Locals Only: la Pietra per eccellenza

La top ten di Marcello Bombardi

01 febbraio 2021

I dieci tiri raccomandati dal caporalmaggiore Marcello Bombardi nella mitica zona de la Pietra di Bismantova.

Ci sono falesie iconiche e falesie belle, la Pietra è sicuramente appartenente alla prima categoria. In una terra florida per l’arrampicata come l’Emilia Romagna, non poteva certo mancare la falesia per eccellenza. Insieme a Badolo, famosa più per la peculiarità della roccia che per la qualità della stessa, la falesia di Bismantova è proprio la mecca dei cordaioli della zona. Pensate che è talmente famosa che è stata citata anche da Dante nel suo più celebre capolavoro, che in rima censiva tiri fino al 7a. Tutti i grandi talenti della zona, partendo da quelli sfornati dalla scuola del Vertigine di Sassuolo, hanno mosso i primi passi su questi appigli. Uno di questi è proprio Marcello Bombardi, che dalla società Vertigine si è poi mosso verso il Centro Sportivo Esercito, diventando professionista. Possiamo quindi dire che scalare in Pietra porti fortuna! 

Vincitore di una tappa di Coppa del Mondo lead IFSC, Marcello è uno dei climber italiani più influenti degli ultimi dieci anni. Dalla roccia alla resina, Bombardi stringe le prese con una forza disumana, se dovessimo cercare il termine “forza” su wikipedia, potremmo trovare la sua faccia. Dalle prime gare al sogno olimpico, dai primi passi in Pietra ai gradi 9 in giro per il mondo: le dieci vie top di Bismantova secondo Marcello.

Non sono una persona che si affeziona molto ai luoghi. Gli unici a cui mi sento sporadicamente legato sono quelli che mi riportano bei ricordi degli anni passati. Uno tra i pochi è sicuramente la Pietra di Bismantova. La Pietra (così chiamata dai locals) è la falesia simbolo dell’Emilia, situata tra le provincie di Modena, Reggio e Parma, alla base degli Appenini. Un promontorio sui 300 metri di altezza che si erge quasi dal nulla delle prime colline della pianura padana e la cui meraviglia paesaggistica lascia chiunque a bocca aperta la prima volta che la scorge tra i tornanti della strada. L’ambiente e lo scenario sono spettacolari, citati perfino da Dante nella Divina Commedia, tanto che rendono la falesia molto conosciuta anche ai forestieri nonostante la qualità della roccia, un’arenaria molto friabile con appigli che si rompono ad ogni stagione, e delle prese, quasi sempre scavate, non ne siano alla stessa altezza. Rimane comunque l’unica possibilità di scalata in zona per i locals che, già grati e affezionati alla loro cara Pietra, si ritrovano a passarci numerosi weekend all’anno. Avendo iniziato ad arrampicare all’età di 7 anni in una palestra a Sassuolo, ad appena 50 km, il mio inizio alla Pietra è iniziato presto, tanto che non mi ricordo neanche la prima volta, e le occasioni in cui mi ritrovavo al parcheggio alla base della falesia si sono accumulati via via negli anni. La pietra è come un contenitore di molti affetti e ricordi per me, in cui i compagni di scalata sono cambiati col passare del tempo così come le vie che provavo, a partire dai 7a classici del “Pilone giallo” fino alle vie più estreme del settore “Gare nuove” e “Moby dick”. Le esperienze passano dalle mie prime uscite in falesia di quando avevo meno di 10 anni con la mitica squadra della Vertigine Sassuolo, alla mia prima via lunga Zuffa Ruggero su cui mi aveva portato il mio allenatore Marco Castagnetti con mio papà e di cui mi ricordo molto la preoccupazione che avevo nel non far cadere pietre di sotto, fino ad arrivare alle prime volte che da appena patentato uscivo da scuola e guidavo veloce verso la Pietra per le scalate pomeridiane. Non mi ritengo un local della Pietra di Bismantova, c’è molta gente che ha passato più tempo di me, ci ha dedicato più sforzi ed energie e conosce sicuramente meglio i tiri, ma ho accettato felicemente di scrivere questa rubrica per dedicare alla Pietra, a distanza di anni dopo il mio trasferimento dall’Emilia, tutte le esperienze che mi ha regalato e che sono sicuro ha regalato anche a moltissime altre persone. Di seguito le 11 scalate (9 monotiri, 1, via lunga e 1 boulder) per me più significative della Pietra di Bismantova.


