Nicolò Balducci, prima intervista dopo gli 8c di Gondo Crack e Lapoterapia

Il 15enne di Domodossola ci parla delle sue (per ora) più importanti realizzazioni

10 aprile 2018

Reduce da un sesto posto in Coppa Europa Giovanile, abbiamo sentito il giovane e promettente Nicolò Balducci che nel giro di poco si è portato a casa due corposi 8c nella “sua” Ossola, Lapoterapia e Gondo Crack. Un altro bel talento delle nostre fucine che questa volta non viene dalla resina ma direttamente dalla roccia anche se pure in gara pare riesca ad esprimersi parecchio bene.

Ciao Nicolò qual è la tua storia raccontaci un pò di te?
Ciao, sono un ragazzo di quindici anni abito a Domodossola e frequento il secondo anno presso IIS MARCONI GALLETTI EINAUDI. Mi è sempre piaciuto fare sport e mi piacciono le competizioni. Ho iniziato, spronato da mio papà, facendo judo e sci a livello agonistico ma ero troppo leggero e piccolo rispetto ai miei coetanei per poter far bene nelle gare, quindi mi serviva una disciplina dove la leggerezza non era un handicap ma un vantaggio ed eccomi qui.

Come hai iniziato a scalare e come sei arrivato a questo buon livello?
Ho iniziato come attività di svago estiva, quando non sciavo, con il mio amico Valerio Belotti che mi portava in falesia e in montagna iniziandomi a questa disciplina che mi ha entusiasmato sempre più fino a diventare la mia passione. Le gare non mi interessavano ancora, scalavo solo su roccia e non sapevo neanche della possibilità di scalare su plastica. La svolta l’ho avuta quando ho conosciuto Garcia Frigo titolare della palestra per cui milito la Chalk Norris di Verbania che mi ha avviato alle competizioni. Attualmente sono ancora iscritto per riconoscenza alla mia palestra storica ma mi alleno presso lo SPORT PIU di Villadossola con il mio coach Davide Barone.

Raccontaci qualcosa su queste due belle salite, LAPOTERAPIA e GONDO CRACK, come le hai vissute? Ce n’è una che ti ha entusiasmato di più e perché?
Allora LAPOTERAPIA è stato un progetto che mi ha fatto penare per sei mesi prima di poterlo archiviare; ma lo volevo perche è il tiro più duro della mia valle e ci tenevo particolarmente che il mio primo 8C fosse LOCAL e quando è entrato mi ha regalato emozioni che non pensavo di poter avere.
GONDO CRACK ha una storia particolare è rimasto inviolato per molti anni (mi sembra venti) e circa un anno fa per pura casualità recandomi alla falesia il CIPPO per provare un tiro con il mio uomo grigri di fiducia (papà) mi imbatto in due big della scalata mondiale Jacopo Larcher e Barbara Zangerl che stavano appunto provando GONDO CRACK .
Dopo aver preso le misure, Barbara chiude il tiro e Jacopo la segue chiudendolo poi anche in stile trad. Mi ritengo fortunato di aver assistito ad un tale evento e di aver conosciuto due persone di quel calibro ma per il mio livello di allora il tiro è troppo duro non lo considero nemmeno.

Ti hanno stimolato parecchio Jacopo e Barbara quindi?
Sì, una decina di giorni dopo aver chiuso LAPOTERAPIA (esattamente un anno dopo) un’idea mi gira per la testa “cavoli c’è un 8C in Svizzera vicino a casa che conta sole due ripetizioni al mondo non sarebbe male fare la terza dietro due nomi di rilievo come Larcher e Zangerl!” Apro il cantiere sapendo che non sarebbe stata una passeggiata inizio a provare i singoli e le sensazioni sono buone. Il secondo giorno mi entrano tutti i singoli, mi gaso e non vedo l’ora di tornare ma il tempo non è clemente piove. La falesia dove si trova il tiro resta parzialmente riparata perche strapiomba ma fa freddo sicuramente nevica la cosa più dura sarà convincere papà a portarmi su .
Non ci metto molto a convincerlo (sono la goccia che scava la roccia) saliamo dopo la scuola, nevica di brutto, zero gradi ma le condizioni ci sono il tiro è bagnato solo in partenza nel facile e poi asciutto. Mi scaldo e parto e lo chiudo GONDO CRACK 8C in nove tentativi sono contento e congelato due telefonate agli amici di sempre e via al McDonald's a festeggiare.

Che progetti hai in mente ora?
Sicuramente nel momento in cui i miei TRAD AMICI di fiducia hanno tempo e le competizioni me lo consentono provare entrambi i tiri in stile trad. E poi ho in mente una connessione di due tiri duri me non dico nulla per scaramanzia, ne parlo se la chiudo…


Intervista Stefano Michelin
 

 

 

 

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