Finale Ligure: Sahara Wall

Il "deserto" di prese torna in voga

06 aprile 2016

Finale in questo ultimo periodo è stata (ed è)  in piena tempesta chiodatoria/richiodatoria, ondate di resina e fittoni si abbattono su ogni bastionata calcarea che affiori dalla macchia finalese. Ciò è un bene, intendiamoci, tutto lavoro volontario, mai retribuito, ed anzi pagato di tasca propria. E’ un bene perchè aumenta il novero delle possibilità scalatorie, proponendo una larga gamma di tiri più semplici, dal 5c al 6b, che sono quelli più apprezzati dalla maggioranza del popolo rampicante, consentendo così di deflazionare i rocodromi classici, che iniziavano a risentire un po’ della patinatura. Bene. Tutta questa premessa per dire che anche noi abbiamo navigato in questa tempesta, scegliendo però di andare ad abbatterci su di una bastionata per nulla semplice, dallo stile scalatorio poco invitante perché ampiamente aleatorio, ma del tutto affascinante, una rarità old –school, che lo stesso Andrea Gallo  definiva “un gioiello del finalese, dallo stile di arrampicata mai certa”.

Qui si parla del Sahara Wall (e già il nome evoca la parsimoniosità di prese), uno dei muri di Monte Cucco, annata 1985 – 87, una specie di quadro appeso lassù, dove per scalare ti dovevi calare dall’alto, spesso facendo sosta su degli alberi, ed i tiri partivano da metà o a tre quarti di parete. Perché partivano da lì? Perché le corde erano da 50m e soprattutto – credo – perché reperire un accesso da basso era un mazzo mostruoso (come poi abbiamo verificato). Questo secondo le testimonianze di chi vi scalò all’epoca e del poco che ricorda. Quel che è abbastanza certo è che poi nessuno vi ha più scalato da quei tempi ed in effetti pure io, in tanti anni, non ci ho mai visto anima viva. Con Mikke (Michelangelo Sanguineti) ci convinciamo a vicenda che è la cosa giusta da fare, che bisogna farlo, però cerchiamo di farlo partendo dal basso, perchè nell’avanzato 2000 ormai non si cala più nessuno dall’alto, ci vuole una base di partenza, altrimenti la gente se la mena.

E pertanto, dopo una calata esplorativa, segue un riassettamento furioso, che dura mesi, a suon di zappa, cesoie e sega, e ancora cesoie, perché ti volti un attimo e la natura, implacabile, è già rifiorita il doppio. E poi le linee: c’è lo spazio e tanta roccia per farle partire da più in basso, in maniera ordinata e omogenea (Mikke è un ingegnere, mica pizza e fichi). Il lavoro è stato svolto con molta calma, sia perché siamo indolenti (più io che Mikke), sia perché il progetto era complesso: ci abbiam messo quei due anni buoni, a botte di mezze giornate, spesso presentandoci alle 6.30 del mattino, bruciandoci una mezza feria.

Sono stati richiodati tutti i tiri presenti, abbiamo reso agibile la cengia di partenza, pulito e attrezzato l’accesso che non esisteva e aggiunto alcuni tiri che si estendono lungo tutta la parete, ed altri che servono a raggiungere l’attacco delle storiche entusiasmanti linee di Nico Ivaldo , Aut aut e In Salah, che sono capolavori della tecnica. Ecco, qui l’aspetto più problematico è stato trovare linee “relativamente semplici”, che potessero anche solo fungere da riscaldo.

In alcuni casi le linee sono caratterizzate da singoli cattivi rispetto al resto della linea: Into Sarvaego, Stella Marina, Danza dei nervi e Finalbordo sono tiri il cui grado è dettato da un singolo blocco molto più difficile del resto della via. Discorso diverso per Rubando le nuvole, Sahara wall, Uccellacci , Gommasportiva, Shantaram che sono tiri la cui difficoltà è spalmata su più metri di tiro, quindi più omogenei.