Rainbow warrior, 6c+. Il classico tiro di riscaldo del classico settore del Pilone giallo. Bella e lunga via, atletica e ben appigliata.

Vedo nero, 7a+. Una delle mie prime vie salite in pietra quando un 7a era già una bella prestazione, diventata poi la via di riscaldo nelle giornate in cui il progetto era la via più dura subito a destra. Il passaggio tra i robusti rami dell’albero per mettere la catena è un punto caratteristico della via così come le discussioni per decidere se fosse valido o meno prendere il ramo in mano.

Skizo, 7c+. Subito a destra di “Vedo nero”. Partenza brutale a biditi scavati (così come la maggior parte delle vie dure della Pietra) in cui mi ricordo ancora le prime volte che la provavo da cinno (termine emiliano per dire ragazzino) in cui non arrivavo normalmente da un buco all’altro. Dovevo allora tenere il bidito con una mano e con l’altra prendermi il polso, alzavo così il piede sul buco sotto e riuscivo ad arrivare al bidito successivo. 

Zuffa ruggero, V. La mia prima esperienza in via lunga, ovviamente teleguidato, quando a malapena sapevo cosa fosse una sosta. Decisamente da fare per vivere a pieno l’esperienza della Pietra e del panorama della vista dall’alto. Discesa comoda con sentiero dal pianoro soprastante la falesia fino alla base iniziale.

Fiorirosa, 8b. Via simbolo del settore “Banana”. Lunga, di resistenza, tecnica e dalle prese e appoggi sfuggenti. Decisamente da provare e spenderci un po’ di tentativi per riuscire a portare la corda in catena.

Finale donne, 7c. Bella via nel settore che ha dato luogo alle gare del Campionato Italiano del 1989. Il nome della via lascia facilmente intendere di quale via di gara si trattasse… Se volete confrontarvi con le difficoltà delle prime competizioni di arrampicata sportiva siete nel posto giusto! Ottima anche come ultimo tiro prima di buttarvi sui vostri progetti più duri subito a sinistra.

Kreuz, 8a+. Poco a sinistra di “Finale donne”, una delle vie di gara del 1989. Atletica. Superata la placchetta facile iniziale potete dimenticarvi delle lezioni sulla tecnica (se già non l’avete fatto) e pensare solo a stringere le tacche e i buchi scavati. Ah già… e bisogna bloccarli anche bassi.

Krock radio station, 8b+. Tiro nello stile di “Kreuz” (placchetta iniziale compresa ma con un po’ di tecnica in più sull’uso dei piedi se non ricordo male) ma dalla difficoltà più elevata. Potrebbe essere uno dei tiri che ho provato di più nella mia vita. L’avevo iniziata a provare mettendoci le mani sopra dopo aver fatto “Kreuz” e ho passato molti giorni a cadere in cima su un bloccaggio lungo da una presa rovescia. Lasciata da parte incompiuta dopo essermi trasferito a Torino per l’università sono poi riuscito a salirla un paio di anni dopo tornando in Pietra di passaggio da una vacanza scalatoria nel centro Italia con un gruppo di ragazzi piemontesi. È sempre bella la sensazione di sentirsi leggeri sulle prese che un tempo ricordavi brutte!

Gladio e Gladioplano, 8a+ e 8c. Settore “Moby dick”. Se un giorno volete cambiare lo scenario, invece che salire verso la falesia dal parcheggio, scendete verso il bosco e a pochi passi troverete questo bel masso che ospita poche vie ma tutte esigenti. “Gladio” è sicuramente la più caratteristica. Linea naturale che percorre tutto un pannello strapiombante sulla parte destra del masso, dalle prese e dalla methode per salirla molto particolare. La catena è subito sul bordo dello strapiombo ma se vi rimangono energie potete continuare e concatenare tutto lo spigolo successivo fino alla seconda catena che alza il grado a 8c.

Il gobbo, 8A+. Se vi piacciono i massi ma quello del “Moby” è ancora troppo alto per il vostro gradimento mettete in macchina un paio di crashpad. I massi boulder non sono di sicuro l’attrazione maggiore della Pietra ma ce ne sono alcuni carini per divertirsi. Uno in particolare è molto estetico, da cinque stelle, e mi era sfuggito fino a questo inverno. Si tratta di una linea pura che sale in compressione una prua alta e con la ribaltata non banale. Sicuramente consigliato per chi ha il livello, ma per questo portate qualche pad in più.

Fonte e immagini Marcello Bombardi

AP

 

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