Guide vs scuole: di nuovo bufera

Ancora scontri in Liguria

02 aprile 2021
Nuova bufera sulle leggi che regolano l'insegnamento delle discipline outdoor.

Sul sito dell'associazione sportiva Vertical-Lab è comparso un articolo che porta a conoscenza il mondo degli appassionati di un nuovo scontro tra due fazioni ormai famose. Da un lato del ring troviamo il collegio delle guide, che vede avversarie in questo caso le scuole di arrampicata e canyoning. Per esempio, il sito dove è stato pubblicato l'articolo, è proprio di un'associazione che si occupa di promuovere l'arrampicata all'interno dei suoi associati con corsi su roccia, dove vengono affrontati temi come progressione, sicurezza e tecnica di arrampicata. Ovviamente, i corsi si svolgono nel pieno della trasparenza a norma di legge perché non sono aperti al pubblico ma riservati ai soci. Poco tempo fa avevamo già trattato un argomento simile, con gli enti legati all'Acli e patrocinati dal CONI.

Ci troviamo in Liguria, dove è stata presentata una modifica alla legge regionale 44/2012. Per farla breve, le norme in oggetto sono quelle che vanno a regolamentare l’ordinamento della professione di guida alpina, nello specifico l'articolo 13, che si occupa della denominazione di "scuole di alpinismo e sci alpinismo". La modifica in corso andrebbe ad interessare il comma 5 dello stesso, dove la denominazione verrebbe estesa a "Scuola di alpinismo, sci alpinismo, arrampicata, canyoning, speleologia" e, pertanto, verrebbe riservato alle figure riconosciute nel tale articolo, quindi le guide alpine. Inutile dire che l'argomento ha acceso un grandissimo scontro tra le due fazioni, con i commenti più disparati. Da un lato le guide rivendicano la loro professionalità, frutto di un percorso lungo e costoso. Dall'altro, le società, circoli, enti, rivendicano la possibilità di poter divulgare la scalata, rispondendo ad una domanda sempre più crescente. Ad implementare poi questa eterna lotta, troviamo una quasi totale ignoranza da parte degli organi preposti, spesso troppo lontani da quella che è la realtà sul territorio. 

Al fine di fermare questa proposta e fare sentire la propria voce, è stata lanciata una petizione condivisa da gran parte del popolo verticale sui social. A motivare tale scelta, leggiamo:

"Abbiamo deciso di creare una petizione su change.org, per informare chiunque fosse interessato con il fine di bloccare questa proposta di legge regionale. Chiediamo fermamente che le guide alpine continuino ad occuparsi di alpinismo e accompagnamento, come sancito nella legge che riguarda la loro professione, lasciando alla competenza di chi da decenni ormai opera nei settori dell’arrampicata e del canyoning, il diffondersi delle suddette discipline. Tenendo anche conto del fatto che all’estero la figura della guida alpina sì esiste, ma si occupa di alpinismo, mentre l’insegnamento di tutte le altre singole discipline (ivi comprese arrampicata e canyoning) è affidato ad altre figure competenti e formate."

Da anni le più svariate associazioni lavorano duro sul territorio e tante realtà sono ormai consolidate. Il grosso rischio che potrebbe avverarsi in seconda battuta coinvolge anche il mondo indoor, fino ad ora estremamente prolifico specialmente sul lato formativo e sociale. Limitando la qualifica per insegnare l'arrampicata alla figura della guida alpina, le palestre e gli specialisti del settore verrebbero sicuramente penalizzati e tutto il movimento, che conta decine di migliaia di tesserati, verrebbe minato. La FASI, sotto la guida del presidente Battistella, condivide negli obiettivi anche questioni riguardanti l'outdoor, come detto nello statuto federale. La problematica in oggetto oggi riguarda la regione Liguria, ma potrebbe creare un precedente importante e pertanto richiede l'attenzione di tutto il pubblico della scena arrampicatoria, basti pensare al fatto che già situazioni del genere sono accadute in Lombardia tempo fa, generando grande rumore. I numeri della branca sportiva sono sempre più forti, sia a livello di praticanti che di società e simili, i tempi richiedono una figura e la legge lo permette. Ancora una volta queste realtà si trovano in un limbo scomodo, abbandonati sostanzialmente a sé stessi. Quanto ancora andrà avanti questa situazione?

Fonte sito Vertical-Lab.it

AP

 

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