La manovra di calata, buona pratica

Eseguirla correttamente passo dopo passo

02 giugno 2017

Estate, tempo di arrampicare come non mai. Dal mare ala montagna siamo in migliaia che ogni fine settimana riempiamo in questa stagione falesie e vie per dilettarci con il nostro sport. Può capitare però che, giunti alla tanto ambita catena, non ci sia il nostro amato moschettone di calata ma un solo, unico e salatissimo anello chiuso. Che fare quindi per farsi calare dal compagno senza rimetterci uno dei nostri moschettoni?? Si fa la MANOVRA DI CALATA. Da Sicurezza in Montagna, ed. VersanteSud, ecco quindi una spiegazione esaustiva della corretta prassi da seguire, corredata da foto numerate con le quale potrete esercitarvi a casa prima di cimentarvi direttamente sul campo.

Situazione di utilizzo
Terreni sportivi, muri indoor, monotiri su soste attrezzate aventi un moschettone a ghiera o maglia rapida (mallo rapide) o anello chiuso predisposto per la discesa e per l’eventuale successiva arrampicata in moulinette.

Costruzione
Giunti in cima a una lunghezza attrezzata su terreno sportivo, situazione classica che si riscontra in falesia, normalmente ci troviamo davanti a una catena o a una serie di ancoraggi, al vertice dei quali è predisposto un maillon rapide, un moschettone a ghiera o un anello chiuso che utilizzeremo per tornare a terra.

Attenzione: Non esiste uno standard del tipo di chiodatura e del suo stato di efficienza, e nemmeno un organo o una categoria professionale che ne effettui perizie e controlli periodici. La valutazione della qualità degli ancoraggi anche visiva è demandata alla propria esperienza ed è la prima operazione da effettuare una volta raggiunta la catena, senza esitare ad abbandonare del proprio materiale se i moschettoni, le catene, o gli ancoraggi, appaiono consumati o fatiscenti.

Nelle soste dotate di moschettoni a ghiera o sistemi simili, non esistono grossi problemi, si moschettona l’ancoraggio, si avverte chi ci sta assicurando di bloccare la corda e ci si fa calare fino a terra. Se invece siamo in presenza di anelli chiusi bisogna effettuare una manovra semplice e veloce ma che va effettata con attenzione.

La prima operazione da fare è autoassicurarsi connettendo l’anello dell’imbrago, con due o tre rinvii alla catena stessa (foto1) avendo cura di rimanere con i moschettoni sempre sopra alle catene negli anelli degli spit. Prendendo qualche metro di corda lasca la si fa passare all’interno dell’anello (foto 2). Si effettua quindi un’asola semplice o meglio ancora un nodo asola delle guide con frizione più facile da sciogliere (foto 3) e la si collega tramite moschettone a ghiera (chiudere!) all’anello di servizio dell’imbragatura (foto 4).

A questo punto si può slegare il nodo di sicurezza che abbiamo usato precedentemente durante l’arrampicata dall’imbrago (foto 5) e ci si può far assicurare dal nostro compagno il quale recupererà tutta la corda lasca. In gergo si usa l’espressione “mettere in tiro”.

Attenzione: L’assicuratore per tutto il tempo e lo svolgersi della manovra pur avendo dato qualche metro di corda molle che permetta a chi è in sosta di costruire ed effettuare la manovra, rimane sempre concentrato e pronto in posizione corretta di assicurazione. La certezza di capirsi e vedersi reciprocamente in questa fase è essenziale.

Ora non resta che togliere l’autoassicurazione e farsi calare (foto 6).

Nel caso che gli anelli della catena o degli ancoraggi siano troppo piccoli per la manovra e che la corda doppiata non riesca a passare, non slegarsi e rimanere appesi solo a dei rinvii, ma utilizzare per l’autoassicurazione delle longe correttamente unite all’imbrago e dotate di moschettoni a ghiera.

NOTA: Tutto quello che è stato spiegato qui non può sostituire una pratica in condizioni di non pericolo sotto la supervisione di una persona preparata, esperta e competente. E’ bene padroneggiare con sicurezza la manovra prima di metterla in pratica sul campo.

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