Primo 8b+ per le azzurre Camilla Bendazzoli e Francesca Medici

Le nostre atlete risolvono Elephant Man a Narango, Arco

04 luglio 2018

Tra gare ed impegni vari, studio in testa, non sempre i nostri atleti possono dedicarsi liberamente ai progetti su roccia ed è per questo che belle salite del genere comunque non devono passare sottovoce. Inoltre in campo azzurro, non si sente molto spesso parlare delle nostre donne su un grado simile e quindi ben vengano queste realizzazioni.

Le due atlete della nostra nazionale Camilla Bendazzoli e Francesca Medici, si son regalate, a poche ora una dall’altra, qualcosa di inatteso, il primo 8b+. Ad Arco infatti, precisamente a Narango, le due hanno salito Elephant Man, toccando così un livello di difficoltà davvero insperato. Eccole alla luce di quanto fatto.

Camilla Bendazzoli: "Ho passato un lungo periodo di problemi al gomito che mi impediva di avere progetti troppo impegnativi. Cosí quando un mese fa sono riuscita a chiudere il mio primo 8b non mi sembrava vero, tanto che ho iniziato a provare Elephant quasi per scherzo. E invece i passi sono venuti subito e in una decina di tentativi mi sono trovata a moschettonare la catena. Riuscire a fare una via di questo grado è veramente un sogno che si avvera. Sono incredula e tanto felice."

Francesca Medici: "Elephant man è stato "un parto" ma non per il numero di tentativi o per la difficoltà della via ma per una questione mentale. Era da gennaio che non riuscivo a chiudere un progetto e in un altro ero caduta all'ultima presa con la catena davanti. Inoltre, ero davvero impegnata con l'università (medicina) e stavo preparando due esami insieme per poter partecipare al raduno con la nazionale lead proprio nella settimana tra i due esami. Infatti, tutte le volte che provavo la via era quasi un "devo farla così posso concentrarmi su altro" ma ovviamente così non si va da nessuna parte. L'ho provata anche il sabato prima dopo il raduno e a due giorni da un esame e ovviamente il risultato sono stati solo tanti piedi scivolati in giro. Martedì 26 sono tornata lì con mio papà dopo aver dato l'ultimo dei due esami che stavo preparando proprio lunedi. Diciamo che l'unica differenza rispetto alle altre volte è stata la mia testa che era rilassata e concentrata ma soprattutto volevo tornare a divertirmi su una via e non solo arrabbiarmi per gli insuccessi. Così sono riuscita a chiuderla al primo giro in giornata. Credo che questo mi sia servito come sblocco mentale. Ora ho ancora più voglia di provare tutti i miei progetti. Per il futuro ho in giro altri 3 progetti sullo stesso grado che spero di fare (caldo permettendo) e poi mi piacerebbe provare anche qualcosa di più impegnativo, anche solo per darmi uno stimolo per migliorare ancora. L'arrampicata per me è una parte importante della mia vita ma so anche che ho scelto una strada e una carriera che forse non mi permetteranno di seguire questa passione per molto tempo ancora quindi vorrei godermela il più possibile ora e poi vedere cosa succede."

 

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