Locals only: il re della Roya

La top ten di Seve Scassa

22 febbraio 2021
Le migliori dieci vie chiodate da Seve Scassa in Val Roya.

Per i cuneesi, la Francia è ad un tiro di sputo e l'antipatia per i francesi è il piatto forte. Tra loro che fanno finta di non capire l'italiano e i cuneesi che fingono di non sapere il francese, la lotta è ormai millenaria. La comunità dei climber invece sembra fregarsene e grandi sodalizi si sono succeduti negli anni. Un esempio lampante è proprio la Val Roya, dove Seve Scassa ha lasciato la firma su decine di tiri e altrettante salite da Tenda fin giù alla riviera.

Astigiano di nascita, Seve è probabilmente il climber italiano più influente della storia. Il suo apporto alla scalata è incommensurabile. Centinaia di tiri chiodati per tutti i livelli, decine di aree scoperte e valorizzate, migliaia di appigli avvitati per portare l'arrampicata a portata di tutti. Dai podi in coppa del mondo, ai tiri duri nelle più belle falesie, alla ventennale esperienza come tracciatore: ad oggi Seve è a capo del centro federale di Arco, dove la Federazione investe tempo e risorse sui migliori atleti senior e junior. Di seguito la top ten dei tiri chiodati da Seve Scassa nella stupenda Valle Roya, recentemente disastrata da fenomeni naturali ed ora già pronta a ripartire verso un brillante futuro.


"Dedico questa rassegna alla Val Roja che tanto ho amato e porto nel cuore, perché possa risollevarsi dopo la terribile alluvione che ha spazzato via lo scorso ottobre quasi tutto, con la speranza che presto tanti climber possano tornare a scoprire o riscoprire questo fazzoletto di Francia che tanto parla italiano, anche nel suo mondo verticale."


No frontiere 6a+ falesia Arimonda. È stata la prima via che ho chiodato in Francia. Era il 1994. Avevo valicato i confini italiani per avventurarmi sul colle di Tenda e scendere in Val Roja. Non c'erano più frontiere, ecco perché chiamai così il tiro! È la prima linea che si incontra arrivando in falesia, la più facile della parete. Un 6a+ bello tosto per il grado, c’è da scalare, la prima parte è a buchi, la seconda parte si sviluppa su una bella placca grigia e compatta.


Gnard 7a falesia Arimonda. La classica di riscaldamento a Tenda. Negli anni si è aggiudicata lo scettro di via lavorata per eccellenza, scelta dalle fidanzate dei forti climber dell'epoca per misurarsi a loro volta con il clima della falesia. Gnard era l'intercalare preferito  di un climber del gruppo di Alba. Lo sfoderava ad ogni passaggio duro su ogni tiro che stava scalando!  


Ça çolle 7b+ falesia La Discoteca. Una linea che si snoda in traverso lungo il bordo della grottina esplosiva della Discoteca, falesia che ho iniziato a chiodare nel 1998. C'è da ballare subito qui! Un grande strapiombo a buoni buchi, messi da madre natura tutti al posto giusto! Bloccaggi bassi, una linea fisica, il nome è un omaggio all'intercalare di un caro amico, il forte scalatore nizzardo Axel Franco. Quando c'era aderenza continuava a ripetere ça çolle aujourd'hui! 


Sirtaki 7c falesia Arimonda. Il nome è un omaggio ai passaggi che caratterizzano la via, una vera danza verticale! Si tratta di una linea corta, sulle dita, forse per questo tra le più apprezzate dal pubblico femminile. 


Severance 8a falesia La Brigue. É la prima via che ho chiodato nel 2005 a La Brigue ed è anche la prima via che ho chiodato partendo dal basso! Ai bordi del maestoso grottone di Briga c'erano già splendide linee chiodate da arrampicatori nizzardi. Il cuore della grotta mi aveva subito stregato. Severance si snoda in traverso, dopo una partenza esplosiva su canne, ci vuole una buona dose di resistenza mentre serve conservare lucidità e energia anche per il finale della via!    


Il Dubbio 8a falesia Arimonda. Una linea che si snoda in traverso,  su buchi e canne, caratterizzata da un' arrampicata atletica, si tratta di un tiro davvero di soddisfazione! Il mio eterno rivale in gara, Fraçois Legrand la fece a vista. In realtà in quella giornata all'Arimonda salì onsight anche Anarchia 8a, Il Giustiziere 8a e La parola ai testimoni 8a+. Fu una grande prestazione per gli albori degli anni duemila! 


La parola ai testimoni 8a+ Falesia Arimonda. Una via che divenne un must sul finire degli anni novanta. È la linea più bella della falesia, gran resistenza d'avambracci su canne accennate, tacche e un muro tecnico finale. 


Patatanegra 8b falesia La Brigue. il nome è un omaggio alla famosa Patanegra, via che si trova nella falesia spagnola di Rodellar. É davvero una linea eccezionale! La chiodai dopo Severance, rimasi stregato subito dalla linea che avevo intuito. La via inizia con un estetico traverso su buchi, poi serve tanta continuità d’avambraccio. Una via magnifica che non ha nulla a che invidiare ai tiri che si trovano nel paradiso spagnolo a cui fa il verso il nome! 


Follia esplosiva 8b+ Falesia Arimonda. Dopo una prima parte che si sviluppa su un arco accennato, la via parte decisa su un bellissimo muro grigio a piccole reglette da strizzare alla morte. Una via moderna, dallo stile intramontabile. Arimonda era il muro dove allenarsi. Mi ero chiodato la mia palestra! Ripetevamo tutte le vie allo strenuo... Tra le ripetizioni illustri di questa linea quelle di Yuji Hirayama che chiuse i conti con il tiro in giornata, la stessa giornata della performance onsight di François Legrand! 


Full Metal Tekno 8c falesia la Discoteca. La linea è un mix di tre vie che ben rappresenta il carattere di questa grotta piccola ma esigente. Si parte su Full un 8a+ davvero impegnativo, si traversa su Full Metal 8b+ e poi ancora sempre in traverso con originali movimenti in discesa, fino ad uscire su Tekno 8c. La liberai io, poi conta ripetizioni di peso, Cristian Brenna, Axel, Franco, Cedric Lo Piccolo e Matteo Pino.

Tutti i tiri citati nel racconto sono censiti nella guida di Seve Andonno e Cuneese, edita da Versante Sud.


Fonte e cortesia foto Seve Scassa

AP

 

 

 

 

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