Poi ci sono le belle (e quasi impossibili) della falesia: la aleatorissima “Occhi storti per mino reitano” (che faceva il verso ad “Occhi dolci per frank zappa” a Cucco Centrale), il cui grado sulle vecchie guide è apparso sottostimato, visto che ci sono state almeno due ripetizioni che l’hanno data 7c+, e la ditosissima Sottojacuaro 7c ,che dopo una bella prima sezione di 6b molto godibile (possibilità di fare sosta) propone uno strapiombo di dita davvero infernale, è stata solo liberata per cui il grado è da confermare con le ripetizioni.

La via della Gomma  ha visto Mikke molto combattuto sulla modalità di richiodatura: via storica, aperta con largo uso di artificiale (così ci è parso vedendo il posizionamento dei tanti chiodi), si è reputato che non avesse troppo senso una chiodatura a fittoni fedele all’originale; pertanto, abbiamo creato due linee sportive che si sovrappongono, ma lasciato il materiale originale lungo il percorso (in onore comunque agli sforzi del primo apritore, che Mikke si è premurato di contattare prima ed avvisare delle intenzioni).

Si ringraziano i vari finanziatori, Rockstore per il materiale di tre vie (come da volantino) e chi ha partecipato anche solo con lavori di pulitura della base. La falesia è pronta e disponibile. Per chi apprezza i luoghi appartati fuori dal casino. La chiodatura originale è stata il più delle volte rispettata. Talvolta è obbligatoria , ma sicura.

Matteo Felanda 

Accesso: dal parcheggio seguire la sterrata a dx, superareil settore centrale e dirigersi verso l’anfiteatro, superare il bivio per l’anfiteatro e prendere una traccia di sentiero sulla SX di fronte a un grosso masso a dx delle strada. Raggiungere la placca del polpaccio, superarla e dirigersi verso il canale dell’intaglio del campanile, prima dell’inizio del canale seguire i gradini e la corda fissa sulla dx. La base dei tiri è scomoda, esposta ed è’ necessario assicurarsi alla corda di servizio lungo tutto l’accesso e la cengia di attacco dei tiri. E’ possibile anche accedere al settore salendo lungo la L1 della via della gomma (via 15), l’attacco è evidente e si trova in direzione MACHETTO. Per la discesa è consigliata la calata dalla sosta di L1 via della gomma , in alternativa alle fisse. La via della gomma originale (a puntini) presenta ancora il materiale della prima salita, si prega di lasciarlo così com’è a testimonianza storica.

1 Into Sarvaego 6c 25m (2015 M.Sanguineti, M. Felanda)

2 Uccellacci, uccelletti 7a+ 25m (1988 Cravasard)

3 Prendilo di diedro 6b 15m (2015 M.Sanguineti, M Felanda)

4 Danza dei nervi 6c+ 10m (1985 L.Biondi, F Punchuch)

5 Finalbordo NL 15m (2015 M.Felanda , M.Sanguineti)

6 Sahara wall 7b 15m (2015 M.Sanguineti , M. Felanda) 1°RP S.Dalpozzo

7 In Salah 7a+ 10m (1985 N.Ivaldo) 1°RP N.Ivaldo

8 Shantaram 6a+ 20m (2015 M.Sanguineti, M.Felanda)

9 Aut Aut 7b+ 10m (1985 N.Ivaldo) 1°RP N.Ivaldo

10 Sottojacuaro L1 6b L2 7c 30m (2015 M.Felanda, M.Sanguineti) 1°RP S.Dalpozzo

11 Occhi storti per mino reitano 7c+ 28m (1988 Cravasard) 1°RP L.Lenti

12 Rubando le nuvole 7a 28m (1988 Cravasard) 1°RP L.Biondi

13 Stella Marina 7a 26m (2015 M.Sanguineti , M.Felanda) 1°RP M.Felanda

14 Via della gomma L1 4c 15m (Calcagno, Casula, Grillo, Simonetti)

15 Via della gomma (chiodi+trad) 6b 50m (Calcagno, Casula, Grillo, Simonetti)

16 Gommasportiva 6c 28m (2016 M.Sanguineti , D.Bolla)

 

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