o Achemine, il primo E9 della Scozia sempre nel 2016.

La falesia del Cippo e le altre dell'Ossola sono censite nella guida
OSSOLA ROCK
Spit e Trad dal Lago Maggiore al Sempione.
Fabrizio Manoni, Maurizio Pellizzon, Paolo Stoppini
Ed. Versante Sud

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photo rikyfelderer.wordpress.com/Richard Felderer

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